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martedì 8 maggio 2012

Amministrative: il giorno dopo




 Queste le prime pagine (cliccare sull'immagine per ingrandirla) di alcuni giornali italiani nell'indomani delle Elezioni Amministrative. Come prevedibile, tre di questi si inventano cose che gli altri umani non hanno mai visto.

domenica 22 aprile 2012

Giornata della Terra


In occasione della Giornata Della Terra, segnalo il numero odierno de La Stampa (Pag. 1, Pag. 2), primo quotidiano verde d'Italia.

martedì 6 marzo 2012

Cuneo ed i fantasmi (immobili)

Il dato che non t'aspetti. Nella Provincia di Cuneo 36 mila e 85 unità immobiliari non dichiarate al Catasto, che non pagano Imu, sono state scovate dagli ispettori dell’Agenzia del territorio. In questa speciale classifica la Provincia Granda è preceduta da Napoli, Cosenza, Salerno e Reggio Calabria. La rendita catastale totale di Cuneo vale, però, 52 milioni 685 mila euro, ovvero la somma delle province di Napoli (29 milioni 147.508), Salerno (20 milioni 13.729) e Reggio Calabria (12 milioni 829.015).
Un parco immobili fantasma ricco di «altre» unità immobiliari, cioè tutto ciò che non è compreso in abitazioni (9.572), magazzini (8.325) e autorimesse (5416).
Dai calcoli sono esclusi i fabbricati rurali di pianura e montagna che seguono un altro iter di verifica. In questa categoria «altre» sono compresi edifici industriali, opifici, centri commerciali, studi privati, alberghi, banche e le piccole imprese. Da sola questa voce «altre» vale 48 milioni di euro che lo Stato vuole recuperare.

domenica 12 febbraio 2012

Carmelo Zimmardi

[...] vive con 500 euro di pensione al mese. Abita in una “casa” di sei metri quadrati. L’angelo della neve di borgo Vanchiglia (Torino) è un po’ duro d’orecchio. Normale, per un signore che a metà dello scorso gennaio ha compiuto 83 anni. Meno normale è che Carmelo Zimmardi, qualche giorno dopo la grande nevicata della settimana scorsa, sia uscito di casa con il suo bastone e le scarpe talmente rotte da parere sandali e abbia sentito il bisogno di ripulire dai fiocchi tutto l’isolato di via Artisti
«Chi siete?», chiede al di là della porta. Poi apre, con una gentilezza antica. E ci fa accomodare in cortile «perché la mia casa non è una vera casa».
La schiena incurvata dall’età, un vecchio husky blu e una coppola a quadretti grigi. «Ho preso la scopa e la paletta e ho spazzato i marciapiedi fin dove potevo - racconta seduto su una brandina che occupa quasi tutto lo spazio della sua stanza al pianterreno -, sono arrivato a quest’età senza mai smettere di lavorare: è la mia vita muovermi, fare qualcosa per gli altri, se sto fermo mi sento morto».

venerdì 10 febbraio 2012

"Quando l'azienda viene prima della famiglia"




di Chiara Beria Di Argentine
Suo nonno Filippo Sassoli 
de Bianchi, in piena crisi del 1929, mentre quasi tutti i suoi concorrenti fallivano, riuscì a salvare la Buton, rinomata azienda di liquori bolognese fondata dalla sua famiglia nel 1820, mettendo in vendita tutte le sue proprietà; compresa la casa in cui viveva con i 12 figli. Altro che soldi all'estero&guadagni d'oro.
Quel nobile gesto suo nipote Lorenzo non l'ha mai dimenticato e in questi difficili mesi per il sistema Italia ha dimostrato di essere il degno erede di tanto nonno. Presidente del gruppo Valsoia (in Borsa dal 2006, 60 milioni di euro di fatturato) Lorenzo Sassoli mentre famosi marchi del Belpaese finivano in mani straniere ha sborsato agli olandesi di Unilever 25,2 milioni di euro per riportare in Italia le marmellate e i pelati Santa Rosa.
«Molte aziende chiudono, noi raddoppiamo», spiega l'imprenditore.

giovedì 9 febbraio 2012

"L'angelo della neve"

Torino. I vicini di casa non hanno fatto in tempo a chiedergli né come si chiamasse né quanti anni avesse. Ma dalla foto, scattata con un cellulare prima di vederlo sparire nel traffico, si capisce che quell’omino si porta sulla schiena tutto il peso dei suoi anni. Eppure ieri all’alba, armato di pala e ramazza e incurante del gelo, si è messo a pulire i marciapiedi di Via Vanchiglia dalla neve.
Con pazienza e solerte fatica ha tirato a lucido l’intero isolato. Troppo anziano per essere un custode. Troppo curvo per poterlo vedere in viso.
Ma chi era quell’angelo della neve? Se lo sono chiesti in molti, ieri nel quartiere. La signora che lo ha immortalato sull’iPhone si rammarica di non averlo potuto ringraziare: «Non sono riuscita a fermarlo. Se non ci fosse questa foto penserei si sia trattato di un’apparizione». Quel che importa è che angeli come lui non esistano soltanto nei film di Frank Capra. (Emanuela Minucci, La Stampa, 9 febbraio 2012)


Morti di freddo

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Fonte: Il Corriere Della Sera

Bilancio aggiornato al 9 febbraio.
Tanti morti a causa del freddo in un Paese come il nostro proprio non me lo sarei mai aspettato. Troppi. Moltissimi disagi, innumerevoli incidenti. C'è qualcosa che non va. Amministratori, governanti e cos'altro? Mi risponde Luca Mercalli.


Quali lezioni da questo evento meteorologico?
Uno: non sappiamo fare tesoro delle previsioni che oggi la scienza ci mette a disposizione. Nonostante gli avvisi di neve e gelo diffusi con una settimana di anticipo, in tanti casi ci siamo lasciati sorprendere come novellini. Passi per gli alberi caduti sulle linee elettriche, fatto che capita ovunque durante una tempesta, ma i tubi dell’acqua gelati perché i proprietari non si sono attivati per mettergli «uno straccio» di isolamento supplementare?
Due: non siamo capaci di assegnare priorità e assumere responsabilità individuali. C’è stata disorganizzazione, troppe auto senza catene, e su questo si può migliorare, ma quanti stizziti lamenti per quei disagi che sono inevitabili in qualsiasi Paese sottoposto a un estremo meteorologico e vanno accettati senza tante polemiche! Ricordate nel dicembre 2009 gli aeroporti europei bloccati dalla neve e cinque Eurostar con 2000 persone fermi nel tunnel sotto la Manica?
Tre: la fragilità del sistema energetico è nota, ma se ne parla solo sotto la paura di restare al freddo. Risanamento ed efficienza energetica del sistema Italia sono necessità assolute e farebbero risparmiare denaro, ci metterebbero al riparo da ricatti geopolitici, renderebbero tutti più autosufficienti, farebbero ripartire una sana e capillare economia.
Quattro: manca la preparazione psicologica della popolazione ad affrontare una qualsiasi perturbazione della quotidianità.
Cinque: un saggio governo tecnico di quest’Italia, più che risanare un’economia non risanabile con gli stessi mezzi che l’hanno degenerata, dovrebbe mettere in atto un progetto di resilienza collettiva per garantire il mantenimento di livelli accettabili di comfort senza precipitare nel baratro.
La Grecia, dove ormai si segano di straforo i boschi pubblici per riscaldarsi, insegna che come dice Seneca, «la crescita è lenta, la rovina è rapida». (Luca Mercalli, La Stampa)

Ad un passo dal bosone di Higgs



di Barbara Gallavotti (La Stampa, 8 febbraio 2012)
Continua a nascondersi 
il bosone di Higgs, eppure ormai sembra quasi di toccarlo. L'ombra che aveva lasciato intravedere a metà dicembre, infatti, non si è dissolta, anzi è ancora lì, ostinata e forse leggermente più definita.
E’ ciò che emerge da due articoli simultaneamente sottoposti ieri alla rivista scientifica «Physics Letters B» dai ricercatori di Atlas e da quelli di Cms: i due esperimenti connessi all'acceleratore Lhc del Cern, dove sono stati ottenuti i dati accolti come la prima fotografia credibile dell'inafferrabile bosone.
Il lavoro appena concluso contiene un’analisi approfondita di quei dati e la sua pubblicazione è un passo naturale. Eppure l'attesa per la «Particella di Dio», qui ai Laboratori di Ginevra, è talmente tesa che basta quasi solo nominarla per scaldare gli animi, anche nella morsa di questo rigidissimo inverno. Il nome «Particella di Dio», detestato dai fisici e adorato da chi racconta la scienza, viene dal titolo di un libro scritto dal Premio Nobel Leon Lederman. Sembra, però, che il celebre fisico volesse riferirsi alla particella in altro modo, chiamandola «Goddamn Particle», particella dannata, epiteto meritato per la sua elusività. La scelta, tuttavia, non piacque all'editore. Così il bosone di Higgs, anziché essere la particella maledetta divenne «The God Particle», la Particella di Dio, appunto. Ma non per questo ha cessato di fare dannare i fisici. E anche in questi giorni non si è smentita.

sabato 28 gennaio 2012

Battisti e la censura franchista




di Gian Antonio Orighi
Lucio Battisti era molto popolare anche in Spagna nei tristi anni della dittatura del Caudillo. I suoi dischi venivano trasmessi alla radio e in tv, sia in castigliano che in italiano. Ma nessuno sapeva finora che veniva censurato. Sia nelle copertine che nei testi. La rivelazione è contenuta nel libro Veleno in dosi camuffate: la censura nei dischi pop durante il franchismo in uscita a marzo per i tipi di Milenio e scritto da Xavier Valiño, che gentilmente anticipa la chicca, in esclusiva, a La Stampa. I cani da guardia musicali del regime, dipendenti dal ministero dell’Informazione e Turismo, operarono dal ‘66 al ‘77, quando la censura venne abolita con il ritorno alla democrazia. I temi tabú erano la sessualità, la Chiesa, la politica. Valiño, 46 anni, avvocato e noto critico musicale, ha impiegato 10 anni per far riaffiorare un passato mai esplorato. Un lavoro da Sherlock Holmes.

domenica 27 novembre 2011

Il Codice Archimede: l'Infinito ritrovato




di Fabio Sindici
L’infinito ritrovato. Sono parole, linee, diagrammi sbiaditi, che affiorano dalla pergamena rovinata di un palinsesto. «Eppure, se si guarda al loro significato, emanano una luce profonda, quasi ipnotica» afferma Reviel Netz, professore di filosofia e studi classici all’università americana di Stanford. La luce è quella della mente di Archimede, il grande matematico e fisico vissuto nella Siracusa del III secolo avanti Cristo. Alle prese, qui, con l’idea d’infinito assoluto, fino a oggi considerata estranea alla geometria come alla filosofia greca.
Netz è uno degli studiosi che hanno lavorato al recupero e all’interpretazione del celebre «Codice di Archimede», depositato nel 1999 al Walters Art Museum di Baltimora da un anonimo collezionista che lo aveva acquistato l’anno prima a un’asta di Christie’s. Un team multi-disciplinare - in cui storici della matematica hanno collaborato con scienziati spaziali, esperti di conservazione libraria con filologi classici - ha esplorato il manoscritto per dodici anni. Il risultato di questa avventura intellettuale è stato allestito al Walters nella mostra «Lost & Found: The secrets of Archimedes» (Perduti e trovati: i segreti di Archimede, fino al 1° gennaio).

domenica 6 novembre 2011

La mappa del rischio

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IL METEOROLOGO

Danni quasi inevitabili in condizioni così estreme
A cura di Luca Mercalli


I fenomeni di queste settimane sono davvero una novità? Segnano un cambiamento per l'Italia?
Su Genova venerdì sono caduti 400 mm di pioggia, in gran parte concentrati in quattro ore: una quantità straordinaria che tuttavia non è un record assoluto, si era già vista il 27 settembre 1992, o il 7-8 ottobre 1970, quando a Bolzaneto si misurarono 948 mm in 24 ore. Impressiona però la frequenza con cui episodi di questo tipo si manifestano. Sembra delinearsi una tendenza all’incremento delle piogge violente, probabile effetto del riscaldamento globale, situazione peraltro prospettata dai modelli di previsione climatica.

martedì 6 settembre 2011

Girotondo, verde e rosso


Pontida, 19 giugno 2011

Dei "Padan Cocks" ho già scritto. Incredibilmente, in molti continuano a prenderli sul serio. Oggi ha inizio il "Giro della Padania". Alcuni dei protagonisti: Ivan Basso (per lui, dice, sarebbe un onore vincerlo), Rebellin, Visconti, Garzelli, Oss, Kreuziger, Modolo. E anche le vecchie glorie, come Italo Zilioli (una settimana in giallo al Tour del ’70), Franco Balmamion (due giri d’Italia, ’62 e ’63), Sergio Barbero.

Tra gli sponsor: Alitalia, Banca Popolare di Milano, Skoda, Acqua Eva, Autostrada Milano-Serravalle e Bric’s. Ci sono addirittura le "coop rosse". Così, sui cartelloni e nelle eleganti brochure figurano Coopsette (slogan: «Il futuro è nei nostri pensieri»), Cmb-Cooperativa muratori e braccianti di Carpi («Costruttori di valore») e Idrotermica Coop.

Copertura televisiva assicurata dalla RAI.

Faccio mio un commento di Gramellini.

Presa in Giro. Vi è mai successo di fare un sogno in cui le persone compiono gesti assurdi come se fossero normali e vi guardano come se i pazzi foste voi? Dopo una peperonata sognai un amico che scalava l'Everest in pigiama.Ma nemmeno tutte le peperonate del mondo riuscirebbero a partorire lo scenario surreale che si dipana davanti ai nostri occhi sbarrati: il giro ciclistico della Padania nel centocinquantenario dell'unità d'Italia. Autorizzato dalla federazione del ciclismo, finanziato da fior di sponsor, corso da Ivan Basso e benedetto dal commissario tecnico della nazionale italiana.

Il giro della Padania è un'idea di Bossi e anticipa la sceneggiata del Dio Po toccandone alcuni siti caratteristici. Se poi restasse qualche dubbio sulla paternità della peperonata, il primo della classifica generale indosserà una maglia di colore verde. Ma il vero incubo è stata la reazione degli addetti ai lavori. Un dirigente ciclistico ha detto: c'è anche il giro di Sardegna, eppure non si scandalizza nessuno. Ho capito, ma la Sardegna esiste, sta nelle cartine geografiche.

La Padania solo nella testa di una parte minoritaria di cittadini del Nord. Vi raccomando poi la reazione dei politici locali del centrosinistra che hanno negato il passaggio della Corsa Verde nelle province amministrate da loro, frapponendo impedimenti fasulli e scuse arzigogolate.

Mentre bastava dire: non vi facciamo passare perché la Padania non esiste e quindi non esiste neanche il vostro Giro secessionista, che va fermato per vilipendio dello Stato. Qualcuno avvisi il ministro degli Interni. Sarà mica in bici anche lui? (M. Gramellini, La Stampa, 6 settembre)
C'è da dire che Alberto Valmaggia (PD), sindaco del capoluogo della Granda, ha rifiutato l'invito dell'organizzatore Davico con un: «Motivo la mia assenza non con la solita scusa degli impegni precedentemente assunti, ma con le parole di un tuo compagno di partito: abbiamo cose più serie da fare». Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha vietato il passaggio sul territorio della sua città. «Da qui non si passa. Quel giro è una pagliacciata».


Aggiornamento




L'ammiraglia butta letteralmente per aria un poliziotto (contusione al ginocchio), Basso denuncia di esser stato preso a sberle, Moser dice "che vogliono questi comunisti?", scambiando i tricolori per bandiere rosse. Un 73enne — identificato dalla Digos — con la maglietta “Partigiani sempre” discute animatamente con un corridore della Colnago che a un certo punto lo allontana con una spinta violenta. Lui reagisce con una manata al volto.

domenica 31 luglio 2011

Muore Giuseppe D'Avanzo


Questo il ricordo di Enrico Fierro su Il Fatto Quotidiano. Lo preferisco agli altri che ho letto.

Da Libero non mi aspettavo un articolo del genere, devo ammetterlo.
Un onesto tributo al valore del "nemico" morto; avrebbero potuto risparmiarsi qualche riga per un'altra occasione ma probabilmente i loro lettori avrebbero arricciato ulteriormente il naso.

Da La Repubblica, invece, è proprio questo che m'aspettavo.
QUI l'articolo online di Bolzoni.

Il Corriere, non trovando posto per una mezza riga in prima pagina, svolge il compitino, condendolo di un paio di aneddoti.

La Stampa, con F. Geremicca accenna anche ai "nemici" e con M. Calabresi ricorda la passione di "Peppe" per il rugby duro e le sue regole.


Infine, Il Giornale, con Zurlo, scrivano assai modesto, peggio di quanto non m'aspettassi. Servile come sempre, ne approfitta per manganellare l'uno ma anche gli altri, visto che c'è.

P.S.
QUI la testimonianza di Roberto Saviano
QUI l'articolo di Giuliano Ferrara.

P.S.