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mercoledì 9 maggio 2012

"Non pagate il canone RAI". Detto, fatto.


Forse non è stato abbastanza chiaro ma Luigi Martinelli, quel bel tomo che ha fatto irruzione in un'Agenzia Delle Entrate armato di fucile a pompa, ha messo in scena tutto quel putiferio per un debito di un migliaio d'euro frutto di evasione del canone RAICome suggeritogli dal suo partito, la Lega Nord. A casa aveva un intero arsenale, probabilmente per realizzare la secessione con i metodi minacciati da Bossi.

Lui per ora è in galera, assistito da un avvocato messogli a disposizione dagli omini verdi. A Maroni & Co., che sono a piede libero, nessuno ha neppure rinfacciato niente.


E la barzelletta continua.

domenica 22 aprile 2012

Diamanti e lingotti della Lega: c'è il plastico



18 aprile 2012, Bruno Vespa non ha resistito ed ha dovuto farne un "plastico". Questa volta, però, si esibisce in un notevole ingrandimento. Pacchiano, peggio del solito.

mercoledì 18 aprile 2012

Lega Vs Liga

L'altro giorno in un commento accennavo alla possibilità di scissione all'interno della Lega Nord. Pare che si vada proprio verso quella direzione.
[...] «Voi giornalisti avete spiegato la fine della Liga con le solite baruffe chiozzotte, ma sono balle» spiega Rocchetta. «La verità è che Bossi, con alle spalle le teorie di Miglio, vate della Lombardia come Prussia del Nord, ha tramato fin dal principio per prendersi l’egemonia del movimento. E se l’è preso manovrando i soldi del partito, esattamente come aveva fatto prima Craxi nel Psi. La Lega Lombarda era appena nata e già intascava duecento milioni di tangenti Enimont. Poi hanno dato la colpa al “pirla” Patelli, come ora cercano di fare con Belsito. Ma uno che dà la cassa di partito a uno come Belsito, perché lo fa? Non mi stupisce neppure la debolezza di Bossi nei confronti dell’amica Rosi Mauro. E’ lo stesso tipo di debolezza che lo portò a nominare la ragazzotta, in seguito show girl, Irene Pivetti alla terza carica dello Stato». Marilena Marin rincara la dose: «Nel ‘94 Berlusconi, che ha i suoi lati comici, ci chiese che cos’era questo famoso federalismo e di fargli avere una memoria sulla faccenda. Malafede? Non credo. A lui interessava scampare ai processi e salvare le tv, per il resto era disposto a tutto, al federalismo, alla riforma fiscale, perfino al ritorno della Serenissima. In ogni caso, noi gli portammo il dossier, Bossi mai». Conclusione di Rocchetta: «A Bossi del federalismo non è mai fregato niente. E’ stato al governo dieci anni e le uniche riforme federaliste le ha fatte l’Ulivo con i decreti Bassanini e la riforma del titolo V della Costituzione, soltanto che sono troppo stupidi per rivendicarla e anzi se ne vergognano. Bossi ha replicato con la devolution, che è una solenne pagliacciata». Papà e mamma Liga avranno i loro rancori da mettere in conto, ma nel grande Nord Est i tamburi della rivolta autonomista hanno ricominciato a battere da Verona a Belluno. Se le elezioni di primavera andranno come si prevede, un crollo della Lega romanizzata in Lombardia e la tenuta della Lega dei sindaci in Veneto, anche grazie alle liste civiche che Bossi aveva proibito, Roberto Maroni dovrà tornare nella culla del leghismo a firmare un nuovo patto fra lombardi e veneti.
Da un articolo di Curzio Maltese su La Repubblica (18 aprile 2012).

Franco Rocchetta con Marilena Marin ha formato per un decennio la coppia leader  della Liga veneta. Fu poi buttato fuori da Umberto Bossi nel 1994.
[...] La spettacolare restituzione è la risposta schifata alla ferocia furba e ipocrita dei capi che avevano pensato di liberarsi liberandosene, di pulirsi scaricandolo, di sacrificarlo come capro espiatorio. Ma avevano fatto male i loro conti perché Belsito non è un ragioniere né un contabile, non è un Lusi qualsiasi e neppure un Greganti o un Citaristi. È un leghista irsuto e primitivo come il Bossi primigenio, quello autentico e sanguigno che urlava con la voce cavernosa «va a cagà i padrun, va a cagà i terrun». Belsito rivendica quel cattivo carattere delle origini in faccia a un partito che è diventato democristiano. Ai trabocchetti, alle chiacchiere e alla sociologia oppone la fisicità dei diamanti e dei lingotti della tribù – per usare il linguaggio padano – del “mangia mangia”. Sono l’oro e i diamanti dell’omologazione, la certificazione della Lega ladrona, “a fra che te serve”, la Lega ingessata nel suo abito istituzionale, ebbra di clientele, tutta concentrata nell’occupazione del potere e nella spartizione delle poltrone. Neppure il peggiore craxismo arrivò a sognare lingotti e diamanti, neppure Lavitola, neppure lady Poggiolini. E invece la Lega si è fatta gaglioffa sino al punto di superare in ruberia tutti i ladri che pretendeva di impiccare al cappio padano. Ora Belsito, che non è una carriera politica ma un destino, riporta alla Lega il suo tesoro. Quando ci si separa, quando ci si sfidanza la riconsegna dei regali è la maniera più odiosa di mandare l’altro a quel paese dicendogli “sei un poveretto, sei un miserabile”. E quando si scioglie una banda, l’ultimo atto è la spartizione.
Da un articolo di Francesco Merlo su La Repubblica (18 aprile 2012).


La Padania, una panzana colossale, lascerà il posto alla Serenissima?
Quelli di Varese come usciranno da questa guerra tra bande / clan?

domenica 15 aprile 2012

Lega Nord: colpita ed affondata


Questi signori le peggiori abitudini della politica le avevano assunte già da anni. Arriva solo oggi, però, la decisione di buttarli via, come se fossero dei guanti vecchi.
Se i loro elettori avessero capito subito di quali buzzurri si trattava già quando Gianfranco Miglio provò ad avvisarli, apostrofato come "una scorreggia nello spazio" da Bossi, probabilmente ci saremmo risparmiati parecchie vergogne e quel "federalismo" sbandierato così a lungo avrebbe potuto avere degli artefici migliori. Più ci si pensa e più la LN appare come una quinta colonna infiltrata al Nord da malintenzionati.


Per gli altri, comunque, le cose non sembrano essere migliori:


Sondaggio ISPO/ 3G Deal & Research S.r.l. per Corriere Della Sera. Campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Estensione territoriale: nazionale. Casi: 800/ Metodo: CATI Rifiuti / sostituzioni: 927. Margine di approssimazione:  3.5%. Data di rilevazione: 10 aprile 2012. Documentazione completa disponibile sul sito http://www.sondaggipoliticoelettorali.it

domenica 8 aprile 2012

La 'ndrangheta, la Lega Nord e Maroni




[...] Helga Giordano, contabile di via Bellerio per circa sette anni, ha rivelato come i rapporti tra la Lega e il procacciatore d’affari della ’ndrangheta Romolo Girardelli siano iniziati ben prima dell’arrivo di Belsito. «Ho conosciuto Girardelli — ha verbalizzato la donna — perché accompagnava talora in ufficio Maurizio Balocchi» il tesoriere morto nel 2010. «I due sembravano legati da forte amicizia, pur essendo Girardelli del tutto estraneo al partito». In realtà i magistrati sono convinti che proprio Girardelli, attraverso le casse della Lega, riciclasse i soldi della criminalità organizzata. In questo quadro inseriscono il trasferimento dei cinque milioni e 700 mila euro a Cipro e in Tanzania. E infatti nel decreto di perquisizione firmato dal giudice di Reggio Calabria è scritto: «Si tratta di complesse operazioni bancarie di "esterovestizione" e "filtrazione" in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Condotta posta in essere da Girardelli per agevolare l’attività dell’associazione mafiosa e in particolare della "cosca De Stefano"». [...] (F. Sarzanini, Il Corriere Della Sera 8 aprile 2012)
«Ricordo l’incredulità della polizia giudiziaria nelle fasi iniziali dell’investigazione. Analizzando i primi risultati investigativi, era difficile credere al fatto che le casse della Lega fossero amministrate da soggetti potenzialmente collegati alla ’ndrangheta calabrese». Poi un’ammissione: «L’inchiesta non è chiusa e credo che se l’intuizione è giusta, l’attività svolta dalla Dia — in relazione ai capitali di provenienza mafiosa — riguarda flussi di denaro enormi, in grado di superare il miliardo di euro». [Giuseppe Lombardo, di Monasterace (Reggio Calabria), magistrato di punta della Dda reggina]
Oggi Maroni  scimmiotta Borrelli con un "pulizia, pulizia, pulizia", dimenticando di chiedere scusa a Roberto Saviano e tanti altri. Poteva non sapere?
Io lo rimanderei a suonare il tamburello chissà dove.

domenica 5 febbraio 2012

La Lega Nord e l'evasione del canone RAI


"Sappi che, se hai pagato il canone Rai, hai dato un contributo a chi riempie di soldi improbabili ballerini. Hai dato un contributo a chi fa naufragare intelligenza e buon gusto. Hai dato un contributo a chi strapaga i soliti moralisti. Hai dato un contributo a chi è disposto a tutto, pur di fare ascolti, a chi pensa che i 'posti al sole' esistono solo da Roma in giù. Il canone TV non è proprio un contributo come tutti gli altri: se questo è un disservizio pubblico, pagarlo non può essere un obbligo".
Tutto questo mentre scorrono le immagini di "Ballando con le stelle", "L'isola dei famosi", Fabio Fazio e Roberto Saviano, "Un posto al sole".

Il video: QUI

sabato 14 gennaio 2012

Gli ultimi giorni della Lega Nord


Domenica 22 gennaio quelli della Lega Nord dovrebbero riunirsi in Piazza Duomo, a Milano, nella contestazione contro il Governo Monti. Tira brutta aria, però, soprattutto dopo l'ultimo salvataggio di Cosentino. La base del partito è insofferente, la dirigenza li censura chiudendogli i forum su internet ed i telefoni su Radio Padania Libera. “Camorra ladrona la Lega ormai perdona” è uno degli slogan che pensano di portare in piazza, insieme con i volantini raffiguranti Umberto Bossi appeso ad una liana in Tanzania oppure Rosi Mauro e Renzo allattati dalla Lupa. E' scontro aperto con MaroniOggi Matteo Salvini, maroniano, sarà in Piazza San Babila per vedere che dice la gente. E' uno che gioca a fare il "giovane", con l'iPad sempre in mano, nottate intere su Facebook per rispondere ai militanti delusi nel tentativo di salvare il salvabile. Se non fosse per i milioni di euro dei rimborsi elettorali nelle mani del "cerchio magico", gestito dalla famiglia Bossi, questi sarebbero già divisi da tempo.


Chissà che a San Babila non spuntino delle uova marce e tanti "mi piace".



venerdì 30 settembre 2011

"L'appoggio politico non serve a niente"


QUOTE LATTE
Allevatori condannati
“In Italia si fanno i processi solo per chi a casa propria porta le donne e per chi munge le vacche e procura il latte”. È il commento a caldo di Alessio Crippa, rappresentante della cooperativa di produzione del latte La lombarda, che stamani è stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione per truffa e peculato in relazione a una maxi-truffa da 100 milioni di euro che, secondo l’accusa, sarebbe stata portata avanti aggirando le normative sulle quote latte.
Crippa, definito dai suoi colleghi il Robin Hood del latte, rispondendo ad alcune domande dei cronisti, dopo la sentenza, ha detto: “L'appoggio politico non serve a niente, se poi ci sono i tribunali che condannano”.
La quarta sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato altri 15 allevatori e produttori a pene comprese tra un anno e due anni e sei mesi. I rappresentati delle cooperative e gli altri produttori di latte sono accusati a vario titolo di peculato e truffa per aver messo in piedi un sistema capace di sottrarre all'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) circa 100 milioni di euro, somme che dovevano finire all'erario, ma di cui si sarebbero appropriati gli stessi allevatori. (Il Fatto Quotidiano, 30/9/2011)


Altra tegola per la Lega Nord.

mercoledì 28 settembre 2011

Alla Lega Nord la mafia non interessa



Sebastiano Fogliato, deputato della Lega Nord, oggi ha preso la parola a Montecitorio durante il voto sulla mozione di sfiducia presentata dall'opposizione contro il titolare del dicastero dell'Agricoltura accusato di associazione mafiosa.
Una mozione di sfiducia che «nulla ha a che vedere con l'operato del ministro nel dicastero, ma che ha solo l'obiettivo di mettere in difficoltà il governo. Una mozione con carattere strumentale, e quindi anticostituzionale, solo per abbattere il governo, costi quel che costi». (Resoconto stenografico: QUI, video: QUI)
A lui ed alla Lega Nord la cosa non interessa e, per questo, si è esibito in diversi minuti piuttosto comici durante i quali, tra l'ilarità generale (anche dei suoi), ha letto un interminabile elenco dei problemi dell'agricoltura. Si è ricordato quello delle contraffazioni ma ha dimenticato quello delle quote latte. Maroni non s'è visto.


Nota
Antonio Martino (PDL) ha in seguito ribadito il carattere anticostituzionale della mozione spiegando che la "revoca di un ministro", presente nello Statuto Albertino, non fu deliberatamente inserita nella Carta dai padri costituenti.

martedì 27 settembre 2011

La Lega è finita, andate in pace

(Fotogramma tratto da questo video)
I due vecchi imbroglioni sono alle corde, ormai. Nessuno li ascolta più e quei pochi che provano a farlo non ci riescono. A Milano la parola "leghista" provoca l'orticaria da un bel po'. In Lomellina smontano le corna dagli elmi per farne forconi. Tosi sembra chiamarsi fuori. Maroni non mantiene le promesse sulla mafia e Calderoli non si fa vedere in giro da qualche giorno: con quella storia della lista gliel'hanno fatta grossa. Brunetta, maschione veneziano, approfitta degli assenti e si propone, vendicativo, anche alla semplificazione.

Facce smarrite, incredule, disilluse. Piangono sé stessi.
La parabola è conclusa: ite, missa est.
Che scuorn' !

Aggiornamento
"Paniz e il leghista. Scenate da bar": QUI

giovedì 22 settembre 2011

Lampedusa brucia


L
e reazioni dei commentatori anonimi su internet? Soliti deliri di fascisti da asporto e di panzoni da tastiera con le facce da cùlo flaccido. "Rimandiamoli a casa". Dove? "In Africa!". Non si può. "Allora, bombardiamoli!". Già fatto.

Quegli immigrati a Lampedusa sono un'infinitesima percentuale rispetto a quanti sono arrivati in Italia grazie a Fini e Bossi, comodamente seduti in aereo o in autobus, da turisti o cittadini europei. E' costretta ad ammetterlo perfino certa "stampa".

Quegli uomini a Lampedusa sono stati trattati da bestie: costretti in quattro mura, in un'isola minuscola, per mesi. Servivano ad alimentare la propaganda di ministri eversivi ed incanalare la rabbia di cittadini disinformati.

Non mi aspettavo di meglio dai nipoti di chi pensò Fenestrelle, bombardò Barcellona, trucidò, torturò e rese schiavi gli Africani delle colonie. 
Gentucola al governo ed in cabina elettorale che offre a quegli uomini neri un motivo in più per rafforzarsi nelle loro convinzioni sull'uomo bianco.

Un altro lavoro che gli Italiani non vogliono più fare e che hanno dimenticato: la Rivoluzione.




lunedì 19 settembre 2011

secessione (minuscolo)

( Venezia, 18 settembre 2011)

Quelli che credono ancora alle pernacchie di Bossi sono sempre meno. L'ultima truffa è rappresentata proprio dal tappeto bucato della secessione per via referendaria: la Costituzione, infatti, non lo prevede.



Questo signore con il foglio A3 - manna per un grafologo - dev'essere uno degli ultimi esemplari rimasti di quei valligiani a cui hanno messo in testa l'elmo con le corna e strane idee sulla produttività: mai sprecare una scorreggia di notte da soli, meglio conservarla in un sacchetto per l'indomani.

sabato 17 settembre 2011

Monoscopio RAI

"Seconda settimana di «grandi» ascolti per il programma di Raidue in seconda serata, «L’ultima parola», che dopo il 14.33% della settimana scorsa sulla Fiat, con la puntata di venerdì, sul «caso Ruby», ha totalizzato il 13.99% (quasi 9% per l’anteprima) [...]. In una nota Gianluigi Paragone, conduttore del programma e vicedirettore di Raidue ha commentato: «È una grande soddisfazione, significa che il programma sta crescendo e si sta affermando tra i talk di politica. Ringrazio il direttore Liofredi perchè stiamo garantendo diverse opinioni giornalistiche»." (23 gennaio 2011, QUI)


Il 16 settembre 2011, in prima serata su RAI2, lo stesso programma fa 1,6 milioni di telespettarori (6,98%). Più o meno come Formigli su La7 il giorno prima.


Con una prostituta che esalta, citando Sgarbi, il "valore della bellezza" come merce di scambio e mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Senza che le venga chiesto se sarebbe disposta a farsi operare il cervello da un medico più bello che intelligente. Con "Daw", quello del blog sfegatato berlusconiano, che si ricorda ora di doversi indignare, mai con Silvio suo però.


Passare da 14 a 7, in prima serata invece che in seconda, non lascia molto spazio all'immaginazione. Il monoscopio avrebbe attirato più gente, anche tra quelli che "il giorno dopo devono lavorare, mica possono perder tempo con Santoro".


Gli umori tra la "gente padana" offrono gli stessi dati: hanno capito di esser stati truffati. Gli abbonati RAI, intanto, pagano. Un servizietto privato tassatogli come pubblico.

martedì 6 settembre 2011

Girotondo, verde e rosso


Pontida, 19 giugno 2011

Dei "Padan Cocks" ho già scritto. Incredibilmente, in molti continuano a prenderli sul serio. Oggi ha inizio il "Giro della Padania". Alcuni dei protagonisti: Ivan Basso (per lui, dice, sarebbe un onore vincerlo), Rebellin, Visconti, Garzelli, Oss, Kreuziger, Modolo. E anche le vecchie glorie, come Italo Zilioli (una settimana in giallo al Tour del ’70), Franco Balmamion (due giri d’Italia, ’62 e ’63), Sergio Barbero.

Tra gli sponsor: Alitalia, Banca Popolare di Milano, Skoda, Acqua Eva, Autostrada Milano-Serravalle e Bric’s. Ci sono addirittura le "coop rosse". Così, sui cartelloni e nelle eleganti brochure figurano Coopsette (slogan: «Il futuro è nei nostri pensieri»), Cmb-Cooperativa muratori e braccianti di Carpi («Costruttori di valore») e Idrotermica Coop.

Copertura televisiva assicurata dalla RAI.

Faccio mio un commento di Gramellini.

Presa in Giro. Vi è mai successo di fare un sogno in cui le persone compiono gesti assurdi come se fossero normali e vi guardano come se i pazzi foste voi? Dopo una peperonata sognai un amico che scalava l'Everest in pigiama.Ma nemmeno tutte le peperonate del mondo riuscirebbero a partorire lo scenario surreale che si dipana davanti ai nostri occhi sbarrati: il giro ciclistico della Padania nel centocinquantenario dell'unità d'Italia. Autorizzato dalla federazione del ciclismo, finanziato da fior di sponsor, corso da Ivan Basso e benedetto dal commissario tecnico della nazionale italiana.

Il giro della Padania è un'idea di Bossi e anticipa la sceneggiata del Dio Po toccandone alcuni siti caratteristici. Se poi restasse qualche dubbio sulla paternità della peperonata, il primo della classifica generale indosserà una maglia di colore verde. Ma il vero incubo è stata la reazione degli addetti ai lavori. Un dirigente ciclistico ha detto: c'è anche il giro di Sardegna, eppure non si scandalizza nessuno. Ho capito, ma la Sardegna esiste, sta nelle cartine geografiche.

La Padania solo nella testa di una parte minoritaria di cittadini del Nord. Vi raccomando poi la reazione dei politici locali del centrosinistra che hanno negato il passaggio della Corsa Verde nelle province amministrate da loro, frapponendo impedimenti fasulli e scuse arzigogolate.

Mentre bastava dire: non vi facciamo passare perché la Padania non esiste e quindi non esiste neanche il vostro Giro secessionista, che va fermato per vilipendio dello Stato. Qualcuno avvisi il ministro degli Interni. Sarà mica in bici anche lui? (M. Gramellini, La Stampa, 6 settembre)
C'è da dire che Alberto Valmaggia (PD), sindaco del capoluogo della Granda, ha rifiutato l'invito dell'organizzatore Davico con un: «Motivo la mia assenza non con la solita scusa degli impegni precedentemente assunti, ma con le parole di un tuo compagno di partito: abbiamo cose più serie da fare». Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha vietato il passaggio sul territorio della sua città. «Da qui non si passa. Quel giro è una pagliacciata».


Aggiornamento




L'ammiraglia butta letteralmente per aria un poliziotto (contusione al ginocchio), Basso denuncia di esser stato preso a sberle, Moser dice "che vogliono questi comunisti?", scambiando i tricolori per bandiere rosse. Un 73enne — identificato dalla Digos — con la maglietta “Partigiani sempre” discute animatamente con un corridore della Colnago che a un certo punto lo allontana con una spinta violenta. Lui reagisce con una manata al volto.

sabato 27 agosto 2011

Onorevole con la testa rasata

(Cliccare per ingrandire)

Qualcosa su cui interrogarsi, magari in Parlamento.
Se avanza del tempo tra lo zio di Letta (buonanima fascista, minimizzato QUI) e Gaetano Saya.

venerdì 19 agosto 2011

Padan cocks



Prendo spunto dal noto fumetto.
Il forum Radio Padania Libera è chiuso da quasi quattro mesi.
La sconfitta alle amministrative viene spiegata così:

“La Lega ha vinto; sono le aspettative che erano eccessive. Certo, se si leggono giornali come Il Sole 24 Ore o il Corriere della Sera potrebbe sembrare che abbiamo perso, ma basta prendere invece in mano La Padania per capire che le cose non stanno così." (Radio Padania, 17.05.2011)
I giorni passano, gli eventi si rincorrono. Arriva Pontida e già si notano le differenze con gli anni precedenti. Maroni si fa proporre, anche se dice no.
Seguono gli insulti a questo e quello, le pernacchie, il ritorno alla canotta, il sigaro acceso ostentato, come se potesse distrarre da un corpo ormai infermo.
Gli imbroglioni, i cantastorie, dopo essersi accodati all'imbonitore più bravo e con più mezzi, dopo il fallimento della Credieuronord ed il ripianamento miracoloso dei debiti, dopo le "Leggi inutili" bruciate da Calderoli in un falò che avrebbe incenerito tutti i codici del mondo, dopo un "Federalismo" che non serve a niente se non a peggiorare le cose, dopo la vergogna delle quote latte, dopo il "Trota" in Regione e tutti gli altri sparsi sul "territorio", dopo milioni di immigrati arrivati comodamente seduti in aereo per servire i padroncini elettori, dopo gli sbafi romani, anche i "cazzoni padani" hanno cominciato a capire di esser stati truffati. Da una "scorreggia nello spazio". Poverini.

Ed arriviamo ad ieri, con Bossi che scappa di notte. Come i ladri.