In Grecia i cittadini hanno appena espresso democraticamente la propria volontà attraverso il voto, ma non va bene. Tutto da rifare, finché dal bussolotto non usciranno i dadi con i numeri giusti, quelli che piacciono agli altri.
Segnalo il commento di Barbara Spinelli, per La Repubblica.
La preghiera di Aiace
di BARBARA SPINELLICI ABITUIAMO talmente presto ai luoghi comuni che non ne vediamo più le perversità, e li ripetiamo macchinalmente quasi fossero verità inconfutabili: la loro funzione, del resto, è di metterti in riga. Il pericolo di divenire come la Grecia, per esempio: è una parola d'ordine ormai, e ci trasforma tutti in storditi spettatori di un rito penitenziale, dove s'uccide il capro per il bene collettivo. Il diverso, il difforme, non ha spazio nella nostra pòlis, e se le nuove elezioni che sono state convocate non produrranno la maggioranza voluta dai partner, il destino ellenico è segnato.
Lo sguardo di chi pronuncia la terribile minaccia azzittisce ogni obiezione, divide il mondo fra Noi e Loro. Quante volte abbiamo sentito i governanti insinuare, tenebrosi: "Non vorrai, vero?, far la fine della Grecia"? La copertina del settimanale Spiegel condensa il rito castigatore in un'immagine, ed ecco il Partenone sgretolarsi, ecco Atene invitata a scomparire dalla nostra vista invece di divenire nostro comune problema, da risolvere insieme come accade nelle vere pòlis. L'espulsione dall'eurozona non è ammessa dai Trattati ma può essere surrettiziamente intimata, facilitata. In realtà Atene già è caduta nella zona crepuscolare della non-Europa, già è lupo mannaro usato per spaventare i bambini. Chi ha visto la serie Twilight zone conosce l'incipit: "C'è una quinta dimensione oltre a quelle che l'uomo già conosce. È senza limiti come l'infinito e senza tempo come l'eternità. È la regione intermedia tra la luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere". Lì sta la Grecia: lontana dalle vette luminose dell'eurozona, usata come clava contro altri.
