Visualizzazione post con etichetta Gianluigi Buffon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gianluigi Buffon. Mostra tutti i post

domenica 1 luglio 2012

"Eroi in mutande"



di Marco Travaglio


Siccome la mamma dei cretini è sempre gravida, c’è chi – soprattutto gli onanisti di twitter, più un insettucolo di Radio24 e un tal Macioce del Giornale – continua a menarla sul fatto che tifo contro gli “azzurri” agli Europei. Non mi riferisco a chi ci scherza sopra, com'è giusto che sia (tipo la banda del Misfatto), ma a chi replica con argomenti seriosi, patriottici, nazionalistici: tifare contro la Nazionale di calcio sarebbe disfattismo, tradimento, intelligenza col nemico teutonico. Se è per questo ho tifato pure per Spagna, Croazia, Irlanda e Inghilterra quando giocavano contro l’Italia. Invece ho tifato per l’Italia in altri tempi, quando a simboleggiarla erano i Bearzot, gli Zoff, i Trap. Anche allora c’era qualche furbetto coinvolto in scandali, tipo Rossi nel 1982: ma avevano pagato il conto con la giustizia. Ora invece, si usano le vittorie sportive (anche quelle meritate, come contro la Germania) per chiudere altre partite senza neppure aprirle: quella del calcioscommesse, che al rientro dei nostri eroi in mutande sfocerà nei deferimenti di club di serie A e di parecchi giocatori, forse anche azzurri; e addirittura quella della politica e dell’economia europea, con una ridicola, puerile, penosa ricerca di vendetta su paesi più virtuosi del nostro. Tipo la Germania della Merkel. Io vorrei sapere, che si vinca o si perda, cos’è quel milione e mezzo versato da capitan Buffon a un tabaccaio di Parma. Vorrei sapere quali e quanti dirigenti e calciatori coinvolti nell’inchiesta di Cremona per essersi venduti le partite in barba ai tifosi e alla lealtà sportiva, sono colpevoli o innocenti. E vorrei che i colpevoli fossero radiati e condannati. Nessuna vittoria all’Europeo può cancellare lo scandalo. E invece c’è chi confonde i piani.

giovedì 14 giugno 2012

Nuovo biscotto in arrivo



"Non dobbiamo sopravvalutare la Croazia", "Abbiamo sopravvalutato la Croazia", "Abbiamo incontrato poche volte la Croazia, con una vittoria, due pareggi e tre sconfitte".


Italia - Croazia 1-1, dopo il vantaggio azzurro iniziale.


La Spagna farà una goleada contro l'Irlanda e pareggerà 2-2 o 3-3 nell'ultima partita contro la Croazia. Buffon, già morto, non avrà niente da poter dire sui due feriti sopravvissuti.


Aggiornamento
LA UEFA prevede che in caso di parità tra due o più squadre le discriminanti siano negli scontri diretti il maggior numero di punti, la miglior differenza reti e il maggior numero di gol; in caso di ulteriore parità valgono la differenza reti e il maggior numero di gol segnati nell’intero girone, il coefficiente Uefa, la classifica fair play e il sorteggio.
L’Italia per passare deve battere l’Irlanda e sperare che Croazia-Spagna non finisca in parità da 2-2 in su, risultato che eliminerebbe gli azzurri per il minor numero di gol segnati negli scontri diretti.
In caso di 1-1 invece gli azzurri dovrebbero battere l’Irlanda con tre gol di scarto o con due, ma dal 4-2 in su. Se Croazia-Spagna non finirà in parità, gli azzurri passerebbero come secondi.


Alcune dichiarazioni successive allo Spagna - Irlanda 4-0

«Croazia e Spagna sono due grandi squadre, non possono fare una cosa del genere». (Pirlo). «Non credo all’ipotesi del 2-2, gli spagnoli vogliono vincere sempre». (Marchisio). «Tutte le partite sono regolari e da giocare, dobbiamo pensare così» (Prandelli).


«La Spagna non può macchiarsi così, per questo io mi sento vivo. La differenza rispetto al 2004 è abissale: danesi e svedesi erano cugini, confinavano, passare il turno di un Europeo era per loro il massimo obiettivo. La Spagna è campione del mondo, non ha paura di nessuno, non può farsi ridere dietro». (Buffon).

sabato 9 giugno 2012

"I biscotti non sono tutti uguali"



Di Marco Travaglio
Il 22 giugno 2004, allo stadio di Oporto, Danimarca e Svezia disputano il quarto di finale degli europei di calcio in Portogallo. Se una delle due vince, passa il turno con l’Italia di Trapattoni. Se invece pareggiano, si qualificano entrambe e l’Italia torna a casa. Alla vigilia il portiere della Nazionale azzurra avverte: «Se fanno davvero 2-2, altro che Ufficio inchieste: direttamente le teste di cuoio in campo ci vogliono!». Quella sera, sugli spalti di Oporto, le due tifoserie srotolano striscioni beffardi: “2-2 e ciao Italia”.

In campo i calciatori scherzano sul pareggio annunciato e sugli italiani che sospettano il “biscotto”. Finisce puntualmente 2-2, dopo una partita molto combattuta, risolta però all’ultimo minuto con il gol dello svedese Jonson favorito da una mezza papera del portiere danese Sorensen. Seguono quattro minuti di melina, prima del fischio finale dell’arbitro. Le due squadre vanno in semifinale, gli azzurri sono eliminati.
Del Piero alla fine non vuol fare polemiche: «Non cerchiamo scuse». Anche Trapattoni, subito esonerato, dice: «Non voglio credere a una combine».
Ma gli altri azzurri, da Panucci a Zambrotta, da Pirlo a Cannavaro, fremono di sdegno e sparano a zero sui colleghi scandinavi e il loro “biscotto” ammazza-Italia. Il più indignato è sempre il portiere: «Il 2-2 è uno schifo, uno scandalo a livello mondiale. Ha perso soprattutto lo sport. Provo vergogna, ma non per noi: per gli svedesi e i danesi. L’hanno fatta proprio sporca. E pensare che il calcio, non essendo solo soldi e business, dovrebbe dare insegnamenti ed esempi. Ma dopo questo pareggio che cosa penseranno i giovani? Che è giusto mettersi d’accordo anche a 13 anni per vincere la coppa della parrocchia».