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venerdì 20 luglio 2012
domenica 13 maggio 2012
Sbugiardati, ma anche no
Di seguito, invece, la versione di M. Travaglio.
Horroris causa
di Marco Travaglio
Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso dichiara testualmente a La Zanzara: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto leggi che ci han consentito in tre anni di sequestrare 40 miliardi di beni ai mafiosi”. Era dai tempi della candidatura di B. al Nobel per la Pace, iniziativa di alcuni zelanti parlamentari del Pdl, che non si rideva tanto. Dopo il premio Guido Carli “alla carriera” (niente male l’idea di consacrare un piduista a erede universale di un uomo che combatté la P2), il Cainano incassa e si appunta, honoris causa, la medaglietta “una vita contro la mafia”. Sulla data d’inizio del suo impegno antimafia si fronteggiano varie scuole di pensiero.
C’è chi sostiene che B. abbia cominciato a combattere Cosa Nostra nel 1974, quando (come ha appena confermato la Cassazione nella sentenza Dell’Utri) ricevette a Milano la visita dei boss Bontate, Teresi, Di Carlo e Cinà, portati in dote dall’amico Marcello per suggellare la promozione del mafioso Vittorio Mangano a fattore di Arcore.
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mercoledì 25 aprile 2012
Mafia, impresa e politica
Altri "grandi imprenditori" o "grandi Statisti", invece, hanno fatto diversamente. E poi qualcuno motiva ancora la ritrosia degli stranieri verso l'Italia con l'Art. 18.
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martedì 27 marzo 2012
"Dell’Utri sbugiarda Mister Mèches"
MAZZATE
All’indomani della sentenza della Cassazione su Dell’Utri, il noto giornalista con le mèches di Libero non stava più nella pelle: “Che mazzata”, esultava in una paginata di encomi solenni al Pg Iacoviello e alla Suprema Corte. Già che c’era, ci chiamava graziosamente “mafiosi” e “picciotti” (cosa di cui risponderà in tribunale) per avere noi criticato la sentenza. E aggiungeva: “I picciotti del Fatto hanno scritto che il senatore si trovava all’estero: questo perché la sua segreteria telefonica rispondeva in spagnolo. Esaurita la cazzata, e appreso che l’imputato si trovava a Milano...”. Purtroppo per il mèchato, domenica Dell’Utri ha confermato al Corriere quel che avevamo scritto: “Stavo in Spagna, in una beauty farm, a rigenerarmi”. Quindi “la cazzata” l’ha scritta il mèchato, unico caso di giornalista berlusconiano che riesce a farsi smentire persino da Dell’Utri. Che mazzata. (Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2012)
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mercoledì 14 marzo 2012
La requisitoria, la sentenza ed i PDF
Marco Travaglio a molti è antipatico perché sarebbe diventato ricco raccontando delle banalità, un po' come Roberto Saviano. Non mi spiego perché tanti loro colleghi rinuncino ad un filone così remunerativo, decidendo di ignorare i fatti.
Nell'editoriale di oggi, "Le toghe ignoranti", ad esempio, Travaglio incastra il sostituto Pg della Cassazione Francesco Mauro Iacoviello confrontando la sua requisitoria al processo Dell'Utri con la sentenza d'Appello. Iacoviello ha sostenuto, infatti, che la sentenza di condanna in Appello non citava la Cassazione su Mannino, invece la citava sei volte.
Politici e commentatori della domenica sono rimessi al loro posto con pochi click in un paio di file PDF, utilizzando lo strumento "trova" con la voce "Mannino". Perché Iacoviello dice il falso, quindi? E perché gli è stato consentito farlo?
C’è un solo metodo per giudicare la requisitoria del sostituto Pg che ha chiesto l’annullamento della sentenza di condanna contro Marcello Dell’Utri: leggerla. Il dibattito di questi giorni, invece, si è svolto esclusivamente sulle poche note pubblicate dai cronisti delle agenzie di stampa. Comodo. Per chi?
Nell'editoriale di oggi, "Le toghe ignoranti", ad esempio, Travaglio incastra il sostituto Pg della Cassazione Francesco Mauro Iacoviello confrontando la sua requisitoria al processo Dell'Utri con la sentenza d'Appello. Iacoviello ha sostenuto, infatti, che la sentenza di condanna in Appello non citava la Cassazione su Mannino, invece la citava sei volte.
Politici e commentatori della domenica sono rimessi al loro posto con pochi click in un paio di file PDF, utilizzando lo strumento "trova" con la voce "Mannino". Perché Iacoviello dice il falso, quindi? E perché gli è stato consentito farlo?
C’è un solo metodo per giudicare la requisitoria del sostituto Pg che ha chiesto l’annullamento della sentenza di condanna contro Marcello Dell’Utri: leggerla. Il dibattito di questi giorni, invece, si è svolto esclusivamente sulle poche note pubblicate dai cronisti delle agenzie di stampa. Comodo. Per chi?
“L’annullamento con rinvio per vizio di motivazione (soluzione poi statuita dalla Corte accogliendo la sua richiesta, ndr) non vuol dire che l’imputato è innocente. Vuol dire che la motivazione è viziata, non che la decisione è sbagliata. È un annullamento fatto non a favore dell’imputato, ma a favore del diritto”.Questo è un passaggio della requisitoria che se fosse stato letto o ascoltato tempestivamente avrebbe forse evitato tanti titoloni indirizzati verso l'"innocenza" dell'imputato.
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lunedì 12 marzo 2012
Faziosi
IL CASO DEL SEN. DELL’UTRI
C’è modo e modo di dare le notizie
A proposito del senatore Dell’Utri, sabato pomeriggio nel corso del tg3 delle 16.35, hanno dato la notizia della decisione della Cassazione di rifare il processo perché le accuse sono fumose, dicendo il sen. Dell’Utri «evita il carcere»! Si può essere cosi faziosi?
Alceo Esposito
Chieti
La vignetta di Krancic e la lettera del signor Esposito appartengono alla copia di oggi de Il Giornale.
Il disegnatore fa il proprio lavoro ed offre un piatto ancora molto apprezzato da chi vive la politica come contrapposizione al nemico del proprio beniamino.
Dell'Utri è un poco di buono, come dice chiaramente la sentenza di primo grado. Dovrà essere rifatto il processo di appello. In carcere non ci andrà più perché avrà superato i 75 anni o per avvenuta prescrizione. Davvero un rospo da ingoiare per la Giustizia, ed in questo la satira di Krancic potrebbe avere una doppia lettura.
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