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domenica 28 ottobre 2012

"Il Cavaliere a Palazzo Chigi ci ha rimesso 14 miliardi"

Parola di Franco Bechis, oggi, dalle pagine di Libero (si fa per dire).
Il titolo è adatto per i lettori tipici di quel giornale (!?), definiti dallo stesso Cavaliere "scolari delle medie, di quelli poco svegli".
L'articolo, infatti, dice tutt'altro.

Chi sa come stanno le cose ne ricava che senza Palazzo Chigi oggi avrebbe come abitazione la parte di suolo sottostante un ponte.

Cliccare per ingrandire.

giovedì 12 luglio 2012

Finché morte non ci separi

Le primarie vanno a farsi benedire. Angelino dice di averlo chiesto lui a Silvio, ma c’è stata prima la risposta. (Giorgio Stracquadanio)
Il Vecchio satrapo sente di poter dare ancora qualcosa a questo Paese: il colpo di grazia. (ELLEKAPPA)

Zu Silviu
di Marco Travaglio
Non occorreva grande perspicacia per sapere con certezza che il Cainano sarebbe tornato anche ufficialmente a capo del Pdl. Bastava conoscere un po’ la sua indole, ma soprattutto guardare la faccia di Alfano e leggere le firme dei cervelloni che ne magnificavano le doti di leader, l’irresistibile ascesa, lo smarcamento da B., il programma anzi l’“agenda” per un “nuovo centrodestra ”moderno, liberale, europeo,moderato, finalmente scevro da conflitti d’interessi, e vaticinavano per il Cavaliere un ruolo da “padre nobile”. Era chiaro a tutti, fuorché ad Alfano e ai laudatores di corte, che mai, per quanto acciaccato e bollito, il Cainano avrebbe consentito che quella nullità ambulante dilapidasse quel poco che resta del suo bottino elettorale. E che, al momento buono, sarebbe tornato in prima linea. Ora il momento buono è arrivato, non certo per i finti sondaggi (QUI la prima pagina de Il Giornale) che darebbero il Pdl sotto la sua guida al 30%. Nel paese dell’amnesia gli occorreva qualche mese per far dimenticare i disastri degli ultimi 18 anni e il nome del responsabile numero uno.

domenica 1 luglio 2012

Memoria selettiva


Questi più indietro di due mesi non riescono ad andare, oppure non possono. Con "Papi" loro, poi, sono sempre stati garantisti.

martedì 8 maggio 2012

Amministrative: il giorno dopo




 Queste le prime pagine (cliccare sull'immagine per ingrandirla) di alcuni giornali italiani nell'indomani delle Elezioni Amministrative. Come prevedibile, tre di questi si inventano cose che gli altri umani non hanno mai visto.

martedì 1 maggio 2012

Fondelli



Tanto per cambiare, anche oggi i "liberi servi" escono in stereofonia. Neanche mi viene la voglia di andare a rivedere le promesse fatte dal tizio di Arcore in vent'anni e mai realizzate nonostante maggioranze record in Parlamento.


Che facciano cadere Monti invece di partecipare al teatrino, in attesa di poter ricominciare da dove avevano interrotto. Oppure hanno paura? E di cosa?


Senza tanti anni con un puttaniere - per tacer del resto - al Governo (Comando) del Paese, impegnato nella salvaguardia della roba sua e di quella degli amici, probabilmente non saremmo giunti ad aver bisogno di un curatore fallimentare.


Senza l'amico di Dell'Utri (e degli amici di questi) gli altri forse avrebbero rubato lo stesso ma all'interno e per conto di Partiti tradizionali in concorrenza tra loro, con maggiori possibilità di contrastare la corruzione.
Avremmo avuto una Magistratura con più mezzi e meno bastoni tra le ruote. Avremmo vissuto in un Paese normale e non in una barzelletta.

martedì 27 marzo 2012

"Dell’Utri sbugiarda Mister Mèches"


MAZZATE
All’indomani della sentenza della Cassazione su Dell’Utri, il noto giornalista con le mèches di Libero non stava più nella pelle: “Che mazzata”, esultava in una paginata di encomi solenni al Pg Iacoviello e alla Suprema Corte. Già che c’era, ci chiamava graziosamente “mafiosi” e “picciotti” (cosa di cui risponderà in tribunale) per avere noi criticato la sentenza. E aggiungeva: “I picciotti del Fatto hanno scritto che il senatore si trovava all’estero: questo perché la sua segreteria telefonica rispondeva in spagnolo. Esaurita la cazzata, e appreso che l’imputato si trovava a Milano...”. Purtroppo per il mèchato, domenica Dell’Utri ha confermato al Corriere quel che avevamo scritto: “Stavo in Spagna, in una beauty farm, a rigenerarmi”. Quindi “la cazzata” l’ha scritta il mèchato, unico caso di giornalista berlusconiano che riesce a farsi smentire persino da Dell’Utri. Che mazzata. (Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2012)

mercoledì 22 febbraio 2012

Il corvo del Vaticano: «Come me altri venti»

La gola profonda che ha svelato gli scandali della Chiesa: «Parlo per rabbia, c’è troppa omertà... pronto a pagare le conseguenze»
di Gianluigi Nuzzi

Ho incontrato chi ha diffuso alcuni documenti del Vaticano. Oltretevere lo chiamano il «corvo», la talpa. Da vent’anni la sua attività lo porta fuori e dentro i Sacri Palazzi. Qualcuno lo ricollega a giochi di potere, a scontri tra cordate. L’impressione è che voglia far conoscere fatti taciuti, alzando un velo sulle ipocrisie, grandi e piccole, che proteggono quasi ogni potere. L’intervista integrale andrà in onda stasera agli Intoccabili, dalle 21.10 su La7 con Corrado Augias che commenterà le parole.
Ma c’è un primo dato, un numero che impressiona. Il corvo non è da solo. Le «manine» sono tante. Quante? L’uomo ne indica in tutto venti. Venti persone, non si sa se collegate e in che termini tra loro, persone che lavorano nei vari enti, e che avrebbero passato di recente indiscrezioni, carte ai media.
Ecco una breve anticipazione:
Lei è cattolico?
«Sì, assolutamente e leggo il Vangelo».
Qual è la frase più bella del Vangelo che ricorda?
«Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Da questo riconosceranno che siete miei discepoli e non da altro».
Però fa anche altro. Quante persone di sua conoscenza stanno contribuendo a rendere pubblici documenti del Vaticano?
«Diciamo così approssimativamente, calcolando i vari organismi, potrebbero essere una ventina».

sabato 18 febbraio 2012

"Lo spread morale"



Il Presidente tedesco Wulff si è dimesso per i troppi favori ricevuti da gente che potrebbe aver avuto qualcosa in cambio. Ecco come commentano la vicenda in Italia Maurizio Belpietro su Libero (gli è sufficiente un disegnino) e Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano.
Sallusti, dalle pagine de Il Giornale, sottolinea come anche i tedeschi rubino, dimenticando di scrivere di quanto accade dopo da loro e da noi: sarà la vedovanza da Craxi.


di Marco Travaglio
Il caso Tedesco, in Italia, è il Parlamento che salva due volte l’ennesimo parlamentare dall’arresto per corruzione, concussione, falso, truffa, turbativa d’asta, associazione per delinquere. Il caso tedesco, in Germania, è il presidente della Repubblica che si dimette per un prestito agevolato. Lo spread che divide Italia e Germania è tutto qui: il diverso rendimento dei titoli di Stato è solo una conseguenza. E chi, in questi mesi, si è molto divertito a sbeffeggiare Angela Merkel perché “fa gli interessi della Germania”, dovrebbe vergognarsi e andarsi a nascondere. Che dovrebbe fare un capo di governo, se non gli interessi del suo paese? E che dovrebbe fare un capo di Stato coinvolto in uno scandalo se non dimettersi e consegnarsi alla Giustizia? Lo stupore di noi italiani alla notizia delle dimissioni di Wulff è la nostra irredimibile dannazione. Siamo così abituati alle cazzate dei politici sull’immunità parlamentare, sulla presunzione di innocenza, sull’accanimento giudiziario, sullo scontro fra politica e magistratura, sulle toghe politicizzate, sul “così fan tutti” e sull’“a mia insaputa”, da non capacitarci dinanzi al gesto normale di uno statista chiacchierato che se ne va a casa. Con il candore disarmante del bambino che urla “il re è nudo! ”, la Merkel ha commentato: “Il presidente non poteva più servire il popolo”.

martedì 7 febbraio 2012

Bechis e gli spalatori di neve (sale)

"Prende la neve e la lancia sulle scale!"
Franco Bechis, futuro direttore del TG4, in questo video.
Ben visibili a terra dei sacchi di sale.
Fossi al posto di quel signore "dalla mole notevole", lo stesso che con una sola mano trasporta un sacco di sale, troverei il modo per farmi un paio di crociere a spese del giornalista (!?) spiritoso.


Ecco come Bechis la racconta il giorno dopo su Libero:

[...] In piazza della Balduina - a cui sono dedicate buona parte delle immagini del video - è arrivata una delle poche squadre professionali di spalatori con mezzi dell’Ama. Armati di pale, picconi e sacchi di sale hanno cercato per l’intera giornata (senza arrivare in fondo allo scopo) di liberare la neve dai transiti pedonali, essenziali perché lì ci sono i principali negozi e supermercati del quartiere. Un gruppo consistente ha “aggredito” una larga scalinata con cui si accede alla piazza. I gradini erano tutti ghiacciati e a rischio per i pedoni. Un dipendente Ama di grande corporatura ha preso uno dei sacchi di sale in dotazione: era sale fino da cucina, che poco serve sul ghiaccio. Il sacco si è rotto, e il sale si è mischiato subito con la neve che era in terra.

venerdì 27 gennaio 2012

Ultime dal PDL

«Se non facciamo qualcosa entro giugno, rischiamo davvero di sparire. L’unica è fare passare questo provvedimento sulle liberalizzazioni, non illuderci sul lavoro perché tanto non passerà mai e staccare la spina. Mica per vincere le elezioni! Solo per tornare alla normalità e ritrovare gli elettori che altrimenti fuggiranno come gli eletti… Altrimenti rischiamo davvero la diaspora. C’è chi si è fatto ipnotizzare da Monti e pensa che il rifugio più sicuro sia quello di Pier Ferdinando Casini. E chi invece capisce e vede tutto immobile ed è disposto a fare gruppi suoi…». (Deputato PDL anonimo, in una confidenza a F. Bechis)


«Ma io non posso resistere ancora a lungo su questa strada. Stiamo prendendo a mazzolate i nostri elettori. E su molte cose la Lega ha ragione da vendere: fino a un minuto fa erano nostri alleati e ora dovremmo prenderli a calci schiacciandoci su Monti?». (Deputata PDL anonima, ex di Governo)

Confessioni vaticane


Il Vaticano minaccia di «intraprendere vie legali» contro un giornalista e una trasmissione televisiva, ossia contro «Gli intoccabili» di Gianluigi Nuzzi, andata in onda mercoledì sera, sugli affari della Chiesa. La Santa Sede non ha
gradito, al punto che il portavoce Federico Lombardi, in una nota ufficiale, parla di una possibile iniziativa legale «per garantire l’onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente
la Chiesa, il Papa e il bene comune». (Libero)
Il documento L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, segretario generale del
Governatorato del Vaticano, l’8 maggio 2011, scrive una lettera al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, per denunciare il marcio che si nasconde nella Santa Sede. (Il Fatto Quotidiano)

Nella lettera riservata che Le avevo indirizzato il 27 marzo 2011, che affidai personalmente al Santo Padre attesa la delicatezza del suo contenuto, affermavo di ritenere che il cambiamento cosi radicale di giudizio sulla mia persona che Vostra Eminenza mi aveva mostrato nell'Udienza del 22 marzo scorso non poteva essere frutto se non di gravi calunnie contro di me ed il mio operato (....) ed ora, dopo le informazioni di cui sono venuto in possesso, anche in sincero e fedele sostegno all'opera di Vostra Eminenza, a Cui è affidato un incarico così oneroso ed esposto a pressioni di persone non necessariamente ben intenzionate (....) con tale spirito di lealtà e fedeltà che reputo mio dovere riferire a Vostra Eminenza fatti e iniziative di cui sono totalmente certo, emerse in queste ultime settimane, ordite espressamente al fine di indurre Vostra Eminenza a cambiare radicalmente giudizio sul mio conto, con l'intento di impedire che il sottoscritto subentrasse al Card. Lajolo come Presidente del Governatorato, cosa in Curia da tempo a tutti ben nota.

mercoledì 25 gennaio 2012

"La cacciata del prete mangiapreti"




di GIANLUIGI NUZZI
«Beatissimo Padre, un mio trasferimento in questo momento provocherebbe smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni (del governatorato, l’amministrazione vaticana, nda)».
È il 27 marzo del 2011. A rivolgersi in termini così drammatici direttamente a Benedetto XVI, denunciando privilegi, corruttele e zone opache Oltretevere, è un sacerdote di primo piano. Carlo Maria Viganò, un monsignore che viene incaricato nell’estate del 2009 su fiducia del Santo Padre a controllare tutti gli appalti e le forniture del Vaticano. La sua opera di tagli e pulizia dà fastidio.
Tanto che finisce vittima di una congiura per bloccare l’opera di pulizia che aveva avviato. Da novembre Viganò è stato rimosso. È diventando nunzio apostolico a Washington negli Stati Uniti, andando a ricoprire la più prestigiosa rappresentanza diplomatica della Santa Sede nel mondo.

venerdì 25 novembre 2011

Misure

Devo ammetterlo: questa associazione di "idee" a me, ieri, proprio non era venuta. Credo che con questa prima pagina Libero abbia davvero toccato il fondo. Fossi al posto del Chiarissimo Professore Monti, li manderei già da domani a chiedere finanziamenti per l'editoria alle uscite della metropolitana.

Ad una scenetta simile, però, ho pensato spesso con l'ex PdC: uno che passa velocemente da stati di torpore profondo a quelli di incontenibile eccitazione, con un chiodo fisso in testa. Malato, come ha denunciato la sua seconda moglie.



lunedì 14 novembre 2011

E non ci stanno


Il sabato sera non gli è piaciuto proprio. Non hanno digerito i canti ed i festeggiamenti. La macchina del capo, nonostante i buchi nella gomma, prova a rimettersi in moto e convoca in piazza questi ragazzotti che, come con "er pelliccia", inviterei ad identificare, intervistare, interrogare. Le prime pagine di Libero ed Il Giornale sono disponibili QUI e QUI.


sabato 29 ottobre 2011

50mila euro, a pagina 15



"Anche Silvio ha aperto il cuore e il portafogli per aiutare la ricostruzione della Liguria", scrivono oggi quelli di Libero. Un bonifico di 50mila euro, noti al Fisco, meno che per tanti amici pagati in nero.


Volevo approfondire la lettura ma, come si può vedere QUI, pagina 15 non contiene traccia di quanto promesso. M'è venuto pure qualche dubbio sul fatto che i 50mila euro potrebbero essere la cifra totale raccolta finora.


Cose che capitano, a Libero.
Magari a fin di bene, chissà.

Aggiornamento

Il giorno dopo non accennano alla cosa ma rilanciano con Lippi, un imprenditore veneto ed Obama. Nessuna cifra, stavolta.


Sui "bonus" per i donatori USA ho qualche perplessità.


(Cliccare per ingrandire)

sabato 15 ottobre 2011

La Qultura ai tempi di Gogol




Roba che difficilmente passerebbe le selezioni per la pubblicazione sul giornalino di una scuola elementare.


Per chi si fosse perso questo suo "articolo", Matteo Mion oggi su Libero prova ancora a raccontarci la sua. Vi propongo il suo ultimo componimento senza ulteriori commenti, certo che il mondo visto da una "destra" come questa appaia davvero sfocato.


Google non sbaglia: se scrivi riforme esce il nome del Cav
di Matteo Mion (Libero, 15 ottobre 2011)
Non c’è che dire: a destra stiamo messi male, anzi peggio. Il Cav barcolla sotto i colpi democristiani di Tremonti e Scajola. Nella Lega ci si scanna che è un piacere. Il tunnel imboccato sembra più lungo di quello gelminiano tra Ginevra e il Gran Sasso. Lo scoramento e il distacco dalla politica sono i sentimenti che animano gli elettori. Basta però un occhio a sinistra ed ecco d’un tratto che Silvio ci torna in grazia.

domenica 9 ottobre 2011

"Le vergini violate"


Le vergini violate
di Marco Travaglio

L’altroieri il sottoscritto, insieme ai colleghi Gomez, Lillo e Pappaianni, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver diffamato in un libro una giovane frequentarice di Palazzo Grazioli. Càpita, ai giornalisti. Almeno a quelli che usano la penna anziché la lingua. La signorina ha tutto il diritto di denunciare: se dimostrerà che abbiamo sbagliato, rimedieremo secondo la legge. La “notizia” è stata subito rilanciata dall’Ansa, di solito piuttosto avara d’informazioni sui processi per diffamazione ai giornalisti (specie a quelli dell’Ansa). Il sito del Corriere della sera l’ha subito piazzata in homepage fra le prime dieci: attendiamo con ansia dal sito del Corriere l’elenco completo dei processi per diffamazione al direttore e ai cronisti del Corriere. Il quotidiano Libero, che della diffamazione ha fatto una religione, sbatte la “notizia” in prima pagina, corredata da una vignetta che ritrae il sottoscritto dietro le sbarre e da un commento del solito poveretto con le mèches, che altrimenti non saprebbe cosa scrivere.

Gnocche diverse

Oggi quelli di Libero pubblicano un'intervista che mette tristezza, a cominciare dalla scelta della foto (cliccare per ingrandirla), non capisco con quali intenzioni. Una donna da una vita in politica, alla quale sembra aver sacrificato tutto, riuscita ad essere appena vicecapogruppo alla Camera, peggio di Lupi. Una che riesce ancora a mentire a sé stessa, senza volere interrogarsi sulle carriere lampo di tante altre più giovani e più belle, probabilmente meno capaci, fingendo di ignorare commenti volgari come "culona inchiavabile". Sullo stesso giornale, nella pagina successiva, c'è la solita M. G. Maglie che porta a casa la pagnotta rimasticando un articolo di Fabrizio D'Esposito per Il Fatto Quotidiano ("Forza gnocca è già qui"), colpevole, a suo avviso, di odiare le donne perché ne fa un elenco di bellocce alla corte di Berlusconi, mischiando ministri, parlamentari ed escort. Una lista di proscrizione, secondo lei.

Ci sarebbe da commentare pure la battuta intonata dalla ex moglie del dottor Santanchè. Oppure no.



«Sono la prova in carne e ossa che non siamo Forza gnocca»
La deputata Pdl: «A Silvio piace giocare ma deve rilanciare la sua politica, questo si aspetta la gente. Nel nostro movimento va recuperata l’anima di Forza Italia. Tremonti? Fa la rivoluzione statalista» 
di BARBARA ROMANO

«Mi guardi: le sembro tipo da Forza Gnocca?». Isabella Bertolini, modenese, classe ’63, è nel partito di Silvio Berlusconi da sempre. Da tre legislature è vicecapogruppo alla Camera. «Io sono fuori età, fuori taglia, fuori mercato. La prova vivente che il nostro non è il partito della gnocca».

mercoledì 5 ottobre 2011

Cotto e mangiato


C'era da immaginarselo. Tutti quei titoloni "Amanda e Raffaele", le dirette TV, le lacrime esibite, le sceneggiature improbabili scritte dalla Bongiorno, la scrittura creativa dell'Americana. Opinionisti mediatici ovunque, con i pubblici ministeri (l'accusa) costretti al silenzio.



Tutti ingredienti necessari per cucinare l'empatia.
Per Battisti, invece, è sufficiente il cognome.



Inutile precisare che la signorina Knox è stata condannata a tre anni per aver calunniato il signor Patrick Lumumba, scagionato dalla provvidenziale testimonianza di un cittadino svizzero. E sembra già che non le sia bastato: ora ci prova con una guardia carceraria.

Che fine ha fatto la gente seria?

domenica 25 settembre 2011

Taniche di pensiero

Ho un debole per i giornali spazzatura, si sarà capito. Sfoglio "Libero" ed "Il Giornale" alla ricerca di qualcosa di commestibile (o comprensibile). Il "main stream" offre roba già cotta, trangugiata e digerita. Dall'immondizia si capiscono le vite degli altri. Due mezze taniche di pensiero elementare che, sommate, non riescono a farne uno complesso. "Liberi servi" che popolano un mondo a due dimensioni ma si propongono alla terza, sforzandosi di ignorare quella temporale. E' sufficiente, quindi, scegliere il lato giusto da cui guardarli per poter comprendere loro e chi li muove: istantanee che proprio con lo scorrere del tempo prendono vita. C'è chi guarda, invece, soltanto il lato sbagliato, quello confezionato e proposto. Il neurone, come il neutrino, si muove veloce e quando è solo non scavalca la siepe, né le gira intorno, ma vi sbatte contro, escludendo il guardo da tanta parte de l'ultimo orizzonte.