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mercoledì 27 giugno 2012
Flaccidità
L’AMACA
In televisione, dopo un paio di stagioni di requie, c'è un improvviso affollamento di Santanché, Cicchitto, Gasparri e perfino Brunetta, con il Berlu in camicia nera (alla Hugh Hefner: non è fascista, è burino) che fa finta, come sempre, di sapere quello che dice. È un memento, l'improvviso ritorno a una realtà che è rimasta come sospesa per lunghi mesi. Il governo Monti è stato ed è tante cose, ma principalmente ne abbiamo approfittato, chi più chi meno, per prenderci una specie di anno (speriamo) sabbatico.
Se abbiamo chiuso un occhio su parecchie cose è perché non ci pareva vero di poter interrompere per un poco quella pazzesca somministrazione quotidiana di persone inverosimili e parole inverosimili che, forse troppo pomposamente, abbiamo chiamato “berlusconismo”.
Ora, spero di sbagliarmi, ma la sensazione è come quando, a fine estate, qualcosa nell'aria dice che le vacanze stanno finendo. Qualche nube sul mare, un temporale, refoli di vento autunnale, e i bagnini che cominciano a piegare le sdraio sempre più presto, alla sera. Ci si prepara al rientro. L'abbronzatura durerà meno di una settimana. (Michele Serra)
Ancora lui ...
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venerdì 5 agosto 2011
Punizioni bocconiane
L’Università Bocconi ha punito duramente un suo studente omofobo, autore di scritte spregevoli e violente, sospendendolo per un anno. Ma ne preserva rigorosamente l’anonimato, per non esporlo a processi mediatici sommari e rappresaglie. Nel suo piccolo (infinitamente più piccolo), l’episodio ricorda la compostezza e la misura con la quale la Norvegia tratta il criminale Breivik. In entrambi i casi la legge si concede, a nome della comunità che amministra, un rispetto per i diritti della persona che il colpevole nemmeno concepisce. Qualcuno potrebbe dire: l’intollerante e l’irrispettoso non meritano tolleranza e rispetto. Ma a pensarci meglio, niente è più esemplare, per un intollerante, di una punizione che non si abbassa al suo livello. La punizione è “migliore” del punito, e se non arriverà a migliorarlo, servirà comunque a collocarlo, nel giudizio morale, parecchi gradini più in basso rispetto alla legge della comunità. È possibile che il politicamente corretto (detto più semplicemente, la democrazia moderna) sia odiato dai fanatici, soprattutto quelli di destra, anche perché è conclamatamente, oggettivamente migliore di loro. Più umano e più intelligente. “Migliore” è una parola difficile, carica di responsabilità e di impacci: ma qualcuno, almeno ogni tanto, deve pur prendersi la briga di esserlo. L'AMACA di Michele Serra (5 agosto 2011)
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