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domenica 11 settembre 2011

Magdi Dimenticato Allam


Oggi bisogna cercarlo col lanternino. Il suo articoletto monotematico gliel'hanno pubblicato sul giornale in edicola ma sul sito online nessun link in prima pagina. Esclusa, mi sembra per la prima volta da tempo, la possibilità di commentarlo. Poverino, che fine.

Di questo passo, dopo il battesimo, dovrà giocarsi la carta della circoncisione.

lunedì 5 settembre 2011

Magdi pitagorico

Appello fraterno da italiano che ama l'Italia ai connazionali succubi del­l’id­eologia del multi­culturalismo e folgo­rati dalla moschea­mania. Fate una semplice ricerca all’interno del sito dell’Ansa, la principale agen­zia nazionale d’informazione, inse­rendo il nome «moschea». Scoprirete che il 99 per cento delle notizie riguarda attentati terroristici e azioni violente che si verificano nelle moschee in tutti i Paesi del mondo, sia quelli dove i musulmani sono maggioranza sia quelli dove sono minoranza, sia quelli dichiaratamente integralisti islamici che consideriamo radicali sia quelli formalmente laici che definiamo moderati; mentre il restante 1 per cento riguarda l'annuncio delle nuove moschee che si vorrebbero costruire in Italia. [...] (Magdi Allam, QUI)
Allam sta male, è evidente. Con la storia dell'Italiano che ama l'Italia o del Milanese che ama Milano ha davvero stancato. Proprio non sa cos'altro inventarsi per sbarcare il lunario. Credevo lo facesse apposta, invece mostra proprio i sintomi della paranoia. Tesi strampalate e molta approssimazione nel sostenerle. Si improvvisa statistico e gli viene l'ernia già al primo sforzo. Inferenze applicate a lume di naso.


Le prime obiezioni che mi vengono in mente:

  • Che senso ha cercare la parola "moschea" sul sito dell'Ansa? Di cosa dovrebbe raccontare un'agenzia giornalistica occidentale? Delle preziose decorazioni artistiche, degli architetti, degli orari delle funzioni e di quelli di apertura al pubblico? O del matrimonio dell'ultimo VIP?
  • Dalla stessa ricerca in lingua araba negli archivi di agenzie orientali che viene fuori? L'Arabo lui lo parla, no?
  • Si è interrogato allo stesso modo sul binomio "bambini / sagrestia"? In Inglese, magari, e limitandosi agli archivi irlandesi ed americani?
Allam, infine, è scorretto anche perché finge di dimenticare che, ad esempio, il termine "chiesa" ha molteplici significati, relativi a più religioni, compreso quello architettonico. "Moschea", invece, si riferisce esclusivamente al luogo di preghiera.

lunedì 22 agosto 2011

I dubbi amletici dello sposo del mare



Magdi, ex maomettano, Allam oggi si ricorda di essere anche un "esperto di fatti mediorientali" e, dalle pagine del solito prestigioso quotidiano, invita alla riflessione. Sarà democrazia o shari'a?
«Alba della sposa del mare» (Fajr Arus al Bahr), coniato dallo spirito poetico e focoso degli autoctoni, vuole suggellare l'autonomia della rivolta libica e la sua intima sintonia con lo spirito della legalità internazionale.
Lui la storia la spiegherebbe così, ma anche no.
Dal salotto della sua casa romana, guardando la TV, ha individuato tra i "ribelli" dei barbuti inneggianti ad Allah e si chiede se il Popolo libico non sia destinato a cadere dalla padella nella brace. L'orologio rotto, fermo sul "pericolo islamista", stavolta sembra aver segnato l'ora giusta.


Le nuove radici cristiane e giudaiche, però, non lo fanno andare oltre. Alla TV non mostrano tutto, ed a lui è sufficiente dire e non dire, condendolo della solita spezia.

lunedì 15 agosto 2011

Babele



Leggendo, o almeno provando a farlo, l'articolo che oggi ci propone Magdi ex-maomettano Allam, ho maturato la convinzione che quelli de Il Giornale abbiano deciso di dargli mano libera. Non solo non gli impediscono i soliti deliri fondati su "cattocomunismo", "Tettamanzi", "Pisapia", "potentati finanziari", "multiculturalismo", ma non gli correggono neppure le bozze, e se lo fanno non ce ne si accorge.


Il difensore acquisito delle nostre radici cristiane e giudaiche, il crociato che ha rinnegato Maometto, accomodatosi e ben pasciutosi vendendosi come esperto di fatti mediorientali alla corte di Vespa, prende quella mezza dozzina di parole che, come ha ormai imparato, gli procurano l'attenzione di qualcuno e le condisce non si sa bene di quali concetti. L'essere contro l'apparire, nell'intenzione di contrapporre il Cristianesimo al "catto-comunismo" ed all'Islam;  un'ossessione di "ismi" che provoca il mal di mare.
Il terreno principale su cui questa convergenza si sta espli­cando è la piena legittimazione dell’islam come religione su un piede di parità del cristianesi­mo e dell’ebraismo, con la con­seguente legittimazione della presenza di sempre più mo­schee, scuole coraniche, enti as­sistenziali e finanziari islamici e, in prospettiva, di tribunali che emettono sentenze sulla ba­se della sharia, alla stregua di quanto è consentito alle altre due religioni monoteiste rivela­te.
Qui, in particolare, abbonda con la punteggiatura e sembra che i tribunali italiani emettano sentenze sulla base della Bibbia.


Io Magdi Allam lo vedrei bene come frate francescano o carmelitano scalzo. Lui, invece, si propone come parlamentare, assessore, ministro o, in alternativa, "intellettuale". La torre di Babele deve averla ingoiata da piccolo, nel collegio salesiano dove studiò.


Ora comincia pure a rendersi conto che Scola potrebbe non essere così cattivo come qualcuno gliel'aveva dipinto. Avrà materiale da vendere per tutto l'inverno, ed oltre.

martedì 9 agosto 2011

Arrestabile

Questo sul cartaceo, con la solita foto di Piazza Duomo piena di musulmani in preghiera. La versione online ha per titolo "Milano è ora di ribellarsi alle moschee di Pisapia".

Oggi peggio di ieri. Che aspettano ad arrestarlo, che diventi Ministro o parlamentare (tra poco gli scade il mandato europeo)?
Solo un’amministrazione che odia i milanesi e ama l’islam ha potuto prendere la decisione di imporre ai cittadini la presenza di una moschea in ogni quartiere di Milano. Ma veramente il sindaco comunista, buonista, islamicamente corretto e multiculturalista Giuliano Pisapia pensa che i milanesi subiranno questo arbitrio che minaccia la nostra civiltà laica, liberale e democratica senza reagire con tutti i mezzi legali?
A questi non è proprio andata giù la vittoria di Pisapia, fondata su un programma e non su dei deliri. Preferirebbe continuare ad avere dei garage o degli scantinati utilizzati per pregare piuttosto che luoghi degni di un "cristiano", a norma di Legge? Dimentica (o finge di farlo), inoltre, il Piano di Governo del Territorio approvato dalla Moratti.


Vuole i Referendum, lui.
Noi, a differenza di Pisapia e dei suoi catto-comunisti, amiamo i milanesi e amiamo i musulmani perbene, ma diciamo no all’islam e no alle moschee che generano odio, violenza e morte.
E conclude con il solito amore. Da neurodeliri.

lunedì 8 agosto 2011

Colpa dell'Islam

Non si fa in tempo a commentare l'articolo surreale e (Ranchido) di Ferrara, che ecco l'assessore e ministro mancato Allam esibirsi in quella che chiama "provocazione".

Dev'esser colpa dell'Islam (lui usa la minuscola) se le armi di distruzione di massa di Saddam non sono mai state trovate e se in Iraq, ormai, tutti sono convinti che "si stava meglio quando si stava peggio".
Dev'esser colpa dell'Islam se gli USA (non il Burundi) hanno fatto di tutto per lasciare che quattro cialtroni potessero attentare alla propria sicurezza l'11 settembre 2001, con i documenti d'identità che riescono a sopravvivere al crollo delle torri.


"La più grande democrazia del mondo", quella che elegge un Presidente dopo una campagna elettorale milionaria e con la partecipazione di poco più della popolazione, con il "Patriot Act" e Guantanamo ha segnato una linea di confine tra popolo e comando.

Casus belli, come nel Golfo del Tonchino nel 1964, Pearl Harbor nel 1941 o Havana nel 1898. Quale sarà il prossimo?

Per vendicarne 10 se ne ammazzano 100, o più.
L'economia gira, i ricchi succhiano sangue ai poveri e poi arriva Allam con le sue provocazioni da quattro soldi. Prima o poi si candiderà come Ministro della Guerra, Santa, ovviamente.


Uno dei commenti dei lettori de Il Giornale:
Ma ci sono anche questi: 1, 234, 5

mercoledì 3 agosto 2011

Travisamenti


Allam oggi utilizza tutto il repertorio, ma si guarda bene dal far nomi. Se non fosse falso come un Michelangelo pompeiano potrebbe anche destar preoccupazione per la sua salute mentale.



La Sbai è un soggetto ben descritto da Miguel Martinez.

Il burqa è un simbolo di segregazione delle donne ed è incompatibile con i valori della nostra Costituzione. (Isabella Bertolini)
Il velo integrale non è mai una libera scelta delle donne, ma un segno di oppressione culturale o fisica: vietarlo nei luoghi pubblici vuol dire restituire la libertà alle donne immigrate e aiutarle ad uscire dai ghetti culturali nei quali tentano di rinchiuderle (Mara Carfagna, Ministro)
Le dichiarazioni delle due signore del popolo delle libertà e dell'amore, non so perché, mi fanno pensare al diverso uso che una donna può fare del proprio corpo: c'è chi vi è segregato e chi, invece, allegramente vi banchetta; chi lo sente come "oppressione culturale e fisica" e chi, evidentemente, no.


Io questa, senza trucco e parrucco, proprio non l'avrei riconosciuta se non m'avessero detto chi è.

E c'è pure l'oste che vieta l'ingresso a chi non ha la minima intenzione di entrare.


NYC: non si può, col caldo che fa.
Africa, col caldo che fa: si può.
Avrei messo anche un "pacco" strizzato dai jeans, a rischio infertilità, ed un altro, sempre "selvaggio", libero al vento.
Mi sembra di aver dichiarato da qualche parte, però, la natura non pornografica di questo blog occidentale e, quindi, evito.

L'avevo postato anche QUI, ma tra uno "stupido" e le censure del "moderatore" di turno è stato fatto sparire. Ho recuperato l'ultimo post indirizzatomi:
Comunque c'è sempre da notare la tattica: a Zdenek o al pirla di turno non paice la piega di una discussione e cosa fa? butta una provocazione idiota,, finisce in rissa e la discussione termina.Complimenti Zdenek ci sei riuscito anche stavolta, con le foto delle tette hai avuto una idea geniale, e del resto perfettamente in linea con la discussione sul burqua!Bravo ancora, ritiro lo scemo di prima.Non sei scemo.Sei solo un po' stronzo, ma probabilmente ne vai fiero..
P.S.
Internet, attraverso forum, blog, social network, è un luogo pubblico.
A qualcuno prima o poi potrebbe venire in mente il divieto di avatar e nickname che travisino la vera identità. Ops... la Carlucci mi pare c'abbia già provato.

lunedì 1 agosto 2011

Multiculturalismo e Multiculturalità


Gli "ismi", si sa, rovinano il mondo, o almeno peggiorano la vita di chi ama l'Europa, l'Italia, il Piemonte, la Puglia, la Lucania, Milano ed ogni altro luogo buono ad una candidatura politica, si tratti di un assessorato o di un Ministero.
Il parlamentare europeo Magdi Allam, già condannato per diffamazione ai danni di Rachid Gannouchi e dell'UCOII, oggi, su Il Giornale, quotidiano già condannato attraverso Belpietro e M. G Maglie per diffamazione nei confronti di Khalid Chaouki, prova a sfogarsi ed a spiegarsi meglio dopo l'articolo pubblicato sulla strage in Norvegia.

Ho dovuto de­nunciare alle competenti autori­tà i messaggi che incitavano apertamente ad odiarmi, a di­sprezzarmi, a radiarmi dalla so­cietà civile, qualificandomi co­me talebano, razzista, fascista, nazista, sentenziando la mia condanna all’ergastolo sbatten­domi in galera e lanciando la chiave nell’oceano, perché sa­rei il peggior nemico dell’Italia e dell’Europa, il sommo tradito­re di tutto, degli arabi e dei mu­sulmani, ma anche degli italia­ni e dei cristiani, un rinnegato che immeritatamente è riuscito a spac­ciarsi per giornali­sta e poi per politi­co, ma che in re­altà è so­lo un ignoran­te e un fa­natico.
Allam è già stato chiamato in causa da Roberto Sandalo, probabilmente come "mandante morale" dei suoi crimini. Io vorrei sapere che risposta ha avuto l'interrogazione in Parlamento del Sen. Malabarba.