mercoledì 19 ottobre 2011

Orizzontali e verticali, tra puttanieri e ricottari

DI BIAGIO (FLI) DENUNCIA: ECCO COME VERDINI TENTA DI COMPRARCI
“Dimmi cinque cose che desideri” e l’accordo è fatto
di Sandra Amurri

“Aldo ti devo parlare, subito, subito”. La voce dall’altra parte del filo è dolce quasi come un confetto. Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto nel 2008 nel Pdl per la circoscrizione Europa.
Siamo a dicembre, nel pieno del mercato dei parlamentari, i telefoni dei possibili “acquistabili” sono incandescenti, il tempo stringe, la maggioranza langue e la fiducia per il governo è una questione di vita o di morte. Di Biagio, doppia nazionalità italo-croata, passato in An, finiano doc, una vita nel patronato, nel sindacato e nel volontariato, sposato, padre di tre figlie, ha voglia di raccontarlo tutto il “disgusto” provato e confessa: “Se Fini non fosse stato cacciato e non fosse nato Fli me ne sarei andato nel Gruppo misto, non ne potevo più di vedere ruberie di ogni tipo, nani e ballerine come figurine telecomandate, scene indecenti”. I rapporti con la collega-imprenditrice inviata in avanscoperta, poi nel caso in cui il terreno si fosse rivelato fertile la mano passerebbe ad altri per sottoscrivere il nobile “contratto”, sono sempre stati cordiali. Lei lo attende nel corridoio, lui le va incontro: “Sai Aldo, da te ci aspettiamo un atteggiamento serio e coerente. Guarda al futuro, fatti una fondazione e noi ti diamo 1 milione e mezzo di euro di Finmeccanica”.

martedì 18 ottobre 2011

Subbananismo



Inutile leggere il resto.

Vuoti a perdere


14 maggio del 1977, in via Carducci a Milano. Mario Ferrando uccideva con quel colpo di pistola il vicebrigadiere di Pubblica Sicurezza Antonio Custra, venticinquenne. Erano gli anni di piombo, quelli delle Leggi Speciali, invocate di nuovo in questi giorni dai soliti giornalacci e da uno di quelli che passano per "Comunisti": Antonio Di Pietro.

Gli incappucciati o i mascherati, furbi come pochi, verranno presto incastrati da altre foto alle quali non sono sfuggiti mentre erano a volto scoperto, e passeranno un guaio, con loro le proprie famiglie. Visto che non hanno imparato a giocare e vincere con le regole scelte ed imposte dai più forti.

C'è ancora qualche ragazzino che schiuma rabbia in interviste fantasiose ed anonime.
Un pensionato dei Cobas, avrà avuto sessant’anni, riempiva le sporte di sampietrini e ce le portava in prima linea. Ho visto un disabile che riempiva la carrozzina di sassi come una carriola, e ce li distribuiva. Altri ci dicevano: ‘Mostrate il volto, e fate gli scontri senza caschi o passamontagna perché siamo indignati! Non ci importa se ci schedano o no, non dobbiamo avere paura ! ’ Non ci dicevano più di smetterla, ora ci appoggiavano proprio”. “Vuoi sapere perché la rabbia è tanta e crescerà?”. Mi spiega Gabriele P., un compagno di scuola di Jacopo, che ha la fidanzatina al fianco. “Io ho sedici anni. Vivo a Palmarola, periferia nord di Roma. A fine luglio non avevamo più da mangiare. I miei non reagiscono, non fanno nulla, ma io vado a ogni manifestazione, faccio parte di un collettivo autonomi. Sai com’è il mio futuro? Sarò precario e farò fatica a trovare lavoro. Ci dicono che non ci sono soldi per i salari poi danno miliardi di euro alle banche che hanno la colpa della crisi?”.

Bravi, ottimo, bis !
Le Rivoluzioni prima si studiano e si pianificano Politicamente e poi si attuano, senza andare allo sbaraglio, facendo proprio quanto si aspettano quelli che vorresti combattere. Questi, invece, pare che siano andati ad allenarsi in Grecia ed in Val Susa, per spaccare il mondo con la sola forza delle mani, o con fionde e catapulte: i risultati di una scuola pubblica ridotta deliberatamente ad incubatrice di idioti.


La Legge Reale (da Oronzo Reale, ministro della Giustizia del governo Moro) del 1975 era composta da 36 articoli che ampliavano i poteri delle forze dell’ordine a cominciare dall’uso delle armi anche in ordine pubblico. Era previsto il “fermo preventivo” e la “perquisizione sul posto”, quest’ultima in casi di urgenza senza l’autorizzazione della magistratura. L’articolo 5 è ancora in vigore: divieto di volto coperto. Il centro d’iniziativa “Luca Rossi” ha calcolato che, tra il '75 e l'89, in virtù della legge furono uccise 254 persone e ferite 371. Nel 90 per cento dei casi, le vittime erano disarmate.


Ci vorrebbe qualcuno che facesse Politica con un'Idea complessa, una di quelle che ti provocano i mal di testa e che si fanno Ideologia senza passare per peccato. Un'attività seria, anticonformista, consumatrice e non consumata, dai costumi candidi e non scostumata. Poche chiacchiere e tanto scritto. Ma qui da noi vanno in televisione ad imitare i propri imitatori, facendo ridere i polli, quelli da batteria che non saprebbero come rincorrere una gallina libera.


Ora, grazie ai geni massacratori di statuine, ci saranno fermi preventivi, perquisizioni sul posto e qualche ammazzatina accidentale. Sarà ancora più difficile avere idee originali, o che queste riescano a sopravvivere.


Io, invece, sto aspettando un treno che partirà col buio illuminato da una luna quasi piena, seduto al tavolino di un bar poco distante dalla stazione. Un cappuccino al banco costa 1 euro, il doppio esatto se servito a cinque metri: l'ho scoperto per caso, prendendone un paio. Uno dei proprietari, tra uno sbadiglio e l'altro, si gingilla con Facebook: macchinazione infernale.


P.S.
Ma poi ritorno, non pensate a male.

domenica 16 ottobre 2011

Telegraph Road


Il testo della canzone venne ispirato a Mark Knopfler da un viaggio sulla highway statunitense U.S. Route 24 (più nota come "Telegraph Road") e dalla lettura del romanzo Il risveglio della terra (Markens Grøde), opera dello scrittore norvegese Knut Hamsun (vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1920). Nella prima parte del brano, l'io lirico descrive lo sviluppo graduale di un territorio inizialmente selvaggio e la nascita di una città, fondata da un viaggiatore solitario; nella seconda sezione, il narratore parla in prima persona della propria lotta contro la disoccupazione e l'individualismo della società capitalista.






Telegraph Road - Dire Straits (Lover Over Gold, 1982)

A long time ago came a man on a track
Walking thirty miles with a sack on his back
And he put down his load where he thought it was the best
Made a home in the wilderness
Built a cabin and a winter store
And he ploughed up the ground by the cold lake shore
The other travelers came walking down the track
And they never went further, no, they never went back
Then came the churches then came the schools
Then came the lawyers then came the rules
Then came the trains and the trucks with their load
And the dirty old track was the telegraph road

Golem

L'Italia era una lingua di terra buona, protetta e servita dal mare. E' stata lupa generosa, ventre accogliente, giardino incantato, fucina di idee e mortaio di passioni. Poi è arrivata la modernità e s'è fatta scrofa, vacca, puttana da quattro soldi, coltivando illusioni ed allevando storpi. Quella terra si è riempita di veleni e fabbriche di cose inutili.
Ieri è stata la giornata degli "indignati". Molti di loro sono sbucati fuori direttamente da 
internet o, meglio, dai "social network", un posto dove ancora non esistono gli odori e nel quale puoi bivaccare scegliendoti un avatar, un luogo della mente in cui puoi convincerti di essere qualcos'altro o qualcun altro, una conigliera che ogni tanto spalanca le porticine.

Ed ecco i panzoni mascherati che scendono in strada, i ragazzini con i pantaloni a vita bassa che assaltano la vita reale, i chattatori compulsivi che respirano per la prima volta gli odori: sudore, sangue, fiamme, fumo, paura.
Ne bastano pochi per servire allo scopo. Nessuno li ha pagati, probabilmente, ma li ha cresciuti, programmati, rimbambiti, tenuti da parte. Dei Golem.

L'uno contro l'altro, come ai tempi dei Katanga.
"Loro" lì ad osservare compiaciuti del lavoro fatto a tavolino negli anni, pronti a ricominciare con un'ennesima variante al loro giochino.

Non ho visto ancora nessuno riempire le vetrine delle banche e delle poste con volantini che invitino al prelievo dai conti correnti, o i parabrezza delle automobili con proposte di boicottaggio alle assicurazioni, o gli scaffali dei supermercati con liste di prodotti extra regionali da evitare.


Oppure rinunciare al calcio e spegnere ogni televisore, rifiutando il superfluo. Ripensare ad una lotta di classe, piuttosto che a manifestazioni utili soltanto per chi viene contestato.

Invece di mirare al cuore della bestia si continua a farle il solletico.

sabato 15 ottobre 2011

La Qultura ai tempi di Gogol




Roba che difficilmente passerebbe le selezioni per la pubblicazione sul giornalino di una scuola elementare.


Per chi si fosse perso questo suo "articolo", Matteo Mion oggi su Libero prova ancora a raccontarci la sua. Vi propongo il suo ultimo componimento senza ulteriori commenti, certo che il mondo visto da una "destra" come questa appaia davvero sfocato.


Google non sbaglia: se scrivi riforme esce il nome del Cav
di Matteo Mion (Libero, 15 ottobre 2011)
Non c’è che dire: a destra stiamo messi male, anzi peggio. Il Cav barcolla sotto i colpi democristiani di Tremonti e Scajola. Nella Lega ci si scanna che è un piacere. Il tunnel imboccato sembra più lungo di quello gelminiano tra Ginevra e il Gran Sasso. Lo scoramento e il distacco dalla politica sono i sentimenti che animano gli elettori. Basta però un occhio a sinistra ed ecco d’un tratto che Silvio ci torna in grazia.

Saverio Romano: inchiodato dalle telefonate

L'altra mattina il ministro Saverio Romano fu ospite (video) di Coffee Break, un programma televisivo di LA7. Con grande faccia tosta, negò ogni tipo di rapporti con la mafia, insinuò finalità politiche ed ideologiche della Magistratura nei suoi confronti. Con grande faccia tosta, parlò di Vito Ciancimino che accumulava denaro mafioso a Palermo mentre suo padre si spaccava la schiena da emigrante, o del figlio del mafioso che girava per strada con la Porsche mentre lui sgobbava sui libri, ed ancora di Massimo Ciancimino che oggi traffica con le bombe ed il riciclaggio del denaro del padre.

Esistono, però, oltre alle testimonianze dei suoi compari, delle intercettazioni telefoniche che non lasciano molto spazio alla fantasia.