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domenica 12 febbraio 2012

Carmelo Zimmardi

[...] vive con 500 euro di pensione al mese. Abita in una “casa” di sei metri quadrati. L’angelo della neve di borgo Vanchiglia (Torino) è un po’ duro d’orecchio. Normale, per un signore che a metà dello scorso gennaio ha compiuto 83 anni. Meno normale è che Carmelo Zimmardi, qualche giorno dopo la grande nevicata della settimana scorsa, sia uscito di casa con il suo bastone e le scarpe talmente rotte da parere sandali e abbia sentito il bisogno di ripulire dai fiocchi tutto l’isolato di via Artisti
«Chi siete?», chiede al di là della porta. Poi apre, con una gentilezza antica. E ci fa accomodare in cortile «perché la mia casa non è una vera casa».
La schiena incurvata dall’età, un vecchio husky blu e una coppola a quadretti grigi. «Ho preso la scopa e la paletta e ho spazzato i marciapiedi fin dove potevo - racconta seduto su una brandina che occupa quasi tutto lo spazio della sua stanza al pianterreno -, sono arrivato a quest’età senza mai smettere di lavorare: è la mia vita muovermi, fare qualcosa per gli altri, se sto fermo mi sento morto».

giovedì 9 febbraio 2012

"L'angelo della neve"

Torino. I vicini di casa non hanno fatto in tempo a chiedergli né come si chiamasse né quanti anni avesse. Ma dalla foto, scattata con un cellulare prima di vederlo sparire nel traffico, si capisce che quell’omino si porta sulla schiena tutto il peso dei suoi anni. Eppure ieri all’alba, armato di pala e ramazza e incurante del gelo, si è messo a pulire i marciapiedi di Via Vanchiglia dalla neve.
Con pazienza e solerte fatica ha tirato a lucido l’intero isolato. Troppo anziano per essere un custode. Troppo curvo per poterlo vedere in viso.
Ma chi era quell’angelo della neve? Se lo sono chiesti in molti, ieri nel quartiere. La signora che lo ha immortalato sull’iPhone si rammarica di non averlo potuto ringraziare: «Non sono riuscita a fermarlo. Se non ci fosse questa foto penserei si sia trattato di un’apparizione». Quel che importa è che angeli come lui non esistano soltanto nei film di Frank Capra. (Emanuela Minucci, La Stampa, 9 febbraio 2012)