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venerdì 6 gennaio 2012

Il cimitero dei feti


Cimitero dei feti Fra la Padania e il Bronx
di Lidia Ravera

Grazie a Sveva Belviso, vicesindaco di Roma, le ragazze e le donne che scelgono di non portare a termine una gravidanza non desiderata, avranno la possibilità di soffrire di più. Di sentirsi in colpa. Di macerarsi nell’angoscia. Con il “seppellimento” (la parola italiana è sepoltura, ma non importa) del loro bimbo, ha dichiarato questa signora dal nome nobile e dal cognome suggestivo, verrà restituito valore a quello che, in mancanza di adeguati rituali, verrebbe considerato esattamente ciò che è: un rifiuto ospedaliero. Le mancate madri avranno a disposizione seicento metri quadri di terreno consacrato, un angolo di paradiso ritagliato nel cimitero del Laurentino, per piangere comodamente e disperatamente, ciò che poteva essere e non è stato. Alla vicesindaco va tutta la nostra estenuata riconoscenza: alla fatica fisica e psichica, si aggiungerà quel tocco di martirio, cui il genere femminile sembra crudelmente condannato. Un aborto è sempre un’esperienza dolorosa, spontaneo o volontario, non fa differenza.