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giovedì 6 ottobre 2011
"Marina mercantile"
Marina mercantile
di Marco Travaglio
“Siamo alle sentenze ad personam!”, tuona Marina Berlusconi in un’intervista-scendiletto gentilmente offerta dal Corriere della Sera di cui, essendo consigliera di Mediobanca, è azionista.
La nota giureconsulta di scuola arcoriana ignora che tutte le sentenze sono ad personam, nel senso che riguardano sempre una persona fisica o giuridica. Ma forse la signora pretende che, per condannare uno di Milano, i giudici condannino tutti i milanesi onde evitare sentenze ad personam. I suoi alti lai riguardano la sentenza della Corte d’appello di Milano che ha condannato la Fininvest (da lei presieduta) a risarcire la Cir con 564 milioni per averla scippata della Mondadori (da lei presieduta) con la celebre sentenza del giudice Metta, corrotto da Previti per conto di B.
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mercoledì 5 ottobre 2011
Tale padre, tale figlia
Marina B. vuol punire i giudici del caso Mondadori
ESPOSTO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E AL PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE: “MANIPOLATA UNA SENTENZA”
di Antonella Mascali
Sulle orme del padre, scende in campo Marina Berlusconi. Invoca la punizione dei giudici di Milano che il 9 luglio hanno condannato la Fininvest, in appello, al pagamento di 560 milioni alla Cir per lo scippo della Mondadori, avvenuto grazie a una sentenza comprata nel ‘91. Ai magistrati contesta la manipolazione di una sentenza della Cassazione, per dare ragione al gruppo di Carlo De Benedetti.IN QUALITÀ di presidente della Fininvest, ha presentato un esposto al ministro della Giustizia, Nitto Palma e al procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, titolari dell’azione disciplinare.
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giovedì 8 settembre 2011
Mondadori: nuovo consulente per la saggistica
Lui, quello delle poesiole.
Prossime pubblicazioni: La mafia uccide d’estate di Angelino
Alfano (a novembre) e Che ci faccio qui del vicepresidente della Camera Pdl Maurizio Lupi (ottobre).
La Lettera Caro Direttore, apprendiamo con molto dispiacere e sconcerto della brusca estromissione di Andrea Cane dalla casa editrice Mondadori. Tutti noi conosciamo Cane da anni e ne apprezziamo le qualità professionali, intellettuali e umane. In un venticinquennio di lavoro intelligente e appassionato, egli ha dato un contributo essenziale alla formazione del più vasto e ricco catalogo editoriale italiano curando i singoli volumi in uno scambio fruttuoso con gli autori come solo cultura, esperienza e gusto consentono. Il suo nome è legato soprattutto al settore della saggistica. Dalla fine degli anni ’80, Cane ha acquisito e pubblicato con successo molti tra i più grandi autori internazionali.
Storici come (citiamo tra i tanti) Simon Schama, Francois Furet, Richard Davis Hanson, Elaine Pagels, Hugh Thomas, Niall Ferguson, Walter Isaacson (esperto di Einstein, di cui uscirà in novembre la biografia autorizzata di Steve Jobs). Giornalisti e commentatori come
Thomas Friedman . Scienziati come Stephen Hawking, Richard Dawkins Steven Pinker, V. S. Ramachandran. Grazie alla sua lunga esperienza all’estero (ha insegnato per cinque anni all’università di Cambridge), Cane si è guadagnato l’amicizia personale di molti suoi autori come il sociologo Jeremy Rifkin, il matematico John Barrow e il premio Nobel per l’economia Amartya Sen. Tra gli italiani, oltre a noi che firmiamo questa lettera, Cane ha pubblicato i più importanti divulgatori storici (Antonio Spinosa, Arrigo Petacco, Giordano Bruno Guerri, Mimmo Franzinelli, Gianni Oliva) e au-tori (citiamo ancora alla rinfusa) come: Piergiorgio Odifreddi, Massimo Franco, Aldo Cazzullo, Umberto Veronesi, Flavio Caroli, Mario Giordano, Cinzia Tani, Marcello Veneziani, Luca Ricolfi. Con una breve e fortunata incursione nella narrativa, qualche anno fa Cane ha portato in Mondadori l’ancora sconosciuto Niccolò Ammaniti, il già affermato Andrea Camilleri, e l’esordiente Alessandro Barbero, vincitore del premio Strega 1996. E’ per noi motivo di grande stupore che la Mondadori abbia pensato di fare a meno della sua collaborazione. Stupore che si tinge di profonda inquietudine, alla notizia che la casa editrice avrebbe di recente arruolato come consulente per la saggistica l’ex-ministro Sandro Bondi. Senza dare valutazioni sulla persona, non vorremmo leggere nella combinazione di questi eventi i sintomi di una deriva che non sarebbe certo all’altezza delle tradizioni di una casa editrice della rilevanza (e della storia) di Mondadori.
Corrado Augias, Stefano Bartezzaghi, Pasquale Chessa, Pietro Citati, Roberto Cotroneo, Lorenza Foschini, Carlo Fruttero, Vito Mancuso, Michela Marzano, Mario Pirani, Giovanni Sartori, Tiziano Sclavi, Marco Vigevani, Vittorio Zucconi.Lettera pubblicata oggi su La Repubblica
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venerdì 12 agosto 2011
Nuovo colpo alla Mondadori
Dopo "Colpo alla Mondadori" dell'anno scorso, ecco il nuovo inserto speciale di Panorama. Chissà chi avrà ispirato chi.
martedì 2 agosto 2011
Marina, l'ereditiera
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| Libero, prima pagina 6 maggio 2011 |
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| Oggi N° 31, 3 agosto 2011 |
Il giorno è seria ed inflessibile, pronta a comandare, parca di complimenti. La sera, invece, mamma affettuosa e moglie tenerissima. Provvede lei stessa all'igiene ed alla colazione dei figlioli.
Non fa neanche caso alle razze dei cani di sua proprietà.
Non fa neanche caso alle razze dei cani di sua proprietà.
Io non sottovaluterei questo signorino, l'unico ad avere lo stesso nome del famoso memorial di calcio.
Uno che "quando chiami a casa non arriva mai subito al telefono; sempre impegnato a studiare o a pregare".
Uno che "quando chiami a casa non arriva mai subito al telefono; sempre impegnato a studiare o a pregare".
mercoledì 27 luglio 2011
Querele
«Ben venga la critica: puoi anche non condividerla, ma spesso è un buono spunto per riflettere. Nel caso del Fatto Quotidiano, però, il termine “critiche” non mi pare il più appropriato. Tanto è vero che gli avvocati stanno preparando la mia prima azione giudiziaria nei confronti di Marco Travaglio. Dico “prima” perché temo che altre ne dovranno seguire: non è possibile che si insultino e diffamino impunemente persone e aziende» (Marina Berlusconi, Oggi, 27 luglio 2011)
| Il Giornale, 27 luglio 2011 |
Il pezzo di Sallusti continua con un "Se 18 anni fa Berlusconi non fosse sceso in politica, se per tutto questo tempo non avesse resistito ad attacchi di ogni genere solo con il consenso elettorale, oggi avrebbe dovuto staccare quell’assegno? La risposta è no, non ci sarebbe stato l’accanimento giudiziario, Mondadori non sarebbe stata scippata da un giudice monocratico di una quantità di soldi pari al doppio del valore della quota di controllo".
Io rispondo, invece, con la citazione seguente:
"Se nel '94 non scendevamo in politica ci avrebbero messo in prigione".
(Fedele Confalonieri, La Repubblica 25 giugno 2000)
(Fedele Confalonieri, La Repubblica 25 giugno 2000)
Marco Travaglio, su Il Fatto Quotidiano, giornale che non riceve alcun contributo pubblico, nello scrivere del "Lodo Mondadori", vicenda iniziata nel 1990, ha usato parole come "furto" e "scippo" e riferendosi alla Mondadori l'ha definita "refurtiva". Tutto questo, sempre citando le Sentenze.
Ebbene, la Sentenza che la Sezione della Corte di Appello di Milano ha pronunciato in nome del Popolo italiano nei confronti della Fininvest può leggersi per intero QUI.
Nella Sentenza si scrive di corruzione, corrotti e "promotori della corruzione". Con la Sentenza si condanna ad un risarcimento pecuniario di 560 milioni di euro.
Sallusti, sul quotidiano della famiglia Berlusconi, quotidiano che beneficia di contributi pubblici, definisce "estorsione" una Sentenza emessa nel nome del Popolo italiano.
Marina Berlusconi, attraverso diversi mezzi di comunicazione, parla di "esproprio".
Io, cittadino italiano, quasi quasi mi sentirei oggetto di diffamazione, ingiurie, insulti ...
Consiglio a chi fosse intenzionato, per necessità, di impadronirsi, al supermercato, di una mela o una bottiglia di latte di farsi promotore di corruzione verso un cassiere ed almeno un vigilante: potrà così coltivare l'idea che nessuno possa additarlo come ladro impunemente, si illuderà di essere un gran signore e non il poveraccio che, purtroppo, è. Magari troverà anche qualcuno disposto ad accusare i suoi giudici di estorsione e cattivo gusto nel vestire o a cavillare sul fatto che gli altri impiegati non siano stati corrotti.
Ad alcuni piace essere presi per il cùlo, ma elegantemente, poco poco.
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