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mercoledì 21 marzo 2012

Tecnicamente, hanno rotto i coglioni

Ricordate gli "elettori coglioni" chiamati in causa da Berlusconi, quelli che poi, "orgoglioni", inviarono loro foto in mille pose a La Repubblica? Con abili mosse il Governo calato dall'alto, via BCE, li ha messi nell'angolo e se ne sta facendo beffe. In Spagna hanno ingranato la retromarcia verso una lenta controriforma, con la Chiesa che segue un basso profilo, certa che i propri interessi saranno difesi. Quel che conta ora, lì come in Italia, è far soldi. «Non ha vinto il Ppe, ha perso il Psoe», dicono al bar o per strada. Alle prossime elezioni l'astensione sarà altissima e vinceranno i conservatori.

Mi perdoneranno i Piemontesi ma voglio per una volta concedermi anch'io un luogo comune sulle caratteristiche regionali. La signora ritratta di fianco mi da tanto l'impressione della "falsa e cortese": si impunta sull'art. 18, che riguarda l'1% dei licenziamenti, con ultimatum arroganti, quando basterebbe copiare integralmente da quel che fanno in Germania, dove sono severissimi con le cassiere che si appropriano di pochi centesimi in buoni spesa. Perché? L’insistenza del Governo e del Quirinale risponde a motivazioni economiche oppure ad un progetto tutto politico di isolare le voci stonate dal pensiero unico a favore dell’inciucio Pdl-Pd-Terzo Polo?
E' forse una mossa per liberarsi dei vecchi lavoratori con la motivazione di carattere economico?
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Il gioco delle tre carte.
Avrebbero dovuto evitare i salotti televisivi ma sono sempre in onda. Avrebbero dovuto liberalizzare ma hanno fatto finta. Avrebbero dovuto far pagare le frequenze televisive ma hanno scherzato. Avrebbero dovuto far pagare chi s'è tanto arricchito negli anni grazie a politiche ballerine, corruzione e malaffare, ma niente. Hanno convinto e costretto i pensionati ad aprire un conto corrente per ritirare anche 1001 euro, ma ancora non si sa con quali costi.



Riapriranno le carceri di Pianosa e Asinara ma per chi, i rubagalline o gli squali?


I soldi si troveranno, nelle tasche bucate dei tanti, lasciando intatti i portafogli dei pochi. E tutto ricomincerà, con Una Democrazia Cristiana e l'aborto che sarà di nuovo un delitto.


A meno che...

domenica 4 marzo 2012

"Quattro consigli per salvare l'euro"

di Alberto Alesina

È stata un fallimento la moneta unica? Oppure le difficoltà dell’euro sono passeggere e l’unione monetaria rimane un’ottima idea?
Per dare risposte intelligenti a queste domande la prima cosa da fare è evitare gli slogan: ne abbiamo sentiti tanti fin dalla nascita dell’euro. Prima di tutto i proclami di quegli europeisti ingenui e irritanti secondo cui qualunque passo verso più integrazione in Europa, con più Paesi possibile, era sempre e comunque una meraviglia. Dall’unificazione dei regolamenti sulla pesca all’agenda di Lisbona, alla moneta unica, alla Costituzione europea con centinaia di articoli dettagliatissimi cui 27 o più Paesi dovevano tutti aderire.
GRAN PARTE DI TUTTO CIÒ (a cominciare dalla fallita Costituzione europea) era solo retorica, quasi innocua, a parte per la perdita di tempo. L’euro, invece, è ben più di retorica. Secondo questa logica, l’euro aveva quindi soprattutto un significato politico e rappresentava un passo necessario verso gli Stati Uniti d’Europa.
Le considerazioni economiche erano giudicate secondarie tanto che questo atteggiamento ha portato a sorvolare su aspetti importanti.
Degli slogan si è abusato anche sul fronte opposto. Per esempio, quando si dice che tutti i mali dell’Italia, dal prezzo del caffè nei bar, alla crescita asfittica, alla disoccupazione giovanile, all’immigrazione clandestina, sarebbero colpa dell’euro, fonte massima di tutti i mali.
Non sarebbe colpa di questo o quel governo o di sindacati conservatori, di imprenditori che non innovano, di evasori incalliti, di lobby potenti. No, se le cose in Italia vanno male, è tutta colpa dell’euro: se solo avessimo la nostra vecchia lira da svalutare saremmo in paradiso.

mercoledì 29 febbraio 2012

"Il Welfare da salvare"


di Barbara Spinelli
PARLANDO dell’austerità che si impone a Atene, e delle riforme strutturali necessarie al ritorno della crescita, il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi è ricorso a un’immagine forte. In un’intervista al Wall Street Journal, il 23 febbraio, ha detto che quel che si profila in Grecia è un Nuovo Mondo. L’immagine è forte, e singolare, perché di Nuovi Mondi nessuno osa più molto parlare: tanti ne sono stati promessi, e le cose non sono andate bene.
Generalmente quando si annunciano Nuovi Mondi se ne seppelliscono di vecchi, o perché falliti o perché malgovernati. Goethe, ad esempio, era convinto che la Rivoluzione francese non avrebbe spazzato via i monarchi come «vecchie scope», se questi fossero stati veri monarchi.
Lo stesso si può dire oggi dell’Europa, che versa in condizioni ancora peggiori di quei re: la corona non l’ha persa; non l’ha mai pienamente avuta. Non esiste un impero europeo che governi il caos.

venerdì 24 febbraio 2012

"Il vero contagio è quello politico"



Il default greco è solo rimandato. Ma l’effetto domino è sui partiti: ad Atene sono favorite la destra, colpevole del dissesto, e l’estrema sinistra. Chi si comporta in modo responsabile, come il Pasok, perde le elezioni
di Luigi Zingales
Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa - scrive Shakespeare - anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo. Ma i paesi dell’area euro non sembrano essere d’accordo. Per loro un default della Grecia ha conseguenze molto diverse se si chiama “ristrutturazione volontaria”.
Con default si intende il mancato pagamento di un debito. Già due anni fa, dopo la rivelazione che i suoi conti pubblici erano truccati, la Grecia era in procinto di fare default. Per ben due anni, però, i Paesi dell’area euro hanno cercato di nascondere la realtà. Non per ignoranza, ma per paura delle conseguenze. Il primo timore è che le banche greche, che prendono a prestito dalla Banca centrale europea (Bce) depositando come garanzia i titoli di Stato greci, vengano tagliate fuori dall’accesso alla Bce nel momento in cui questi titoli sono considerati ufficialmente in default. Nel qual caso le banche greche, prive di liquidità, non sarebbero in grado di operare senza aiuti da parte dell’Unione europea. Lasciarle fallire peggiorerebbe ulteriormente la situazione economica della Grecia, costringendola a un’uscita dall’euro.

domenica 19 febbraio 2012

"Monti? L'ho raccomandato io"


In prima pagina sul giornale controllato direttamente dalla sua famiglia.
La sparano grossa per far ridere oppure è solo l'ultimo tentativo per risalire la china dei sondaggi sfavorevoli?
Pare che il PDL alle prossime amministrative stia pensando di presentarsi solo in liste civiche proprio per evitare figuracce.

Che avranno in mente? Quanti sono ancora i gonzi in circolazione?

sabato 18 febbraio 2012

"10 a Mario (Draghi)"



Il premier Monti ha fatto bene e merita 6 e mezzo. Ma a salvare la patria è stato il presidente della Bce
di Luigi Zingales

Ci stiamo avvicinando ai fatidici cento giorni del governo Monti. Da quando il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, nei suoi primi cento giorni, fu in grado di far approvare 15 leggi e risollevare le sorti della nazione americana prostrata dalla Grande Depressione, questo è considerato un momento importante nel valutare ogni governo.
Rappresenta il periodo in cui un nuovo esecutivo è in grado di portare una ventata di freschezza. Dopo i primi cento giorni, la forza propulsiva si affievolisce e i governi scadono nella routine.
Quale voto si merita l’operato economico del governo Monti dopo i primi cento giorni (ha giurato davanti a Napolitano il 16 novembre 2011)?
Cominciamo (nello stile anglosassone tanto caro al nostro premier) con le aree di forza.
10 in immagine internazionale. Come ogni imprenditore sa, l’immagine sui mercati finanziari è cruciale per il successo di un’impresa. Lo stesso vale per l’Italia, che vive del credito estero. Monti in questo campo è stato eccezionale. Non è solo perché segue Berlusconi. È proprio bravo di suo. Il suo stile pacato, l’umorismo sottile, l’understatement così poco italiano, piacciono molto agli anglosassoni.
Le agiografie che si leggono sulla stampa internazionale sono quasi stucchevoli, ma ben vengano. Le sue visite alla City di Londra e a Wall Street hanno cambiato la percezione che i mercati finanziari hanno dell’Italia e hanno contribuito a ridurre il costo del nostro debito. Bravo!

lunedì 13 febbraio 2012

La Farsa si fa Tragedia



Quella che in Italia è nata come farsa estiva e che ora si sta facendo dramma in Grecia è già diventata tragedia. Loro, però, qualche Comunista che si faccia sentire ce l'hanno ancora; noi dobbiamo accontentarci della Destra sociale. Vendola tace, degli altri inutile parlare. Il Potere da Governo si fa Comando, al servizio degli esattori, evitando soluzioni condivise, nella speranza di riuscire a perpetuarsi.
Pagheranno i molti per i pochi, come al solito. Forse.
Agli inverni gelidi molte volte han fatto seguito grandi Rivoluzioni.

lunedì 6 febbraio 2012

Brunetta conta le parole


Cliccare per ingrandire.


Renato Brunetta non ci sta ad essere dimenticato ed oggi, dalle pagine de Il Giornale, conta le parole (!?) dei decreti Monti per informare la gente del fatto che anche lui, Romani e Calderoli, dopo la lettera della BCE, avevano provato a fare molte delle stesse cose, bloccati da Napolitano brutto e cattivo. Le nottate in Parlamento, le barricate, l'occupazione della TV per salvare l'ometto di Arcore dalla galera e conservargli la "roba" le hanno potute fare. Per il resto si sono svegliati tardi ed ora, dopo il teatrino messo in scena d'estate, provano ancora a dire che sarebbero stati bravissimi, se solo li avessero lasciati stare. Ancora !?!? Beato chi ci crede.

domenica 15 gennaio 2012

Dramma, Atto Secondo. Il Divino.

«Lei ha cominciato bene, però in una situazione molto difficile». Così il Pontefice si è rivolto a Mario Monti all'inizio dell'udienza concessa al premier italiano. Il Presidente del Consiglio annuisce e Ratzinger sorride e aggiunge a bassa voce: «...quasi insolubile». Monti ha sottolineato che è «importante dare fin dall'inizio un segno di una certa determinazione».
Il premier ha donato al Papa dei libri, tra cui un'edizione antica con carte geografiche («anche simbolica», ha commentato Ratzinger) e un suo volume del 1992, «Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea», che, rivolgendosi al Pontefice, ha definito «una riflessione sull'Italia e sull'Europa molto nello spirito del nostro incontro». Benedetto XVI ha invece donato una preziosa penna e un'incisione antica raffigurante la basilica di San Pietro ancora in costruzione, la piazza e i palazzi circostanti. «Preziosa, interessante», è stato l'apprezzamento di Monti. E pare che il nostro PdC non si sia mai inchinato a baciare l'anello, come se la forma fosse sempre sostanza.

giovedì 12 gennaio 2012

Dieci letture per il teocrate

Non sembro essere il solo ad aver notato certe cose.
John Thackara esprime le sue perplessità sui discorsi di Mario Monti e lo invita a dieci letture che potrebbero illuminarlo meglio. Lo segnala Debora Billi nel suo blog "Petrolio".

lunedì 9 gennaio 2012

Dramma, Atto Primo

Questa foto è stata realizzata domenica 8 gennaio a Milano da Fotogramma.
Mario Monti esce dalla chiesa di S. Maria Delle Grazie dopo aver partecipato alla messa delle 11.30 con la moglie Elsa ed alcuni parenti. Percorre poi due chilometri a piedi fino a casa sua, firmando autografi lungo la strada.

Oggi Benedetto XVI invita a nuove regole pensate per l'intero pianeta, evitando nazionalismi e personalismi. Come già scritto, si ritorna all'antico. Casini è bello pronto nel suo ufficio che occupa l'intero ultimo piano di Palazzo Montecitorio: lui c'è riuscito, la Pivetti no.
Il problema è che questo mondo terreno non sembra essere sufficiente per tutti a certi ritmi. Qualcosa si dovrà pur fare: ci si ispirerà a qualche buona idea che ha già funzionato in passato, e non credo possa essere il Marxismo.


A meno che in giro non si trovi qualche Rivoluzionario ben attrezzato.

lunedì 14 novembre 2011

Accattatevillo, e fate voi il prezzo


[...] Allo scopo di accelerare e semplificare le procedure di dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato all’estero, la vendita dei cespiti individuati nel piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato ubicato all’estero ai sensi dell’articolo 1, comma 1311 e 1312, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è effettuata mediante trattativa privata, salve comprovate esigenze, anche in deroga al parere della Commissione Immobili del Ministero degli Affari Esteri di cui all'articolo 80 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967 n. 18. La stima del valore di mercato dei beni di cui al presente comma può essere effettuata anche avvalendosi di soggetti competenti nel luogo dove è ubicato l’immobile oggetto della vendita. (Emendamenti a disegno di legge, 9/11/2011 :QUI)

lunedì 7 novembre 2011

Si ritorna all'antico

E' nel ventre della balena che il burattino bugiardo Pinocchio rincontra il suo creatore, Geppetto. E' lì che finisce molta spazzatura inghiottita come se fosse cibo. Gabriella Carlucci lascia il PDL ed approda all'UDC, il partito del suo primo padrino a Roma. Preti, suore, beghine e begardi presidiano la televisione. Pisanu abbraccia Fini e CasiniPaolo Cirino Pomicino, terminati i Pater Noster e le Ave Maria di penitenza, vecchio e paziente come Giobbe, non ha più bisogno dell'alias "Geronimo" ed i due giornaletti sui quali scriveva cominciano, seppur timidamente, a mazzolarlo.



Il Piano Marshall si completa. Dopo aver prestato denaro al Nord del Paese, quando i debiti coincidono con il valore delle proprietà, inviano gli esattori, anche al Sud. Inflessibili come la Banca dei Borbone.
"Chiacchiere e tabacchere e' lignammo' o' Banco 'e Napule nun ne 'mpegna!"
Una Democrazia Cristiana.
Burattinai: lo zio Sam, San Pietro, il FMI e la BCE.


P.S.
Magdi Cristiano ex Maomettano Allam, tanto per cambiare, non c'ha capito niente. Oggi scrive di "sinistra che fucila l'Italia alla schiena".

mercoledì 2 novembre 2011

Si riuniscono



Stasera alle 20:00 Consiglio Dei Ministri straordinario.
I convitati sarebbero questi, vi risparmio le facce, le competenze e le capacità.


Non so a voi e non so se dispiacermene o meno,
anche a me vien da ridere.

sabato 29 ottobre 2011

6,06%

BTP a dieci anni

La letterina che Berlusconi ha inviato all'UE non ha convinto nessuno. Lui continua a raccontare barzellette e guardare il culo alle donne, gli altri continuano a chiedere garanzie migliori.
Ieri il Tesoro ha piazzato 2,9 miliardi di euro di titoli con scadenza 2022 al 6,06 per cento. Un anno fa sullo stesso tipo di titoli pagavamo il 4,7 per cento, ma anche a settembre, dopo un’estate drammatica dal lato degli spread, il Tesoro se la cavava con il 5,75 per cento. Secondo un calcolo del Fondo monetario di qualche mese fa, se il tasso arrivasse all’8 per cento il crac delle finanze pubbliche sarebbe inevitabile.
Il rapporto dell’autorità bancaria sulle banche ha indicato quanti soldi servono alle grandi banche per affrontare il mancato rimborso di parte dei titoli greci: alla Grecia servono 30 miliardi, alla Spagna 26,2 e, sorpresa, all’Italia 14,8 contro gli 8,8 della Francia e i 5,2 della Germania.


Unicredit deve trovare 7,4 miliardi, MPS 3,1. Perché così tanto?

O non ci raccontano tutto oppure quest'aumento di capitale è necessario per mettersi al riparo proprio dal debito italiano nel quale hanno investito.



venerdì 30 settembre 2011

Manovra, atto terzo: dismissioni

(Clicca per ingrandire)
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro

Quello in alto sarebbe l'impatto annuo del piano di dismissioni a regime sul deficit.

mercoledì 14 settembre 2011

Vaciago spiega l'Euro Plus


Il prof. Giacomo Vaciago dopo sei mesi prova a spiegare in TV il patto Euro Plus. (Ne avevo scritto QUI). Quelli che gli sono intorno non sembrano essere molto interessati, però.

domenica 11 settembre 2011

Noi manovriamo, voi lasciateci fare


Il secondo atto della sceneggiata in corso era iniziato in questo modo. Le cavallette ora iniziano a leccarsi i baffi. Lo stesso Berlusconi, tra una tiratina di pelle ed un trapianto di peli, fingendosi statista per evitare il colloquio con i giudici, ha ammesso che stanno eseguendo gli ordini della BCE. E' tutto un gioco per lor signori, ma chiedono anche di esser seri.



Ferrara, su Il Giornale, scrive di allarmismo e catastrofismo, della lobby di anti-italiani e della crisi usata come pretesto per far fuori Silvio, lo stesso a cui l'altro ieri consigliava praticamente una badante. Ed invoca una "battaglia liberale" contro la "ingenua inconsa­pevolezza della contingenza del mondo".

'ste pagliacciate 'e fanno solo i viv':
nuje simmo seri, appartenimmo a' morte!

martedì 6 settembre 2011

lunedì 5 settembre 2011

Bundesverfassungsgericht



La Corte Costituzionale Federale Tedesca il 7 settembre si pronuncerà sulla legalità degli aiuti alla Grecia. Il 5 luglio scorso, infatti, ha accolto 15 reclami (in origine erano circa 50) presentati da diversi accademici e politici del Paese.
I querelanti sostengono che i versamenti per Grecia, Irlanda e Portogallo eseguiti nell'ultimo anno violerebbero la clausola di non salvataggio dell'Unione Europea, secondo la quale né l'Ue né alcun altro membro può farsi carico delle responsabilità dei singoli governi. Un querelante, il professore di diritto Karl-Albrecht Schachtschneider, ha dichiarato esplicitamente che l'euro ha fallito e che spera che la Corte rifiuterà un sistema «che porterà non solo al disastro economico, ma anche all'instabilità politica in Germania e in tutta Europa». 
«A Karlsruhe non si discuterà del futuro dell'Europa, che spetta ai politici», ha dichiarato il Presidente della Corte Andreas Vosskuhle. «Noi dobbiamo considerare i limiti imposti dalla Costituzione al regno della politica». 
Secondo la maggior parte dei costituzionalisti tedeschi, è poco probabile che la Corte bloccherà la partecipazione del governo a tutti i salvataggi o che lo costringerà a venire meno agli impegni presi. In molti, però, si aspettano l'imposizione di condizioni più restrittive per gli aiuti futuri. 
La decisione è così delicata che il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble si è presententato alla prima sessione, sostenendo che la scelta del governo Merkel di impegnare i fondi di salvataggio «era necesaria e giusta», uno strumento per salvaguardare l'euro. «Non stiamo solo difendendo l'unità europea, il mercato e la moneta comune, ma il benessere e la sicurezza sociale delle persone che vi fanno parte», ha aggiunto. 
Insieme al fondo monetario internazionale, l'Ue ha approvato pacchetti di salvataggio verso Grecia, Irlanda e Portogallo, dall'anno scorso, per un totale di 273 miliardi di euro. (Fonte: Famiglia Cristiana)
Finora si è trattato, in realtà, di salvare le banche più che i Paesi, quelle maggiormente esposte con titoli di stato "tossici". Tremonti negli ultimi giorni ha ricominciato timidamente a parlare di Eurobond; l'idea espressa da Noelling anni fa potrebbe essere rispolverata. E' una Guerra tra banche e cittadini, tra associazioni private e Stati. Questa sarà una settimana decisiva per Berlusconi, l'Europa e tutti noi.


Per approfondimenti, vi invito a leggere questo