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lunedì 29 ottobre 2012
domenica 13 maggio 2012
Sbugiardati, ma anche no
Di seguito, invece, la versione di M. Travaglio.
Horroris causa
di Marco Travaglio
Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso dichiara testualmente a La Zanzara: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto leggi che ci han consentito in tre anni di sequestrare 40 miliardi di beni ai mafiosi”. Era dai tempi della candidatura di B. al Nobel per la Pace, iniziativa di alcuni zelanti parlamentari del Pdl, che non si rideva tanto. Dopo il premio Guido Carli “alla carriera” (niente male l’idea di consacrare un piduista a erede universale di un uomo che combatté la P2), il Cainano incassa e si appunta, honoris causa, la medaglietta “una vita contro la mafia”. Sulla data d’inizio del suo impegno antimafia si fronteggiano varie scuole di pensiero.
C’è chi sostiene che B. abbia cominciato a combattere Cosa Nostra nel 1974, quando (come ha appena confermato la Cassazione nella sentenza Dell’Utri) ricevette a Milano la visita dei boss Bontate, Teresi, Di Carlo e Cinà, portati in dote dall’amico Marcello per suggellare la promozione del mafioso Vittorio Mangano a fattore di Arcore.
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martedì 8 maggio 2012
Amministrative: il giorno dopo
Queste le prime pagine (cliccare sull'immagine per ingrandirla) di alcuni giornali italiani nell'indomani delle Elezioni Amministrative. Come prevedibile, tre di questi si inventano cose che gli altri umani non hanno mai visto.
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martedì 1 maggio 2012
Fondelli
Tanto per cambiare, anche oggi i "liberi servi" escono in stereofonia. Neanche mi viene la voglia di andare a rivedere le promesse fatte dal tizio di Arcore in vent'anni e mai realizzate nonostante maggioranze record in Parlamento.
Che facciano cadere Monti invece di partecipare al teatrino, in attesa di poter ricominciare da dove avevano interrotto. Oppure hanno paura? E di cosa?
Senza tanti anni con un puttaniere - per tacer del resto - al Governo (Comando) del Paese, impegnato nella salvaguardia della roba sua e di quella degli amici, probabilmente non saremmo giunti ad aver bisogno di un curatore fallimentare.
Senza l'amico di Dell'Utri (e degli amici di questi) gli altri forse avrebbero rubato lo stesso ma all'interno e per conto di Partiti tradizionali in concorrenza tra loro, con maggiori possibilità di contrastare la corruzione.
Avremmo avuto una Magistratura con più mezzi e meno bastoni tra le ruote. Avremmo vissuto in un Paese normale e non in una barzelletta.
lunedì 12 marzo 2012
Faziosi
IL CASO DEL SEN. DELL’UTRI
C’è modo e modo di dare le notizie
A proposito del senatore Dell’Utri, sabato pomeriggio nel corso del tg3 delle 16.35, hanno dato la notizia della decisione della Cassazione di rifare il processo perché le accuse sono fumose, dicendo il sen. Dell’Utri «evita il carcere»! Si può essere cosi faziosi?
Alceo Esposito
Chieti
La vignetta di Krancic e la lettera del signor Esposito appartengono alla copia di oggi de Il Giornale.
Il disegnatore fa il proprio lavoro ed offre un piatto ancora molto apprezzato da chi vive la politica come contrapposizione al nemico del proprio beniamino.
Dell'Utri è un poco di buono, come dice chiaramente la sentenza di primo grado. Dovrà essere rifatto il processo di appello. In carcere non ci andrà più perché avrà superato i 75 anni o per avvenuta prescrizione. Davvero un rospo da ingoiare per la Giustizia, ed in questo la satira di Krancic potrebbe avere una doppia lettura.
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venerdì 24 febbraio 2012
Il parruccone incontinente / 2
Zichichi non ci riesce proprio a star zitto. Dopo i fatti di settembre mi aspettavo che oggi tacesse, invece no. Ecco come la racconta, sottolineando più volte ("chi scrive") suoi meriti incomprensibili.
lunedì 20 febbraio 2012
Bolle & Balle Blu
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Questi provano a rigirare la frittata, tirare la coperta, annebbiare le idee. Ma di chi? Feltri conferma che il PDL si avvia alle prossime elezioni amministrative con liste civiche senza simboli e, soprattutto, senza la faccia di Berlusconi. A me sembra un partito allo sbando, destinato all'estinzione. Resta la capacità economica del proprietario: basterà per infinocchiare ancora qualcuno con un nuovo bombardamento mediatico? Quei voti strappati ai telerincitrulliti in passato hanno fatto la differenza tra vittoria e sconfitta, oggi si aggiungerebbero ad un piatto molto più povero e leggero. E non vedo alleanze possibili all'orizzonte.
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domenica 19 febbraio 2012
"Monti? L'ho raccomandato io"
In prima pagina sul giornale controllato direttamente dalla sua famiglia.
La sparano grossa per far ridere oppure è solo l'ultimo tentativo per risalire la china dei sondaggi sfavorevoli?
Pare che il PDL alle prossime amministrative stia pensando di presentarsi solo in liste civiche proprio per evitare figuracce.
Che avranno in mente? Quanti sono ancora i gonzi in circolazione?
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sabato 18 febbraio 2012
"Lo spread morale"
Sallusti, dalle pagine de Il Giornale, sottolinea come anche i tedeschi rubino, dimenticando di scrivere di quanto accade dopo da loro e da noi: sarà la vedovanza da Craxi.
di Marco Travaglio
Il caso Tedesco, in Italia, è il Parlamento che salva due volte l’ennesimo parlamentare dall’arresto per corruzione, concussione, falso, truffa, turbativa d’asta, associazione per delinquere. Il caso tedesco, in Germania, è il presidente della Repubblica che si dimette per un prestito agevolato. Lo spread che divide Italia e Germania è tutto qui: il diverso rendimento dei titoli di Stato è solo una conseguenza. E chi, in questi mesi, si è molto divertito a sbeffeggiare Angela Merkel perché “fa gli interessi della Germania”, dovrebbe vergognarsi e andarsi a nascondere. Che dovrebbe fare un capo di governo, se non gli interessi del suo paese? E che dovrebbe fare un capo di Stato coinvolto in uno scandalo se non dimettersi e consegnarsi alla Giustizia? Lo stupore di noi italiani alla notizia delle dimissioni di Wulff è la nostra irredimibile dannazione. Siamo così abituati alle cazzate dei politici sull’immunità parlamentare, sulla presunzione di innocenza, sull’accanimento giudiziario, sullo scontro fra politica e magistratura, sulle toghe politicizzate, sul “così fan tutti” e sull’“a mia insaputa”, da non capacitarci dinanzi al gesto normale di uno statista chiacchierato che se ne va a casa. Con il candore disarmante del bambino che urla “il re è nudo! ”, la Merkel ha commentato: “Il presidente non poteva più servire il popolo”.
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lunedì 6 febbraio 2012
Brunetta conta le parole
Cliccare per ingrandire.
Renato Brunetta non ci sta ad essere dimenticato ed oggi, dalle pagine de Il Giornale, conta le parole (!?) dei decreti Monti per informare la gente del fatto che anche lui, Romani e Calderoli, dopo la lettera della BCE, avevano provato a fare molte delle stesse cose, bloccati da Napolitano brutto e cattivo. Le nottate in Parlamento, le barricate, l'occupazione della TV per salvare l'ometto di Arcore dalla galera e conservargli la "roba" le hanno potute fare. Per il resto si sono svegliati tardi ed ora, dopo il teatrino messo in scena d'estate, provano ancora a dire che sarebbero stati bravissimi, se solo li avessero lasciati stare. Ancora !?!? Beato chi ci crede.
Renato Brunetta non ci sta ad essere dimenticato ed oggi, dalle pagine de Il Giornale, conta le parole (!?) dei decreti Monti per informare la gente del fatto che anche lui, Romani e Calderoli, dopo la lettera della BCE, avevano provato a fare molte delle stesse cose, bloccati da Napolitano brutto e cattivo. Le nottate in Parlamento, le barricate, l'occupazione della TV per salvare l'ometto di Arcore dalla galera e conservargli la "roba" le hanno potute fare. Per il resto si sono svegliati tardi ed ora, dopo il teatrino messo in scena d'estate, provano ancora a dire che sarebbero stati bravissimi, se solo li avessero lasciati stare. Ancora !?!? Beato chi ci crede.
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domenica 29 gennaio 2012
Sallusti, lo Spiegel e Facebook
Quelli del Il Giornale non vogliono proprio mollare la presa sul delirio.
Ancora non hanno capito che la copia cartacea del settimanale in edicola niente ha a che vedere con l'articolo di Fleischhauer pubblicato soltanto online. "La sede dello «Spiegel» ad Amburgo e la copertina scandalo" è la didascalia che aggiungono ad un paio di immagini.
Si inventano fughe, ritirate o vergogne ma poi sono loro stessi ad aggiungere "I responsabili di Facebook intervengono quando ricevono segnalazioni negative. È sufficiente indicare una pagina come «spam», spazzatura, per innescare una serie di controlli. A volte questi avvertimenti hanno un fondamento, altre sono operazioni di killeraggio. È capitato anche al Giornale, la cui pagina ufficiale su Fb venne chiusa d’ufficio (e successivamente riaperta con tante scuse) dopo la denuncia di qualche internauta."
Non basta. Si lagnano pure del fatto che altri giornali non abbiano abbracciato la loro crociata, che l'abbiano fatto con poca convinzione ma senza citarli, che Travaglio li abbia sfottuti. QUI la pagina intera de Il Giornale.
Si rivolgono a dei cretini oppure fanno "ammuina"?
Aggiornamento
QUI "Valigia Blu" riassume la vicenda ed aggiunge la traduzione di un'intervista a Fleischhauer.
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sabato 28 gennaio 2012
Viganò, "arrogante, infangante, disonesto"
Puntualissimo, Stefano Zurlo oggi ci informa, attraverso le pagine de Il Giornale, dei problemi familiari di Carlo Maria Viganò.
Articolo che trovo di nessun interesse se non per gli amanti del fango.
Nella stessa pagina, però, appare anche un altro testo (QUI, nella versione online), a firma di un non meglio precisato CMV.
Sotto la Cupola
Un processo c'è già stato
Sembra che il Segretario di Stato, cardinal Bertone, sia vittima dell’azione di pulizia che aveva intrapreso appena arrivato in Vaticano, dove tra l’altro dovette alloggiare nella Torre di San Giovanni, anziché nell’appartamento nobile, perché il pensionato Sodano si prese ben 6 mesi dall’annuncio della sostituzione per accogliere il successore da Genova.
Un’azione determinata a fare pulizia non poteva non avere oppositori.Come il cambio ai vertici dello IOR, che nel 2005 svendette tutto il patrimonio immobiliare a valori catastali con una perdita economica grave, oppure la sostituzione del capo dell’ufficio Obolo di San Pietro, che da oltre 30 anni in totale autonomia gestiva le offerte al Papa. Tutte roccaforti che erano occupate dalla casta della diplomazia vaticana della quale fa parte monsignor Viganò,il vescovo al centro dell’attenzione mediatica in queste ore.
Articolo che trovo di nessun interesse se non per gli amanti del fango.
Nella stessa pagina, però, appare anche un altro testo (QUI, nella versione online), a firma di un non meglio precisato CMV.
Sotto la Cupola
Un processo c'è già stato
Sembra che il Segretario di Stato, cardinal Bertone, sia vittima dell’azione di pulizia che aveva intrapreso appena arrivato in Vaticano, dove tra l’altro dovette alloggiare nella Torre di San Giovanni, anziché nell’appartamento nobile, perché il pensionato Sodano si prese ben 6 mesi dall’annuncio della sostituzione per accogliere il successore da Genova.
Un’azione determinata a fare pulizia non poteva non avere oppositori.Come il cambio ai vertici dello IOR, che nel 2005 svendette tutto il patrimonio immobiliare a valori catastali con una perdita economica grave, oppure la sostituzione del capo dell’ufficio Obolo di San Pietro, che da oltre 30 anni in totale autonomia gestiva le offerte al Papa. Tutte roccaforti che erano occupate dalla casta della diplomazia vaticana della quale fa parte monsignor Viganò,il vescovo al centro dell’attenzione mediatica in queste ore.
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Sallusti prova a rimorchiare lo Spiegel
Alessandro Sallusti, intellettuale e nipote di uno "finito a Salò senza essere stato fascista", sul giornaletto che gli han dato da dirigere ha provato a prendersela (anche oggi, con un altro titolone) con la Germania intera, attraverso un attacco allo Spiegel. La barchetta che tenta di rimorchiare la Concordia.
Già si copre di ridicolo nel momento in cui decide di parlare di un titolo (quello dell'articolo online) e pubblicarne un altro (la copertina del settimanale in edicola). Con il resto del suo editoriale e nelle pagine interne si affossa completamente. I Tedeschi, a differenza nostra, con i nazisti ed il nazismo hanno fatto i conti, senza consentire a molti gaglioffi di potere riciclarsi con altre casacche. Jan Fleischhauer, poi, letto con attenzione, ha voluto molto semplicemente esprimere quella che solitamente viene definita come "provocazione paradossale": parla della persistenza in generale dei luoghi comuni nella cultura diffusa, anche a proposito degli stessi tedeschi. La nota ufficiale dell'ambasciatore italiano in Germania (con il plauso - suppongo vibrante - del Presidente Napolitano) ed altre reazioni scomposte non fanno che evidenziare la coda di paglia di molti e l'incapacità, sempre più comune, di saper leggere e comprendere un testo scritto elementare. Questo vale anche per i lettori del settimanale tedesco che, con le loro rimostranze su internet, hanno costretto i curatori di quello spazio ad inventarsi un "guasto tecnico" che impedisse ulteriori invettive. Lascio a Flavia ed a M. Travaglio altri commenti.
Già si copre di ridicolo nel momento in cui decide di parlare di un titolo (quello dell'articolo online) e pubblicarne un altro (la copertina del settimanale in edicola). Con il resto del suo editoriale e nelle pagine interne si affossa completamente. I Tedeschi, a differenza nostra, con i nazisti ed il nazismo hanno fatto i conti, senza consentire a molti gaglioffi di potere riciclarsi con altre casacche. Jan Fleischhauer, poi, letto con attenzione, ha voluto molto semplicemente esprimere quella che solitamente viene definita come "provocazione paradossale": parla della persistenza in generale dei luoghi comuni nella cultura diffusa, anche a proposito degli stessi tedeschi. La nota ufficiale dell'ambasciatore italiano in Germania (con il plauso - suppongo vibrante - del Presidente Napolitano) ed altre reazioni scomposte non fanno che evidenziare la coda di paglia di molti e l'incapacità, sempre più comune, di saper leggere e comprendere un testo scritto elementare. Questo vale anche per i lettori del settimanale tedesco che, con le loro rimostranze su internet, hanno costretto i curatori di quello spazio ad inventarsi un "guasto tecnico" che impedisse ulteriori invettive. Lascio a Flavia ed a M. Travaglio altri commenti.
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sabato 21 gennaio 2012
Ciuc(c)hi
Già questo titolo farebbe schiattare dal ridere perfino i capponi di Renzo intenti a beccarsi tra loro, e pazienza. Nella stessa prima pagina hanno il coraggio di abbinare quest'altro titolo con quel bicchiere colmo.
sabato 31 dicembre 2011
Facce da culo
Ovviamente non mi riferisco alla cancelliera tedesca ma ai "liberi servi" di "culo flaccido" (cit.).
domenica 18 dicembre 2011
Si sente il Natale nell'aria
Il ministro (hi-tech) per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio e Cavaliere di III classe dell’Ordine di Radonez, non ha dubbi. Per favorire sviluppo e crescita bisogna investire sui figli dei rom (comunemente chiamati zingarelli e zingarelle), sulla loro scolarizzazione. (Continua QUI)
Il signor giornalista esegue certamente degli ordini dettati da una linea editoriale che ha come obiettivo la coltivazione dell'odio e del risentimento nei confronti di chi ha appena annullato il "Beauty contest" che avrebbe regalato le frequenze televisive alle aziende del padrone.
Il signor giornalista non trova di meglio che scrivere di uomini come lui come se fossero dei cani rognosi. Il signor giornalista non accenna a fondi comunitari destinati proprio all'integrazione e spesso inutilizzati per volontà del governo guidato dal suo padrone. Il signor giornalista fa schifo, molto.
Senzatetto in giro per il mondo: QUI
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lunedì 5 dicembre 2011
In ginocchio sui ceci
Letterina ben nascosta all'interno del giornale (?) cartaceo.
Quando si dice "due uomini inutili", e dal nome sbagliato.
Quando si dice "due uomini inutili", e dal nome sbagliato.
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lunedì 14 novembre 2011
«Che imbranato, 5 in ginnastica...»
Non solo non ci stanno ma, in attesa di trovare dei calzini color turchese, ci deliziano con articoli (?) come questo.
Padre Umberto Libralato, compagno di banco di Mario Monti al Leone XIII, lo storico liceo dei gesuiti frequentato dalla buona borghesia milanese, non resiste alla tentazione di un'intervista. Ne viene fuori un imbranato secchione, cripto comunista e bugiardo. Tipica carità cristiana.
E non ci stanno
Il sabato sera non gli è piaciuto proprio. Non hanno digerito i canti ed i festeggiamenti. La macchina del capo, nonostante i buchi nella gomma, prova a rimettersi in moto e convoca in piazza questi ragazzotti che, come con "er pelliccia", inviterei ad identificare, intervistare, interrogare. Le prime pagine di Libero ed Il Giornale sono disponibili QUI e QUI.
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lunedì 24 ottobre 2011
Ultras
"Il marito di Carla Bruni" è davvero degno di un grande giornale. Questi signori scribacchini stanno scavando il fondo del barile, senza trovare una sola goccia di petrolio. Entro mercoledì Germania e Francia vogliono risposte concrete dall'Italia, non dall'omino ridicolo, inadatto ed incapace.
Merkel e Sarkozy passeranno ma i loro Paesi resteranno. Berlusconi passerà sul cadavere del proprio Paese?
Merkel e Sarkozy passeranno ma i loro Paesi resteranno. Berlusconi passerà sul cadavere del proprio Paese?
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