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lunedì 20 febbraio 2012

Bolle & Balle Blu

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Seguo con curiosità la parabola dell'ex ministro e mancato sindaco di Venezia, la sua città, Renato Brunetta. Anche oggi, dal solito giornale, dopo aver contato le parole che differenzierebbero il Governo Monti da quello Berlusconi, sproloquia del più e del meno, di bolle mediatiche a favore dell'uno ed a sfavore dell'altro, quello che possiede i media. Se la prende ancora con Tremonti, che gli diede del cretino in pubblico, parlando di "un conflitto insanabile tra il presidente del Consiglio sviluppista e riformatore, e il suo ministro dell’Economia conservatore e banalmente rigorista". Tenerissimo. Verrebbe da chiedergli chi impediva a Berlusconi di liberarsi di Tremonti sostituendolo, magari, proprio con il Nobel mancato Brunetta.
Questi provano a rigirare la frittata, tirare la coperta, annebbiare le idee. Ma di chi? Feltri conferma che il PDL si avvia alle prossime elezioni amministrative con liste civiche senza simboli e, soprattutto, senza la faccia di Berlusconi. A me sembra un partito allo sbando, destinato all'estinzione. Resta la capacità economica del proprietario: basterà per infinocchiare ancora qualcuno con un nuovo bombardamento mediatico? Quei voti strappati ai telerincitrulliti in passato hanno fatto la differenza tra vittoria e sconfitta, oggi si aggiungerebbero ad un piatto molto più povero e leggero. E non vedo alleanze possibili all'orizzonte.

venerdì 30 settembre 2011

Manovra, atto terzo: dismissioni

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Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro

Quello in alto sarebbe l'impatto annuo del piano di dismissioni a regime sul deficit.

lunedì 26 settembre 2011

Petulante Brunetta

Quando Tremonti è entrato nell'occhio del ciclone, con i giornali del capo che gli hanno dato l'assalto, Brunetta si è ricordato del suo amico e collega ministro ed ha iniziato a scrivergli delle lettere. Incontrarlo no, non si sa mai. Cinque missive ufficiali finora, dal 15 settembre, nelle quali Renato dà del "tu" a Giulio e gli chiede conto dei suoi ritardi. Ce ne informa lui stesso tramite il sito internet del Ministero e, per conoscenza, attraverso diverse agenzie di stampa e giornali. Se ne ricorda ora, lui. Si sarà sentito escluso, avrà voluto comunicare al mondo la sua (p)e(r)sistenza in vita, vorrà proporsi, o vendicarsi. Chissà.

Le lettere riguardano:

- carta d'identità elettronica (tre solleciti in sette giorni)
- ricetta medica digitale
- pagamenti informatici alle PA


Tutta roba che, proprio in queste settimane, è diventata improvvisamente di fondamentale importanza, dopo anni avuti a disposizione per realizzarla parlandone a quattr'occhi (un modo lo si trovava) con il collega. Mi piacerebbe che Tremonti si dimettesse e gli rispondesse per le rime.


Oggi rilascia un'intervista ad A. Cazzullo, per Il Corriere Della Sera.

«Tremonti resti ma basta antibiotici
Ci vogliono le vitamine delle riforme»
Brunetta: Silvio è il medico, decide lui la cura. No alla patrimoniale dei poteri forti.


Aggiornamento
Evidentemente, questa settimana era stata studiata: QUI

venerdì 23 settembre 2011

Conigli diversi



[...] Uno, insomma, che ha sempre dimostrato di saper tenere bene in mano la borsa della spesa, ma che dal punto di vista umano è a livello di default. Qualcuno può spiegare al signor ministro che non basta dimostrare di essere bravi a rompere i c.? Nei momenti decisivi bisogna pure dimostrare di averli. D’altra parte, almeno, da ieri abbiamo una certezza in più: si rassegnino quelli che speravano in Tremonti per scalzare Berlusconi, lui non farà mai nessun golpe, lui non sarà mai il nuovo Dino Grandi. Uno che si comporta come si è comportato il ministro dell’Economia in questa circostanza, infatti, non potrà mai essere in grado di fare il Gran Consiglio. Al massimo fa il Gran Coniglio. (Mario Giordano, 23 settembre 2011, QUI)