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domenica 1 luglio 2012

Memoria selettiva


Questi più indietro di due mesi non riescono ad andare, oppure non possono. Con "Papi" loro, poi, sono sempre stati garantisti.

martedì 27 marzo 2012

"Dell’Utri sbugiarda Mister Mèches"


MAZZATE
All’indomani della sentenza della Cassazione su Dell’Utri, il noto giornalista con le mèches di Libero non stava più nella pelle: “Che mazzata”, esultava in una paginata di encomi solenni al Pg Iacoviello e alla Suprema Corte. Già che c’era, ci chiamava graziosamente “mafiosi” e “picciotti” (cosa di cui risponderà in tribunale) per avere noi criticato la sentenza. E aggiungeva: “I picciotti del Fatto hanno scritto che il senatore si trovava all’estero: questo perché la sua segreteria telefonica rispondeva in spagnolo. Esaurita la cazzata, e appreso che l’imputato si trovava a Milano...”. Purtroppo per il mèchato, domenica Dell’Utri ha confermato al Corriere quel che avevamo scritto: “Stavo in Spagna, in una beauty farm, a rigenerarmi”. Quindi “la cazzata” l’ha scritta il mèchato, unico caso di giornalista berlusconiano che riesce a farsi smentire persino da Dell’Utri. Che mazzata. (Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2012)

domenica 19 febbraio 2012

Diaco, finalmente qualcosa di interessante


Pierluigi Diaco, da sempre - troppo, ormai - spacciato come una giovane promessa del giornalismo, tra radio e televisione. Banalità mista ad insipienza ed accondiscendenza verso chi lo ospita, lo dirige oppure lo governa. Un Vespa in miniatura, venuto molto peggio. L'ho appena intravisto su RAI 1 mentre commentava una canzone di Eugenio Finardi: "mi auguro che le radio la trasmettino". Notevole.

sabato 11 febbraio 2012

"Osteria del Vaticano"

di Marco Travaglio

In alcune redazioni molto supponenti e poco sportive, quando un altro giornale trova una notizia in esclusiva (“scoop”), invece di riprenderla per farla conoscere ai propri lettori citando la fonte, si fa come la volpe con l’uva (voce del verbo “rosicare”). Si va a caccia di qualcuno che smentisca per dire: “La notizia è falsa. Del resto, se fosse vera, la sapremmo anche noi, anzi l’avremmo saputa per primi”. L’altra sera, appena SantoroRuotolo hanno preannunciato lo scoop di Marco Lilloi rosiconi si sono messi subito all’opera. La loro speranza era che il documento pubblicato dal Fatto fosse falso. Purtroppo padre Lombardi ha confermato che è autentico, anche se contiene “farneticazioni che non vanno prese sul serio”. Ma allora perché far leggere al Papa farneticazioni da non prendere sul serio? Per fargli uno scherzo? Forse perché il mittente è un cardinale e riferisce le parole di un altro cardinale. Se ci sono cardinali farneticanti, forse è il caso di pensionarli.

giovedì 9 febbraio 2012

"L'angelo della neve"

Torino. I vicini di casa non hanno fatto in tempo a chiedergli né come si chiamasse né quanti anni avesse. Ma dalla foto, scattata con un cellulare prima di vederlo sparire nel traffico, si capisce che quell’omino si porta sulla schiena tutto il peso dei suoi anni. Eppure ieri all’alba, armato di pala e ramazza e incurante del gelo, si è messo a pulire i marciapiedi di Via Vanchiglia dalla neve.
Con pazienza e solerte fatica ha tirato a lucido l’intero isolato. Troppo anziano per essere un custode. Troppo curvo per poterlo vedere in viso.
Ma chi era quell’angelo della neve? Se lo sono chiesti in molti, ieri nel quartiere. La signora che lo ha immortalato sull’iPhone si rammarica di non averlo potuto ringraziare: «Non sono riuscita a fermarlo. Se non ci fosse questa foto penserei si sia trattato di un’apparizione». Quel che importa è che angeli come lui non esistano soltanto nei film di Frank Capra. (Emanuela Minucci, La Stampa, 9 febbraio 2012)


martedì 7 febbraio 2012

Bechis e gli spalatori di neve (sale)

"Prende la neve e la lancia sulle scale!"
Franco Bechis, futuro direttore del TG4, in questo video.
Ben visibili a terra dei sacchi di sale.
Fossi al posto di quel signore "dalla mole notevole", lo stesso che con una sola mano trasporta un sacco di sale, troverei il modo per farmi un paio di crociere a spese del giornalista (!?) spiritoso.


Ecco come Bechis la racconta il giorno dopo su Libero:

[...] In piazza della Balduina - a cui sono dedicate buona parte delle immagini del video - è arrivata una delle poche squadre professionali di spalatori con mezzi dell’Ama. Armati di pale, picconi e sacchi di sale hanno cercato per l’intera giornata (senza arrivare in fondo allo scopo) di liberare la neve dai transiti pedonali, essenziali perché lì ci sono i principali negozi e supermercati del quartiere. Un gruppo consistente ha “aggredito” una larga scalinata con cui si accede alla piazza. I gradini erano tutti ghiacciati e a rischio per i pedoni. Un dipendente Ama di grande corporatura ha preso uno dei sacchi di sale in dotazione: era sale fino da cucina, che poco serve sul ghiaccio. Il sacco si è rotto, e il sale si è mischiato subito con la neve che era in terra.

sabato 4 febbraio 2012

Restate a casa


"Chi può resti dunque a casa, soprattutto se anziani, bimbi piccoli e senza fissa dimora".
(StudioAperto, 1 febbraio 2012)

NON è bufala nata da un "cinguettio" su Twitter.
QUI e QUI i video delle edizioni delle 12.30 e 18.30 del 3 febbraio ai quali si è fatto riferimento all'inizio.


E' proprio vero, l'ha dettoQUI il video (minuto 6.35).

domenica 29 gennaio 2012

Sallusti, lo Spiegel e Facebook


Quelli del Il Giornale non vogliono proprio mollare la presa sul delirio.

Ancora non hanno capito che la copia cartacea del settimanale in edicola niente ha a che vedere con l'articolo di Fleischhauer pubblicato soltanto online. "La sede dello «Spiegel» ad Amburgo e la copertina scandalo" è la didascalia che aggiungono ad un paio di immagini.
Si inventano fughe, ritirate o vergogne ma poi sono loro stessi ad aggiungere "
I responsabili di Facebook intervengono quando ricevono segnalazioni negative. È sufficiente indicare una pagina come «spam», spazzatura, per innescare una serie di controlli. A volte questi avvertimenti hanno un fondamento, altre sono operazioni di killeraggio. È capitato anche al Giornale, la cui pagina ufficiale su Fb venne chiusa d’ufficio (e successivamente riaperta con tante scuse) dopo la denuncia di qualche internauta."
Non basta. Si lagnano pure del fatto che altri giornali non abbiano abbracciato la loro crociata, che l'abbiano fatto con poca convinzione ma senza citarli, che Travaglio li abbia sfottuti. QUI la pagina intera de Il Giornale.

Si rivolgono a dei cretini oppure fanno "ammuina"?



Aggiornamento
QUI "Valigia Blu" riassume la vicenda ed aggiunge la traduzione di un'intervista a Fleischhauer.

sabato 28 gennaio 2012

Sallusti prova a rimorchiare lo Spiegel


Alessandro Sallusti, intellettuale e nipote di uno "finito a Salò senza essere stato fascista", sul giornaletto che gli han dato da dirigere ha provato a prendersela (anche oggi, con un altro titolone) con la Germania intera, attraverso un attacco allo Spiegel. La barchetta che tenta di rimorchiare la Concordia.
Già si copre di ridicolo nel momento in cui decide di parlare di un titolo (quello dell'articolo online) e pubblicarne un altro (la copertina del settimanale in edicola). Con il resto del suo editoriale e nelle pagine interne si affossa completamente. I Tedeschi, a differenza nostra, con i nazisti ed il nazismo hanno fatto i conti, senza consentire a molti gaglioffi di potere riciclarsi con altre casacche. 
Jan Fleischhauer, poi, letto con attenzione, ha voluto molto semplicemente esprimere quella che solitamente viene definita come "provocazione paradossale": parla della persistenza in generale dei luoghi comuni nella cultura diffusa, anche a proposito degli stessi tedeschi. La nota ufficiale dell'ambasciatore italiano in Germania (con il plauso - suppongo vibrante - del Presidente Napolitano) ed altre reazioni scomposte non fanno che evidenziare la coda di paglia di molti e l'incapacità, sempre più comune, di saper leggere e comprendere un testo scritto elementare. Questo vale anche per i lettori del settimanale tedesco che, con le loro rimostranze su internet, hanno costretto i curatori di quello spazio ad inventarsi un "guasto tecnico" che impedisse ulteriori invettive. Lascio a Flavia ed a M. Travaglio altri commenti.

mercoledì 5 ottobre 2011

Cotto e mangiato


C'era da immaginarselo. Tutti quei titoloni "Amanda e Raffaele", le dirette TV, le lacrime esibite, le sceneggiature improbabili scritte dalla Bongiorno, la scrittura creativa dell'Americana. Opinionisti mediatici ovunque, con i pubblici ministeri (l'accusa) costretti al silenzio.



Tutti ingredienti necessari per cucinare l'empatia.
Per Battisti, invece, è sufficiente il cognome.



Inutile precisare che la signorina Knox è stata condannata a tre anni per aver calunniato il signor Patrick Lumumba, scagionato dalla provvidenziale testimonianza di un cittadino svizzero. E sembra già che non le sia bastato: ora ci prova con una guardia carceraria.

Che fine ha fatto la gente seria?

mercoledì 28 settembre 2011

Avvitamento carpiato lento


Sul giornale in edicola ed in TV, invece, come titoliamo?
"Mollano i criminali ed inseguono Berlusconi", ti piace?
Ehm, no. Meglio cambiarlo. Potrebbero riderci dietro, anche gli affezionati.
Che ci mettiamo, "bambine"?

Ehm, non esageriamo.



venerdì 23 settembre 2011

Conigli diversi



[...] Uno, insomma, che ha sempre dimostrato di saper tenere bene in mano la borsa della spesa, ma che dal punto di vista umano è a livello di default. Qualcuno può spiegare al signor ministro che non basta dimostrare di essere bravi a rompere i c.? Nei momenti decisivi bisogna pure dimostrare di averli. D’altra parte, almeno, da ieri abbiamo una certezza in più: si rassegnino quelli che speravano in Tremonti per scalzare Berlusconi, lui non farà mai nessun golpe, lui non sarà mai il nuovo Dino Grandi. Uno che si comporta come si è comportato il ministro dell’Economia in questa circostanza, infatti, non potrà mai essere in grado di fare il Gran Consiglio. Al massimo fa il Gran Coniglio. (Mario Giordano, 23 settembre 2011, QUI)

sabato 17 settembre 2011

Donne: oltre le gambe c'è di più

"Povera Luisella, bionda giornalista, bella anchorman". Questo il succo che Laura Rio riesce a tirar fuori da una sua collega per dar corpo alla marchetta pubblicitaria a favore del proprio vice direttore, in prima pagina, con la foto della bellona. Dopo una trentina di righe arriva anche un "brava, preparata e iper-scrupolosa giornalista torinese" ma sembra meno sincero. Conclude, infatti, dandole della "comunista" e "santoriana".


Una che scrive come parla, la Rio: inizia le frasi con "Ma, scusate, perché".
Una che parla come le dicono di pensare, la Rio: finge di credere che le scelte imposte dalla politica in RAI non siano la stessa cosa delle "libere decisioni" nella televisione TELECOM.


Porro e Telese, infine: la mediocre e pavida bruttezza.


Aggiornamenti


QUI la versione di Telese.
Laura Rio fa un bell’esercizio di scrittura a schiena dritta, come direbbero su questo blog, senza nessuna reverenza per il suo vicedirettore.
QUI, invece, la replica della Costamagna .


QUI il resoconto di Telese sulla prima puntata, con altre critiche dei commentatori.


Il cerchio si chiude con le grandi inchieste de Il Giornale sulle procure anti CAV: QUI

martedì 13 settembre 2011

Lo scoop corre sui binari



Quelli de Il Giornale sono dei geni. Come nei film americani, si improvvisano investigatori. Contattano esperti, senza dirgli di cosa si tratti di preciso, interrogano i propri tecnici informatici. Fanno illazioni, si credono finalmente giornalisti veri.


A Fausto Biloslavo, vorrei sommessamente far notare che


- Nei film le fonti audio sono quelle originali, come le registrazioni della polizia.
- Uno come Gheddafi non credo riesca a passare inosservato, soprattutto in treno.
- Gheddafi stesso dovrebbe essere a conoscenza di quanti treni ci siano in Libia, comportandosi di conseguenza.


- Agli esperti ed ai tecnici informatici, di solito, si chiede un parere sull'intero campione non solo sul "ciuf ciuf" del trenino, che potrebbe essere stato aggiunto con qualsiasi scopo, anche un messaggio in codice o un depistaggio, e che potrebbe essere qualcos'altro. In particolare, io mi informerei meglio sul rumore che fanno certe centrifughe o alcuni compressori.


Questi fanno così ridere che vien da piangere.

mercoledì 7 settembre 2011

Avanti! C'è posto

Venti milioni di euro in sette anni solo per Lavitola, direttamente dalla Presidenza Del Consiglio. Giornali che nessuno conosce e nessuno legge. Tipi loschi, a cominciare da Ciarrapico. Gente che orbita intorno alla politica e che di questa si ciba, come faceva lo stesso Berlusconi prima della "discesa diretta in campo". Faccendieri ed imbroglioni che arrivano a diventare parlamentari, in Italia o Europa che sia. E da parlamentari votano leggi contro i ROM, i clandestini ed i ladri di biscotti, per riempire meglio le carceri e tenere impegnati i magistrati "comunisti". Questa è l'Italia che il mondo può vedere, questo l'andazzo che i "mercati finanziari" giudicano.

Per un approfondimento: QUI

Caso Tarantini, il faccendiere chiamò dalla Bulgaria dopo la fuga di notizie e chiese: "Mi presento ai giudici?". La risposta di Berlusconi: "No, resta all'estero". E da allora è latitante.

martedì 6 settembre 2011

lunedì 5 settembre 2011

Giannino e la mossa del cavallo

OSCAR GIANNINO è un giornalista versatile, talmente abile da riuscire a sostenere contemporaneamente tesi contrapposte, a seconda di quale sia il pubblico (e l’editore) cui si rivolge. La gradazione è la seguente: su Radio 24, della Confindustria, è la voce della delusione imprenditoriale per Berlusconi. È durissimo, scandisce tutti i giorni che questa maggioranza ha “fal-li-to”, alzando le tasse invece di ridurle. Poi cambia cappello: da editorialista del gruppo Caltagirone (Messaggero ecc.) modera i toni, ma è comunque implacabile sui “gravi errori” nella manovra. Poi succede che gli capiti di scrivere anche per Panorama , edito da quello stesso premier appena bersagliato da Radio 24. E Giannino si converte, scopre che i pasticci di bilancio sono solo “una mossa del cavallo”, che per Berlusconi questi sono giorni di “grande soddisfazione”, gli scappa anche un omaggio a “re Silvio” capace di trionfare sull'infida  Lega e lo scaltro Tremonti. Morale: editore che vai, Giannino che trovi. (Fonte: "Lecca Lecca", Il Fatto Quotidiano 4 settembre)


E' una mossa alla quale sembra essersi affezionato. Già nel 2004, su Il Foglio, ne scrisse riferendosi ad un possibile avvicendamento fra Tremonti e Monti al Ministero dell'Economia. Potrebbe darsi all'ippica.

sabato 3 settembre 2011

Emetico

Per i forti di stomaco: QUI


Querele / 4



Ospite del tg3 linea notte, assieme ad Antonio Padellaro (direttore de Il Fatto), il direttore de il Giornale, Alessandro Sallusti, si scatena lancia in resta contro il Pd e Michele Santoro. Giustifica le parole furiose pronunciate dal premier durante un colloquio telefonico con Valter Lavitola (“vado via da questo paese di m…”) e loda con enfasi la nuova manovra economica del governo. Nel frattempo, Il Pd querela Alessandro Sallusti, proprio per le sue esternazioni contro il partito “Le parole pronunciate nel corso della trasmissione” TG3 Linea Notte “del 1° settembre – ha dichiarato Antonio Misiani, tesoriere del partito – sulle tangenti che il Pd avrebbe preso sul caso di Sesto S. Giovanni sono infondate, vergognose e inaccettabili”. (Fonte)
Lui ha una faccia da schiaffi, non ci piove. Chi lo paga, colui che "scendendo in campo" ha ripianato i debiti, evitato il carcere e si è arricchito, una faccia sempre meno curata. Mostrano entrambi quel che sono: uomini finiti.

domenica 28 agosto 2011

Wanted

Ma quale padre della patria? Quale Dio caduto in terra? Per tanti bambini libici Gheddafi è sempre stato una sorta di spauracchio, incarnava l'equivalente del nostro lupo mannaro o dell'orco cattivo. E adesso che non spaventa più, tutti lo sbeffeggiano, e vorrebbero vederlo morto, magari impiccato, come in parecchi disegni che hanno realizzato gli alunni di una scuola elementare di Bengasi, ai quali abbiamo chiesto di rappresentarcelo. Un mostro. E' questa l'immagine che esce dalla mente e dalla fantasia dei piccoli bengasini: un mostro collerico e crudele, che con il suo sguardo ad asola e la sua voce roca terrificava chiunque. E adesso che il "leader della rivoluzione"è diventato un fuggiasco, i bambini si vendicano.Dice Sagida, otto anni, salopette di jeans e capelli castani raccolti in lunghe trecce: << A me non ha mai fatto paura, neanche quando era il padrone di tutto. Adesso scappa. Spero proprio che i nostri l'acchiapperanno e poi lo uccideranno>>. [...] (Pietro Del Re, Bengasi)
I Bambini di Bengasi disegnano Gheddafi. Il viso, la shiashia -quella specie di fez morbido - sulla testa, due rotondi scarabocchi di capelli tinti di nero che sbucano ai lati - come il nostro sor Pampurio, per chi ha l'età di ricordarlo. Il disegno è così stilizzato e variato che si capisce che avevano imparato tutti a farlo, quando era un compito di devozione per il padre della patria, e ora lo rifanno, ma gli storcono la bocca all'ingiù e lo appendono a un patibolo, o gli mettono al collo una corda i cui anelli salgono come un fumo. Oppure lo disegnano intero e già piegato, con la djellaba e le braccia alzate, mentre una grossa bomba dal cielo sta per colpirlo. Oppure come un cane, credo: cane è un insulto sanguinoso, rinfacciato al rais che non smette di urlare che i ribelli sono topi. A Gheddafi-cane viene cavato un occhio (mi pare. ma so che per interpretare i disegni dei bambini bisogna avere ancora cuore di bambino, e non è facile). Il nome GADAFI, è scritto in stentate lettere latine, e dunque c'è l'intenzione di destinarlo a spettatori lontani. [...] (Adriano Sofri)
Perle pubblicate su La Domenica di Repubblica.
Non so proprio da dove cominciare, a ridere, per il disgusto.

Come faccio spesso, soprattutto in certe pubblicazioni, guardo prima i "disegnini". Quel "Gadafi", in effetti, aveva attirato la mia attenzione. Poi ho visto la foto con la scrittura in arabo. Quindi, ho iniziato a leggere i due "intellettuali", e mi son spanciato. Non credo sia necessario uno psichiatra infantile o un grafologo per smascherare manipolazioni evidenti agli orbi.


Gheddafi ha ancora un centinaio di miliardi di dollari a portata di mano, tra moneta, depositi in paradisi fiscali (anche Roma, chissà), diamanti e tonnellate d'oro nascoste nel continente africano. Dell'Inghilterra e della banche europee, a differenza di Chavez, non s'è mai fidato molto.

Tra tanti pupazzi, il "cane deriso" non ha voluto neppure togliersi lo sfizio di mettere qualche taglia. Finora, almeno.


Ho appena letto delle amazzoni "gheddafine" che lo accusano di averle stuprate. Chissà di cosa non saranno capaci le "olgettine" quando verrà il tempo.