“LA MIA TV DA FANNULLONE RACCOMANDATO”
Gregoretti e la carriera svagata: “Ma eravamo bravi”
di Silvia Truzzi
Come antipasto recita la voce severa del papà ingegnere, impegnato in gravi reprimende verso il figlio flaneur. Ugo Gregoretti, 81 primavere portate a spasso con invidiabile leggerezza, è uno spot contro l’ipocrisia, il buonismo, la falsa modestia. Il piatto forte di oggi è la Rai: “Mi fecero assumere in un periodo in cui c’era il blocco delle assunzioni. E mica era come adesso, che lo aggirano e se ne fregano. L’Italia era più seria”.
Allora è vero che è entrato in Rai grazie a una raccomandazione.Avevo cambiato tre facoltà universitarie, facendo disperare i miei genitori. Ero un bellimbusto che viveva a Napoli pur essendo romano: un grazioso sfaccendato. M’iscrissi ad Architettura perché amavo la storia dell’arte. Ma quando si approssimarono gli esami veri, tipo Geometria, me la filai.
Reazioni in casa?
Sdegnate. Una mattina entrai nella camera dei miei, seguito dal cane al quale era proibito entrare. Era un alano femmina, si chiamava Ninotchka.
