Visualizzazione post con etichetta Infrastrutture. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Infrastrutture. Mostra tutti i post

sabato 19 maggio 2012

Infrastrutture e Trasporti: Passera dà i numeri

Il Ministro Corrado Passera pensa in grande e lo mette nero su bianco. Lavori per 100 miliardi di euro in opere pubbliche che creerebbero 400 mila posti di lavoro entro il 2015 (280 mila stabilizzati e 120 mila nuovi). 

Il Piano del Governo è così distribuito:


  • Progetti approvati al Cipe, opere "confermate" e piano Sud: 27,7 mld *
  • Opere le cui procedure sono state sbloccate e risultano cantierabili già tra il 2012 e la fine del 2013, che ammontano a circa 24,5 miliardi (al netto di 6,7 miliardi che mancano ancora all’appello)
  • Opere identificate ed "in corso di approfondimento" per essere cantierabili tra il 2014 ed il 2015: 50,9 mld

* Comprensivi di 2,7 mld di fondi regionali e 2,8 ,ld di fondi privati



Tra le infrastrutture da realizzare c'è l’asse ad alta velocità Brescia-Treviglio, che ha ricevuto il benestare definitivo del Cipe nel dicembre scorso (valore: 2 miliardi di euro). Oppure la discussa metro C di Roma che il 23 marzo scorso ha visto assegnati 119 milioni di euro. Il governo mette in evidenza altre tre opere milionarie: l’asse ferroviario ad alta velocità Milano-Genova, terzo valico dei Giovi che vale 1,6 miliardi, passati sotto la lente del Cipe e approvati nel dicembre scorso; la nona tranche di lavori del Mose di Venezia (600 milioni nel dicembre 2011) e la statale 106 Ionica (semaforo verde del dicembre scorso per 700 milioni di investimento).

Accanto gli investimenti il ministero sottolinea come siano stati anche individuati e rivisti i punti deboli delle normative che regolano il settore. Sono stati ridotti di due terzi i tempi per il perfezionamento e la registrazione delle delibere Cipe alla Corte dei Conti. Inoltre, per rendere «facilmente finanziabili» le opere pubbliche e per attirare capitali privati, sono state introdotte nuove norme sul project financing e i project bond. Infine, per seguire da vicino l’iter delle opere, il ministero ha creato un apposito sito all’indirizzo http://cantieri.mit.gov.it.


QUI un elenco di opere ancora incompiute in Italia.
QUI, invece, lo sviluppo della rete autostradale e ferroviaria veloce in Europa.


mercoledì 21 marzo 2012

Il sentiero che non c'è


Cliccare per ingrandire
Fonte: Indagine Isfort, Audimob della mobilità 2011
Elaborazione grafica: La Repubblica

E' in atto un crollo verticale dei consumi di benzina e gasolio, vicini ormai alla quota psicologica dei 2 euro al litro: nei primi due mesi del 2012, secondo dati dell’Unione petrolifera, il calo cumulato (diesel più verde) rispetto allo stesso periodo del 2011, è stato del 20%. In un anno la benzina è passata da 1,561 a 1,863 €/litro, il gasolio da 1,467 a 1,773 €/litro, grazie soprattutto alle accise. Si aggiungono, poi, Rc auto, bollo e manutenzione. Tasse! Ancora per le tasche bucate dei molti, senza nessuna parvenza di equità sociale. Chi può viaggerà lo stesso, più comodo. Chi deve pagherà, soffrendo.
La soddisfazione per i mezzi di trasporto, valori medi con voto da 1 a 10, per il 2011 è la seguente: treno locale 6,11 - bus, tram 6,23 - autobus extraurbano 6,69 - treno lunga percorrenza 6,99 - metro 7,59 - auto 8,19 - bicicletta 8,34 - moto 8,39.
La propensione ai comportamenti d'uso è riassunta nel grafico seguente, come pure il costo del biglietto urbano ordinario singolo.
Cliccare per ingrandire
Elaborazione grafica: La Repubblica 


Questa tendenza potrebbe essere interessante se solo fosse seguita da azioni politiche concrete sul piano della mobilità nazionale. Il gregge non ha bisogno sempre del pungolo per imparare il sentiero giusto, spesso è sufficiente disegnarne uno ottimo, rendendolo ben visibile ed appetibile.

Le Ferrovie dirette da Mauro Moretti stanno acquistando 11 treni nuovi fiammanti per i pendolari tedeschi. L’importo dell’operazione è di 73,2 milioni di euro, un leasing finanziato da Unicredit. I convogli sono stati ordinati a tambur battente alla svizzera Stadler e saranno utilizzati da Netinera Deutschland, società di trasporto acquistata dalle Ferrovie italiane un anno fa. Tre di essi già circolano nell’area metropolitana di Berlino; gli altri 8 entreranno in servizio tra meno di un anno su rotte regionali collegate con la capitale. [...] Mentre in Germania le Ferrovie di Moretti investono allettate dalla circostanza che “il Brandeburgo è una regione caratterizzata da un forte dinamismo economico e sociale e da una crescente domanda di mobilità urbana”, in Italia è come se considerassero il trasporto locale un parente povero e i pendolari clienti di serie B, da trasportare con carrozze e locomotive vecchi di decenni. Un esempio? In base ai contratti stipulati con le regioni, Moretti avrebbe dovuto consegnare 600 nuove carrozze a due piani in 3 anni, non oltre la fine del 2011. Ma il 2011 è finito da un pezzo e di carrozze non ne è stata consegnata neanche mezza.
Si trattava di uno stock notevole, sostenuto sulla carta da un impegno finanziario di una sessantina di milioni l’anno, una cifra simile proprio a quella impegnata per i pendolari del Brandeburgo.
Le carrozze a due piani sono molto capienti e 600 di esse equivalgono a circa 80 treni locali e quindi avrebbero consentito ai pendolari italiani di tirare il fiato sollevandosi almeno un po’ dalle condizioni spesso bestiali in cui ora sono costretti. [...] (Daniele Martini, Il Fatto Quotidiano)




lunedì 19 marzo 2012

Infrastrutture in Italia

 Cliccare per ingrandire


Cliccare per ingrandire
Fonte: Eurostat, 2011
Elaborazione grafica: La Repubblica

Cliccare per ingrandire
Fonte: elaborazione Censis su dati Ance
Elaborazione grafica: La Repubblica



Negli anni '90 eravamo all'avanguardia in Europa, poi il buio, tra tante chiacchiere. Il programma di infrastrutture strategiche varato nel 2004 è stato completato solo per il 9,9% e mancano più 200 miliardi di copertura
finanziaria. Quasi metà delle scuole italiane manca d’agibilità. Che fare? «Serve un decreto Sblocca-Italia», dice Giuseppe Roma direttore generale del Censis che oggi presenterà in un articolato studio la sua proposta al governo. Obiettivo: riaprire i cantieri necessari per fare da volano alla crescita del pil.

Di cose da fare in Italia ce ne sarebbero davvero tante, con la possibilità concreta di impiegare moltissima forza lavoro. Edilizia pubblica e privata da rifare secondo criteri moderni che mirino anche al risparmio energetico. Una rete di trasporti che possa migliorare la vita dei pendolari e dei turisti. Banda larga per il telelavoro. Piano Energetico Nazionale. Vie del mare (e dei corsi d'acqua interni alla penisola) degne di questo nome. Piano Turistico Nazionale che sfrutti appieno le ricchezze del nostro Patrimonio artistico.

Altro che TAV.