La gola profonda che ha svelato gli scandali della Chiesa: «Parlo per rabbia, c’è troppa omertà... pronto a pagare le conseguenze»
di Gianluigi Nuzzi
Ho incontrato chi ha diffuso alcuni documenti del Vaticano. Oltretevere lo chiamano il «corvo», la talpa. Da vent’anni la sua attività lo porta fuori e dentro i Sacri Palazzi. Qualcuno lo ricollega a giochi di potere, a scontri tra cordate. L’impressione è che voglia far conoscere fatti taciuti, alzando un velo sulle ipocrisie, grandi e piccole, che proteggono quasi ogni potere. L’intervista integrale andrà in onda stasera agli Intoccabili, dalle 21.10 su La7 con Corrado Augias che commenterà le parole.
Ma c’è un primo dato, un numero che impressiona. Il corvo non è da solo. Le «manine» sono tante. Quante? L’uomo ne indica in tutto venti. Venti persone, non si sa se collegate e in che termini tra loro, persone che lavorano nei vari enti, e che avrebbero passato di recente indiscrezioni, carte ai media.
Ecco una breve anticipazione:
Lei è cattolico?
«Sì, assolutamente e leggo il Vangelo».
Qual è la frase più bella del Vangelo che ricorda?
«Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Da questo riconosceranno che siete miei discepoli e non da altro».
Però fa anche altro. Quante persone di sua conoscenza stanno contribuendo a rendere pubblici documenti del Vaticano?
«Diciamo così approssimativamente, calcolando i vari organismi, potrebbero essere una ventina».
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mercoledì 22 febbraio 2012
Il corvo del Vaticano: «Come me altri venti»
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venerdì 27 gennaio 2012
Confessioni vaticane
Il Vaticano minaccia di «intraprendere vie legali» contro un giornalista e una trasmissione televisiva, ossia contro «Gli intoccabili» di Gianluigi Nuzzi, andata in onda mercoledì sera, sugli affari della Chiesa. La Santa Sede non ha
gradito, al punto che il portavoce Federico Lombardi, in una nota ufficiale, parla di una possibile iniziativa legale «per garantire l’onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente
la Chiesa, il Papa e il bene comune». (Libero)
Il documento L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, segretario generale del
Governatorato del Vaticano, l’8 maggio 2011, scrive una lettera al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, per denunciare il marcio che si nasconde nella Santa Sede. (Il Fatto Quotidiano)
Nella lettera riservata che Le avevo indirizzato il 27 marzo 2011, che affidai personalmente al Santo Padre attesa la delicatezza del suo contenuto, affermavo di ritenere che il cambiamento cosi radicale di giudizio sulla mia persona che Vostra Eminenza mi aveva mostrato nell'Udienza del 22 marzo scorso non poteva essere frutto se non di gravi calunnie contro di me ed il mio operato (....) ed ora, dopo le informazioni di cui sono venuto in possesso, anche in sincero e fedele sostegno all'opera di Vostra Eminenza, a Cui è affidato un incarico così oneroso ed esposto a pressioni di persone non necessariamente ben intenzionate (....) con tale spirito di lealtà e fedeltà che reputo mio dovere riferire a Vostra Eminenza fatti e iniziative di cui sono totalmente certo, emerse in queste ultime settimane, ordite espressamente al fine di indurre Vostra Eminenza a cambiare radicalmente giudizio sul mio conto, con l'intento di impedire che il sottoscritto subentrasse al Card. Lajolo come Presidente del Governatorato, cosa in Curia da tempo a tutti ben nota.
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mercoledì 25 gennaio 2012
"La cacciata del prete mangiapreti"
di GIANLUIGI NUZZI
«Beatissimo Padre, un mio trasferimento in questo momento provocherebbe smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni (del governatorato, l’amministrazione vaticana, nda)».
È il 27 marzo del 2011. A rivolgersi in termini così drammatici direttamente a Benedetto XVI, denunciando privilegi, corruttele e zone opache Oltretevere, è un sacerdote di primo piano. Carlo Maria Viganò, un monsignore che viene incaricato nell’estate del 2009 su fiducia del Santo Padre a controllare tutti gli appalti e le forniture del Vaticano. La sua opera di tagli e pulizia dà fastidio.
Tanto che finisce vittima di una congiura per bloccare l’opera di pulizia che aveva avviato. Da novembre Viganò è stato rimosso. È diventando nunzio apostolico a Washington negli Stati Uniti, andando a ricoprire la più prestigiosa rappresentanza diplomatica della Santa Sede nel mondo.
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