venerdì 30 settembre 2011

Manovra, atto terzo: dismissioni

(Clicca per ingrandire)
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro

Quello in alto sarebbe l'impatto annuo del piano di dismissioni a regime sul deficit.

"L'appoggio politico non serve a niente"


QUOTE LATTE
Allevatori condannati
“In Italia si fanno i processi solo per chi a casa propria porta le donne e per chi munge le vacche e procura il latte”. È il commento a caldo di Alessio Crippa, rappresentante della cooperativa di produzione del latte La lombarda, che stamani è stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione per truffa e peculato in relazione a una maxi-truffa da 100 milioni di euro che, secondo l’accusa, sarebbe stata portata avanti aggirando le normative sulle quote latte.
Crippa, definito dai suoi colleghi il Robin Hood del latte, rispondendo ad alcune domande dei cronisti, dopo la sentenza, ha detto: “L'appoggio politico non serve a niente, se poi ci sono i tribunali che condannano”.
La quarta sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato altri 15 allevatori e produttori a pene comprese tra un anno e due anni e sei mesi. I rappresentati delle cooperative e gli altri produttori di latte sono accusati a vario titolo di peculato e truffa per aver messo in piedi un sistema capace di sottrarre all'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) circa 100 milioni di euro, somme che dovevano finire all'erario, ma di cui si sarebbero appropriati gli stessi allevatori. (Il Fatto Quotidiano, 30/9/2011)


Altra tegola per la Lega Nord.

giovedì 29 settembre 2011

Il parruccone incontinente


Alla fine l'hanno accontentato e gli hanno regalato una bella foto in prima pagina, con la didascalia "FISICO Antonino Zichichi, criticato per aver annunciato sul «Giornale» le sue scoperte".

Il 21 settembre lo scienziato in pensione che non ha mai scoperto niente, neppure negli anni in cui avrebbe potuto farlo, non è stato capace di tenersi il proverbiale "cecio in bocca" ed ha sentito il bisogno di tentare di farsi grande, ancora una volta. A smontare e rimontare il grande organizzatore di eventi scientifici ha già pensato da tempo Piergiorgio Odifreddi, inutile insistere qui. Quel che intendo sottolineare è il fatto che la solita "mezza tanica di pensiero" che è Il Giornale si sia prestata, e si presti, a certe figuracce, dando il via ad una reazione a catena che ha portato prematuramente troppa enfasi per un risultato ancora tutto da verificare.

Ma Zichichi è "il padre del Gran Sasso", dove aveva pensato di studiare i fasci di neutrini "sparati" da Ginevra. Come si fa a dirgli di no?
E' come se i progettisti del San Paolo e Ferlaino avessero chiesto di poter giocare con Maradona ed indossare la fascia di capitano in una partita decisiva per lo scudetto. Li avrebbero legati alla poltrona di casa.

Per approfondimenti:
Articolo su Il Giornale del 22 settembre: QUI
Articolo su Il Giornale del 29 settembre: QUI
"Did Reuters and the BBC break the embargo on the neutrinos-speed of light story?": QUI
"Update from CERN communications director on neutrinos (potentially) traveling faster than light": QUI

Progetto CNGS: QUI
Il Blog di un fisico sperimentale: QUI

mercoledì 28 settembre 2011

Alla Lega Nord la mafia non interessa



Sebastiano Fogliato, deputato della Lega Nord, oggi ha preso la parola a Montecitorio durante il voto sulla mozione di sfiducia presentata dall'opposizione contro il titolare del dicastero dell'Agricoltura accusato di associazione mafiosa.
Una mozione di sfiducia che «nulla ha a che vedere con l'operato del ministro nel dicastero, ma che ha solo l'obiettivo di mettere in difficoltà il governo. Una mozione con carattere strumentale, e quindi anticostituzionale, solo per abbattere il governo, costi quel che costi». (Resoconto stenografico: QUI, video: QUI)
A lui ed alla Lega Nord la cosa non interessa e, per questo, si è esibito in diversi minuti piuttosto comici durante i quali, tra l'ilarità generale (anche dei suoi), ha letto un interminabile elenco dei problemi dell'agricoltura. Si è ricordato quello delle contraffazioni ma ha dimenticato quello delle quote latte. Maroni non s'è visto.


Nota
Antonio Martino (PDL) ha in seguito ribadito il carattere anticostituzionale della mozione spiegando che la "revoca di un ministro", presente nello Statuto Albertino, non fu deliberatamente inserita nella Carta dai padri costituenti.

Maschietto latino

Polemica concitata tra Mario Baccini, deputato PDL, e il meteorologo Paolo Sottocorona durante il talk show mattutino "Coffee Break", in onda su la7. Casus belli: la lista di "proscrizione" dei presunti politici gay omofobi, stilata da un blogger anonimo su una piattaforma web californiana. Si tratta di 10 nomi eccellenti che vengono ritenuti gay ed omofobi al tempo stesso e nell'elenco figura proprio il deputato pidiellino. Baccini, fiero "maschietto latino" come lui stesso ci tiene a precisare, dichiara di non essersi risentito per essere stato inserito nella lista, ma colpevolizza l'informazione su internet, tanto per essere in tema con la legge bavaglio pretesa dal governo: "Uno dei problemi di fondo anche del nostro paese è che noi, vivendo nell'era dell'informazione, viviamo in una democrazia dalla comunicazione "particolare" che non ha regole." E, parlando di "liste di prescrizione" anzichè di "proscrizione", attacca verbalmente Sottocorona, il quale precedentemente aveva minimizzato la gravità di quell'iniziativa anonima a causa dell'indubbia omofobia di tanti politici nostrani e dell'esistenza di molte barriere ideologiche. "Se parliamo di quello che pensate, allora io non condivido niente di quello che ha detto lei perchè per me ha detto solo stupidaggini", tuona Baccini. Sottocorona ribadisce che invece è servita quella lista per consentire una revisione dell'atteggiamento inaccettabile del governo sui diritti dei gay e delle coppie di fatto. Il deputato si infuria e, facendo spola tra il "tu" e il "lei", controreplica: "La lista è servita per lei! Ma che stai dicendo? Ma piantala! Lei ha visto un film western!". (Fonte)
Davvero disgustoso, anche quando parla di "lista di prescrizione".
Video da riguardare dopo aver letto questo.

Puntata completa, che consiglio (soprattutto per i commenti di Enrico Vaime), di "Coffee Break": QUI

Mariastella Gelmini anagrammata

Segnalato QUI

Avvitamento carpiato lento


Sul giornale in edicola ed in TV, invece, come titoliamo?
"Mollano i criminali ed inseguono Berlusconi", ti piace?
Ehm, no. Meglio cambiarlo. Potrebbero riderci dietro, anche gli affezionati.
Che ci mettiamo, "bambine"?

Ehm, non esageriamo.



"La Vespa Regina"


La Vespa Regina
di Marco Travaglio


L’altro giorno Palazzo Grazioli ha dovuto precipitosamente smentire la visita dell’Ape Regina, al secolo Sabina Began (che naturalmente ha confermato tutto). Nessuna smentita invece per la visita al premier di un altro insetto: Bruno Vespa, posatosi sul suo miele prediletto per raccoglierne il nettare in vista del suo prossimo libro-panettone natalizio, dal titolo Quale amore (ma che domande: quello!). Nell'attesa, bisogna accontentarsi di Porta a Porta, che lunedì è andato così bene da farsi scavalcare persino dal film horror di Italia1 Saw - L’enigmista. Orrore per orrore, la gente ha preferito qualcosa di nuovo. Infatti il salottino vespiano pareva un pezzo di modernariato portaportese, dedicato sorprendentemente a un tema inedito: le intercettazioni. Non allo scandalo del loro contenuto, si capisce, ma a quello dei pm che le fanno, dei giornali che le pubblicano e soprattutto dei cittadini che le vengono a sapere.

martedì 27 settembre 2011

La Lega è finita, andate in pace

(Fotogramma tratto da questo video)
I due vecchi imbroglioni sono alle corde, ormai. Nessuno li ascolta più e quei pochi che provano a farlo non ci riescono. A Milano la parola "leghista" provoca l'orticaria da un bel po'. In Lomellina smontano le corna dagli elmi per farne forconi. Tosi sembra chiamarsi fuori. Maroni non mantiene le promesse sulla mafia e Calderoli non si fa vedere in giro da qualche giorno: con quella storia della lista gliel'hanno fatta grossa. Brunetta, maschione veneziano, approfitta degli assenti e si propone, vendicativo, anche alla semplificazione.

Facce smarrite, incredule, disilluse. Piangono sé stessi.
La parabola è conclusa: ite, missa est.
Che scuorn' !

Aggiornamento
"Paniz e il leghista. Scenate da bar": QUI

Sergio Bonelli




“Era un grande. Per me Sergio Bonelli era un mito. Io ho conosciuto Tex a quattro anni, quando ancora non sapevo leggere e l’albo a striscia costava solo 20 lire! Poter conoscere Sergio è stata una grande fortuna”.
Sergio Cofferati, eurodeputato del Pd, è un grande appassionato di fumetti. La sua passione è diventata pubblica quando è diventato segretario della Cgil. Cofferati ha un ricordo di Bonelli che conserva gelosamente: “Nel 1994, quando ero stato eletto segretario della Cgil, avevo fatto un’intervista in cui raccontavo la mia lunga storia… d’amore con Tex. Bonelli e Claudio Villa, uno dei migliori disegnatori della serie, l’uomo che ha preso il posto di Galleppini nell’illustrare le copertine di tutti gli albi, architettarono questo regalo: un disegno con il ranger più famoso del fumetto italiano mi stringeva la mano per farmi gli auguri”.
Che tipo era Bonelli?
Un intellettuale puro. Un uomo molto colto, schivo, privo di qualsiasi vanità. Ma pieno di curiosità e di passioni. In questo paese, il fumetto è stato considerato per lungo tempo, e ingiustamente, un genere di serie B. È merito del suo lavoro se ha conquistato due successi: il favore del mercato e il riconoscimento della critica.

lunedì 26 settembre 2011

Vaffanculo amoroso


Lettera apparsa sulla prima pagina de Il Foglio in edicola oggi. Prosegue raccontando di "quello che gli è successo dentro quando è esploso il caso Ruby".
[...] Credevo che il generoso, gaudente, eccessivo ma straordinariamente simpatico Silvio Berlusconi (“l’amor nostro” mi pare la più splendida, chestertoniana invenzione che il giornalismo italiano abbia mai potuto escogitare su di lui) la guardasse coi miei stessi occhi: quelli di un padre preoccupato, anzi di un nonno accogliente quale è. Invece mi pare sia andata diversamente. [...] Ma forse in questi anni mi sono immaginato un altro Berlusconi, guascone ma geniale, preoccupato della sua ditta ma anche capace di tenere i conti di tutti, splendidamente “bauscia” ma anche difensore delle donzelle nei guai. Forse un Berlusconi così – e un po’ me ne dispiace – non c’è mai stato. (Massimo Bernardini)

Petulante Brunetta

Quando Tremonti è entrato nell'occhio del ciclone, con i giornali del capo che gli hanno dato l'assalto, Brunetta si è ricordato del suo amico e collega ministro ed ha iniziato a scrivergli delle lettere. Incontrarlo no, non si sa mai. Cinque missive ufficiali finora, dal 15 settembre, nelle quali Renato dà del "tu" a Giulio e gli chiede conto dei suoi ritardi. Ce ne informa lui stesso tramite il sito internet del Ministero e, per conoscenza, attraverso diverse agenzie di stampa e giornali. Se ne ricorda ora, lui. Si sarà sentito escluso, avrà voluto comunicare al mondo la sua (p)e(r)sistenza in vita, vorrà proporsi, o vendicarsi. Chissà.

Le lettere riguardano:

- carta d'identità elettronica (tre solleciti in sette giorni)
- ricetta medica digitale
- pagamenti informatici alle PA


Tutta roba che, proprio in queste settimane, è diventata improvvisamente di fondamentale importanza, dopo anni avuti a disposizione per realizzarla parlandone a quattr'occhi (un modo lo si trovava) con il collega. Mi piacerebbe che Tremonti si dimettesse e gli rispondesse per le rime.


Oggi rilascia un'intervista ad A. Cazzullo, per Il Corriere Della Sera.

«Tremonti resti ma basta antibiotici
Ci vogliono le vitamine delle riforme»
Brunetta: Silvio è il medico, decide lui la cura. No alla patrimoniale dei poteri forti.


Aggiornamento
Evidentemente, questa settimana era stata studiata: QUI

Ahmadinejad, discorso all'ONU



Discorso tenuto da sua eccellenza il dottor Mahmoud Ahmadinejad, Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, davanti alla sessantaseiesima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.




New York, 22 Settembre 2011.


In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.

Ogni lode ad Allah, signore dell'universo, e pace e benedizione sul nostro capo e profeta Muhammad, la sua pura casata, i suoi nobili compagni e tutti i messaggeri divini.
"Oh Dio, affretta la venuta dell'Imam al-Mahdi, garantiscigli salute e vittoria, fai di noi i suoi seguaci ed includici tra coloro che ne attestano la legittimità".

domenica 25 settembre 2011

Taniche di pensiero

Ho un debole per i giornali spazzatura, si sarà capito. Sfoglio "Libero" ed "Il Giornale" alla ricerca di qualcosa di commestibile (o comprensibile). Il "main stream" offre roba già cotta, trangugiata e digerita. Dall'immondizia si capiscono le vite degli altri. Due mezze taniche di pensiero elementare che, sommate, non riescono a farne uno complesso. "Liberi servi" che popolano un mondo a due dimensioni ma si propongono alla terza, sforzandosi di ignorare quella temporale. E' sufficiente, quindi, scegliere il lato giusto da cui guardarli per poter comprendere loro e chi li muove: istantanee che proprio con lo scorrere del tempo prendono vita. C'è chi guarda, invece, soltanto il lato sbagliato, quello confezionato e proposto. Il neurone, come il neutrino, si muove veloce e quando è solo non scavalca la siepe, né le gira intorno, ma vi sbatte contro, escludendo il guardo da tanta parte de l'ultimo orizzonte.

Dibattito "Libero", tra ex comunisti, sugli omosessuali


Si conclude oggi su "Libero" un dibattito avviato da un imprenditore omosessuale, pentito di "sinistra". Gli risponde M. G. Maglie, altra pentita. La giornalista veneziana trapiantata a Roma da quando aveva dieci anni, infatti, fu scoperta da Walter Veltroni (ancora lui) che la portò all'Unità. Una lettura che credo interessante. Etichette che si confondono e mischiano, su barattoli di vetro opaco, in una credenza chiusa a chiave.



Insisto: matrimonio e figli per i gay
La paura dei diritti civili è un’isteria
di WICHY HASSAN

Gentile direttore,
la ringrazio dell’opportunità che mi ha offerto di poter dire il mio pensiero su «Libero», e per aver suscitato un dibattito che comunque ritengo utile, specialmente se fatto in uno scenario differente: quello del centrodestra.

sabato 24 settembre 2011

"Too big to fail"




"Spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana" (Giuliano Ferrara, ospite di "TV Talk"QUI)


"Lo stanno facendo ora" (Avrei risposto io)


Bernardini aveva messo a confronto le scuse in diretta tv di Dominique Strauss Kahn con quelle che lo stesso Ferrara, nella prima puntata di Qui Radio Londra lunedì scorso, ha suggerito a Berlusconi (definito "eroe popolare").

E la cortigiana non c'ha visto più.
La puntata completa è disponibile QUI.

Le mutande di Feltri



«Ho ancora stampato negli occhi il mio incontro chiarificatore a pranzo con Vittorio Feltri: non il Feltri esuberante dei dibattiti pubblici, bensì una versione più umana che tremava e chiedeva scusa...». (Dino Boffo, in un'intervista per l'Espresso)


Vittorio Feltri deve aver smesso di tremare ed oggi, cambiatosi le mutande, ritorna ad occuparsi di "omosessuali attenzionati", non dalla polizia come, invece, più coraggioso di Giordano, s'era inventato per Boffo. Lo fa a modo suo: prende a pretesto una mezza notizia per poter suggerire bavagli ad internet (che non conosce, facendone un vezzo, come per l'utilizzo della macchina da scrivere), fingere di accettare gli omosessuali chiamandoli "froci", ironizzando, inventandosi parità che non esistono e rigirando la solita frittata filoberlusconiana. Improvviso smemorato delle proprie sospensioni dall'attività giornalistica, anche per aver sostituito le ideologie con le mutande.

venerdì 23 settembre 2011

Conigli diversi



[...] Uno, insomma, che ha sempre dimostrato di saper tenere bene in mano la borsa della spesa, ma che dal punto di vista umano è a livello di default. Qualcuno può spiegare al signor ministro che non basta dimostrare di essere bravi a rompere i c.? Nei momenti decisivi bisogna pure dimostrare di averli. D’altra parte, almeno, da ieri abbiamo una certezza in più: si rassegnino quelli che speravano in Tremonti per scalzare Berlusconi, lui non farà mai nessun golpe, lui non sarà mai il nuovo Dino Grandi. Uno che si comporta come si è comportato il ministro dell’Economia in questa circostanza, infatti, non potrà mai essere in grado di fare il Gran Consiglio. Al massimo fa il Gran Coniglio. (Mario Giordano, 23 settembre 2011, QUI)

Fratello di (Crespi)


Mr Blog è Ambrogio Crespi ed è nato a Milano nel 1970.
Dal 1997 si occupa di comunicazione soprattutto nel mondo della politica e della pubblicità.
Assieme al fratello Luigi e la cognata Natascia Turato ha seguito, con incarichi diversi, varie campagne elettorali, in Europa e Sud America, la più importante delle quali è stata quella che ha portato nel 2001 Silvio Berlusconi a vincere le elezioni politiche (Il Contratto con gli italiani).
E’ stato direttore de ilnuovo.it, il primo giornale on-line italiano.
Nel 2006 si è candidato come sindaco di Milano ottenendo, in soli 25 giorni di campagna elettorale, ottimi risultati. Dal luglio del 2006 dirige il Clandestinoweb, un giornale on-line che si occupa di sondaggi di opinione, di politica e di spettacolo, raggiungendo migliaia di lettori in tutto il mondo.
Nel 2010 ha fondato, con l’amico Lior Angelovici, Spin Web, web company che accompagna chi ambisce a dominare il difficile mondo del web.

Questa è la descrizione che il fratello di Luigi Crespi fa di sé stesso (QUI). Avevo già scritto di lui e di alcuni suoi lavori in un post su Renato Brunetta (QUI). Lo troviamo anche su MySpace (QUI). Uno certamente in gamba, che si è fatto da sé e con clienti che niente hanno a che fare con politica, cricche, intrallazzi. Una di questi, Eleonora Daniele, intanto, ha perso il posto in RAI, mi pare.

Il suo nome, di fratello, è venuto fuori come racconta Marco Lillo per Il Fatto Quotidiano nell'articolo che riporto di seguito.

Luca Mercalli replica



QUEL TAV A DUE VELOCITÀ
di Luca Mercalli


Nervosetti, vero? È bastato un minuto di considerazioni a Che tempo che fa contro la grande opera voluta da Dio, il Tav Torino-Lione, che i sacerdoti del Pd e del Pdl sono esplosi nella loro condanna inquisitoria.

Io sarei un istigatore dell’illegalità, parlo di un argomento del quale non è permesso parlare, userei i lauti guadagni che mi corrisponderebbe la televisione pubblica per fare propaganda No Tav. I feroci comunicati emessi da questi personaggi, che non vale la pena di nominare, sovrastano di svariati ordini di grandezza il mio minuto di “propaganda”. Ma io ho esordito che mi esprimevo come cittadino e giornalista.

giovedì 22 settembre 2011

MEDIASET crolla in borsa

Borsa Italiana (QUI): clicca per ingrandire

"Abile e fortunato" scrivevano quelli di Libero il 20 agosto. Oggi MEDIASET crolla in borsa, chiudendo a 2,18 euro, il minimo dell'anno. Riepilogando, cinque anni fa Berlusconi aveva collocato il 16,6% di Mediaset al 10,5 euro per azione scendendo verso la soglia del 30%, poi ha ricomprato (molto probabilmente da suoi elettori delusi) a 2,5 euro quello che stasera vale 2,18 euro.


Ormai, porta sfortuna pure a sé stesso. La superstizione è una delle ultime carte da giocare in questo Paese. Con Prodi si vincevano le coppe del mondo di calcio, i mondiali di formula 1 e non avvenivano terremoti, tsunami o crolli di torri gemelle. I conti pubblici si aggiustavano e la "patonza" girava anche tra gli squattrinati. Oggi ci si deprime e se si è giovani si rischia pure di passare per terroristi.

Coppie senza diritti


Walter Bonatti e Rossana Podestà (FOTO OLYCOM )
"Da quel momento io sono stata un fantasma: non esistevo più per nessuno. Non sono stata invitata alla veglia funebre al Vittoriano, né ai funerali di Stato, né ad altre commemorazioni di seguito. Non ho avuto diritto all'assistenza psicologica né a indennizzi dello Stato e nemmeno a donazioni dei privati". Così scriveva qualche anno fa Adele Parrillo, la compagna di Stefano Rolla, il regista morto nell'attentato di Nassirya il 12 novembre 2003. Non la moglie, la compagna.


Sei anni di convivenza con Stefano Rollo e un indomani iracheno di diritti negati. “Il 12 novembre 2003, giorno della tragedia – racconta Adele – Stefano mi telefonò alle 8 ora italiana prima che io andassi in ufficio e prima che lui uscisse dalla base militare di White Horse per sopralluoghi.
Per tutto il giorno ho tentato di chiamare Stefano a Nassirya senza esito. Nessuno durante la giornata ha comunicato con me. I vertici della Difesa e del ministero degli Esteri hanno comunicato la morte di Stefano ad uno dei produttori, Achille De Luca. Io l’ho saputo da lui”.

"Qui Radio Londra" affoga

Elaborazione Studio Frasi per Il Fatto Quotidiano
(Clicca per ingrandire)

Questi i dati AUDITEL registrati martedì 20 settembre. Quando arriva lui la gente scappa. Si danno alla fuga anche quando, nella stessa serata, lo ritrovano nel salotto di Vespa. C'è da aggiungere che lo stesso TG1 ha già scremato molto i propri affezionati, mantenendo solo i forti di stomaco ed i distratti. L'elefantino è mal sopportato anche a "destra", quindi. Peggio del "Minzo". E l'abbonato paga.



Aggiornamento


Su suggerimento di Simone, nei commenti, aggiungo i dati relativi al "dopo Ferrara":
- lunedì 19 settembre, "Miss Italia", 5 milioni (25,93%)
- martedì 20, "Il mistero dell’acqua", 3 milioni (11,36%) [TG1 23,11%, QRD  4,2 milioni 16,21%]
- mercoledì 21, "Il mistero dell’acqua", 2,6 milioni (10,27%) [TG1 21,74%, QRD 3,6 milioni 13,96%]
- giovedì 22, "I Soliti Ignoti", 5,1 milioni (19,05%) [TG1 22,90%, QRD 3,9 milioni 15,48%]


La "patonza" lunedì e Scamarcio i due giorni successivi.
Il bofonchiatore (cito sempre Simone) pare che non vada né a rimorchio né come traino.


Ne parlano a TV Talk: QUI.

Lampedusa brucia


L
e reazioni dei commentatori anonimi su internet? Soliti deliri di fascisti da asporto e di panzoni da tastiera con le facce da cùlo flaccido. "Rimandiamoli a casa". Dove? "In Africa!". Non si può. "Allora, bombardiamoli!". Già fatto.

Quegli immigrati a Lampedusa sono un'infinitesima percentuale rispetto a quanti sono arrivati in Italia grazie a Fini e Bossi, comodamente seduti in aereo o in autobus, da turisti o cittadini europei. E' costretta ad ammetterlo perfino certa "stampa".

Quegli uomini a Lampedusa sono stati trattati da bestie: costretti in quattro mura, in un'isola minuscola, per mesi. Servivano ad alimentare la propaganda di ministri eversivi ed incanalare la rabbia di cittadini disinformati.

Non mi aspettavo di meglio dai nipoti di chi pensò Fenestrelle, bombardò Barcellona, trucidò, torturò e rese schiavi gli Africani delle colonie. 
Gentucola al governo ed in cabina elettorale che offre a quegli uomini neri un motivo in più per rafforzarsi nelle loro convinzioni sull'uomo bianco.

Un altro lavoro che gli Italiani non vogliono più fare e che hanno dimenticato: la Rivoluzione.




mercoledì 21 settembre 2011

Lavoro in Italia: uomini e donne

(Clicca per ingrandire)

Fonte: Eurostat

Illustrazione: Alberto Ruggieri / Corbis (Il Corriere Della Sera)


Per approfondimenti:
Eurostatistics
Data for short-term economic analysis 09/2011 (PDF)


Europe in figures
Eurostat yearbook 2010 (PDF)

Eurostat regional yearbook 2010 (PDF)


Reconciliation between work, private
and family life in the European Union (PDF)

"La malavitola"

La malavitola
di Marco Travaglio

L’altra sera Giuliano Ferrara ha riattaccato i suoi comizietti serali su Rai1 con una lode sperticata al suo padrone: “eroe popolare”, “anomalia felice della Storia”, “uomo umile e sorridente”. Ma anche bello, elegante, slanciato. E fin qui nessuna novità: la voluttà con cui questo fenomeno da baraccone, scambiato per “molto intelligente” a destra e a sinistra, slinguazza chiunque comandi e gli passi uno stipendio è ormai leggenda. Semmai ci sarebbe da obiettare sul titolo “Radio Londra”, che evoca un che di scomodo, pericoloso, catacombale, come gli appelli dall'esilio del generale De Gaulle dopo l'occupazione nazista della Francia. Invece è la voce del regime che parla dal primo canale della Rai di regime sciogliendo inni al capo del regime. Ma neppure questa è una novità: sono trent'anni che noi cittadini stipendiamo questo giullare di tutte le corti: prima come consigliere comunale Pci, poi come europarlamentare Psi, poi come trombettiere garofaniero su Rai2, poi come ministro e portavoce del primo governo Banana, poi come direttore del Foglio clandestino coi sussidi della Presidenza del Consiglio, ora come primo trombone del Cavalier Patonza su Rai1.

martedì 20 settembre 2011

Italiani in Italia: Luca Mercalli


A proposito di TAV. "Abbiamo inviato una lettera al Presidente Napolitano nella quale chiediamo che, invece di occuparsi delle questioni di ordine pubblico, si riprendano in mano i numeri, cioè che sia una questione di metodo". (Luca Mercalli)


L'ha ribadito (video) domenica sera su RAI3, ospite di Fabio Fazio a "Che Tempo Che Fa".

Attentato !


"Anche per Fazio dovrebbe valere il principio che la propaganda aperta deve essere più contenuta, almeno quando si toccano temi delicati. Siamo contenti della permanenza in Rai di Fazio, ma ci chiediamo se la propaganda contro la Tav sia un modello di giornalismo da servizio pubblico". (Giorgio Merlo, deputato PD)
"Ora Fazio dovrebbe invitare gli agenti feriti o gli operai del cantiere minacciati. Non è possibile che Mercalli faccia l'avvocato dei No-Tav con i soldi dei contribuenti." (Stefano Esposito, deputato PD)
"Da Fazio c'è stato un uso militante della tv contro la Torino-Lione. Ora spieghi anche i motivi che hanno portato alla progettazione dell'opera". (Enrico Farinone, deputato PD)
"Il Pd scopre l'acqua calda. La puntata No-Tav dimostra solo la politicizzazione di alcuni conduttori che da tempo il Pdl denuncia". (Agostino Ghiglia, deputato PDL ed Enzo Ghigo, senatore PDL)

Mercalli non è uno sconosciuto, neppure al Senato dove intervenne in una audizione (QUI
) sui cambiamenti climatici, e non parla solo per sé stesso. Ora basta che "sgarri" un po', allontanandosi per un minuto d'orologio dal compitino che gli è stato chiesto, ed ecco che Governo ed Opposizione si ritrovano, come per incanto, uniti perfino nel lessico. Di un progetto "low cost" (QUI), ad esempio, è meglio che non si sappia troppo.

Il Piemonte è un feudo con le insegne del PD e non si tocca, ci mancherebbe! Di questo passo, qualcuno proporrà il contraddittorio anche per chi prevede "cielo bello" per l'indomani. La malapolitica quando si vede persa diventa sfacciata ed imprudente: attacca a testa bassa, arraffa quel che può, scende a patti col malaffare, e si fa mafia. Si avviano, così, le "grandi opere" nel vuoto, quelle che vedono il taglio del nastro per il primo chilometro ma che non vedono mai la fine, tra studi, lavori parziali, penali, modifiche che ingrassano gli amici.

A chi propone di ragionare sui numeri, anche in TV, si replica con opinioni fumogene e lacrimogene. E ricomincia il programma di Vespa, così tanto rassicurante e poco impegnativo.

Uscita diplomatica



MILANO - Improvviso malore per il Premier Silvio Berlusconi dopo un'intensa giornata trascorsa ad Arcore, con i suoi collaboratori, nello studio di nuovi provvedimenti per la crescita economica del Paese. Il dottor Alberto Zangrillo, suo medico personale, a tarda notte, spiega alla stampa che si è trattato di un duro colpo per un cuore già sottoposto in passato ad interventi chirurgici ed ora indebolito da continui dispiaceri.


ANTIGUA - L'ex Premier Silvio Berlusconi è arrivato in serata nella sua villa caraibica, accompagnato dal suo medico personale Alberto Zangrillo e da una dozzina di infermiere vestite da infermiere. "Riposo assoluto e digiuno completo dalla Politica", è quello che il dottore gli ha ordinato per i prossimi mesi.

La saponetta


Rivoglio il Cavaliere che mi fece sognare 
 Dove sei, Cavaliere che quando scendesti in campo riaccendesti in me la speranza di rivedere finalmente un'Italia liberata da una dilagante corruzione e proiettata come astro splendente nella nuova Europa? Dove sei, Cavaliere che mi entusiasmavi quando promettevi nei tuoi discorsi che avresti ridato smalto alla nostra patria sbiadita e offesa dai comportamenti disonesti di una stragrande maggioranza di politicanti incapaci e ladri? Dove sei, Cavaliere che mi commuovesti quando, entrando con la tua Veronica nel teatro San Carlo di Napoli, ti emozionasti ascoltando le note di “I’ te vurria vasà”, la nostra più bella canzone d’amore che i maestri d’orchestra eseguivano in vostro onore? Dove sei, Cavaliere che mi facevi felice quando magnificavi l’amore per la famiglia? Dove sei, Cavaliere che riempisti il cuore di gioia di questo vecchio napoletano che ti scrive quando promettesti alla mia città di ridare a Napoli - ferita a morte dalla monnezza e dal turpe comportamento di “ominicchi” senza scrupoli e senza Dio - l’antico splendore di «città capitale di arte, cultura e bellezza»? Raffaele Pisani Catania
(Lettera pubblicata da Libero, 20 settembre 2011)

Non c'è niente da fare. A molti piace sognare, e non c'è niente di male. Tre lustri persi dietro al protagonista di una "soap opera", però, mi sembran troppi. Le pagine patinate di allora si sono rivelate per quello che erano in realtà: la grande illusione di un impresario di varietà. Ma c'è ancora chi preferisce tenere gli occhi ben chiusi, in attesa del colpo di scena e della riapparizione del proprio beniamino, o del prossimo imbroglione.


S&P taglia il rating del debito italiano
Berlusconi: "Colpa dei media, realtà è diversa. Decisione viziata da considerazioni politiche".

Ah, sì? E che tipo di considerazioni avrebbero dovuto, invece, fare per un Paese tenuto in ostaggio da una Politica incapace ed un Primo Ministro con la "patonza" suo chiodo fisso?

lunedì 19 settembre 2011

secessione (minuscolo)

( Venezia, 18 settembre 2011)

Quelli che credono ancora alle pernacchie di Bossi sono sempre meno. L'ultima truffa è rappresentata proprio dal tappeto bucato della secessione per via referendaria: la Costituzione, infatti, non lo prevede.



Questo signore con il foglio A3 - manna per un grafologo - dev'essere uno degli ultimi esemplari rimasti di quei valligiani a cui hanno messo in testa l'elmo con le corna e strane idee sulla produttività: mai sprecare una scorreggia di notte da soli, meglio conservarla in un sacchetto per l'indomani.

De Magistris e San Gennaro

(La Repubblica online)

Continuano le "Pubbliche Relazioni" per il Sindaco De Magistris. Fino all'ultimo non si sapeva se ci sarebbe stato ma poi è apparso, con Cavani (che non è cattolico, come scrive il giornalone, ma pentecostale).

"Qualcuno ha pensato di cancellare la festa di San Gennaro pensando che un Governo in scadenza possa cambiare anche le festività religiose. Invece Napoli è tutta qui, al di là del credo politico e delle convinzioni religiose", ha detto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris al suo arrivo al Duomo per partecipare alla funzione religiosa. Il sindaco, alla prima partecipazione in questo ruolo alle celebrazioni per San Gennaro, si è detto "emozionato". "Il giorno di San Gennaro - ha detto - è un giorno che fa parte della storia di questa città, è una tradizione popolare, identitaria e religiosa che unisce". Napoli ha sottolineato De Magistris "è una città in cui c'è una comunità cattolica, ma anche laica, ebraica, musulmana". Secondo il sindaco, il miracolo di San Gennaro "fa bene alla città, ma - ha aggiunto - Napoli non ha bisogno della religione e dei miracoli per andare avanti, ma del lavoro duro delle persone".
Ha fatto bene, non poteva davvero evitare. E con queste dichiarazioni ha fatto fessi e contenti tutti. Un passo alla volta, aspettando Natale.

"San Genna', non ti crucciare. Tu lo sai, ti voglio bene, ma 'na finta 'e Maradona squaglia 'o sang' rint' 'e vene". (QUI)

Cicciolina va in pensione


«Pensi che me l'ero persino dimenticato. Ma non mi vergogno, non ho derubato nessuno, quei soldi me li sono meritati». «Mi mancavano due mesi di contributi, ai tempi pagai quasi 2 milioni di lire e adesso questo beneficio mi spetta. So che risulta impopolare, ma allora gli italiani dovrebbero cambiare la legge, mica l'ho fatta io. Sarei disposta a versare tutto in beneficenza, ma solo se lo faranno anche gli altri». «Ho lavorato duro, il mio non è stato il bunga bunga di un giorno, ma un ragionamento, una campagna elettorale intelligente. E faticosa. Giravamo per le piazze io, Moana e Ramba, ho perso molti chili per la fatica. E alla fine ho preso 20 mila preferenze, seconda solo a Pannella. Gli italiani mi hanno voluta». «Partivo ogni mattina dalla Cassia con la mia Peugeot 205, mica avevo l'autista, un'ora e mezzo di traffico, spesso rientravo a mezzanotte». Quanto all'invidiato stipendio «il 60 per cento lo davo al partito, mi restavano circa 3 milioni di lire. La metà li passavo ad un avvocato che scriveva per me le proposte di legge. Ne ho fatte una ventina». Resta la traccia sul sito della Camera: affettività dei detenuti, parchi dell'amore, insegnamento del sesso nelle scuole, tasse ecologiche sulle auto, no alle pellicce. «Quando feci un discorso contro la violenza sulle donne mi applaudì pure Nilde Iotti». (Fonte)

Niente da dire. Meglio lei che tanti altri. Fosse per me, però, visto che non si possono fare Leggi retroattive, proporrei una "class action" contro quei parlamentari chiaramente improduttivi o, peggio, dannosi per il Paese. La pensione spesa in risarcimenti, insomma.

domenica 18 settembre 2011

Perversioni mortali



Lo psicanalista Recalcati

"Nessun erotismo né passione, solo perversione"
di Wanda Marra (Il Fatto Quotidiano)

“Nessun erotismo, nessuna arte della seduzione, nessuna passione. Nel sesso quest’uomo cerca piuttosto la prova della sua esistenza”. Dunque, “il vero luogo del bunga bunga non è il letto, ma il sacrario, il mausoleo cimiteriale dove si prepara illusoriamente un posto nell’eternità”. Massimo Recalcati, psicanalista lacaniano così legge la figura (e la patologia) di Berlusconi, anche alla luce delle ultime vicende emerse dalle intercettazioni.

sabato 17 settembre 2011

Monoscopio RAI

"Seconda settimana di «grandi» ascolti per il programma di Raidue in seconda serata, «L’ultima parola», che dopo il 14.33% della settimana scorsa sulla Fiat, con la puntata di venerdì, sul «caso Ruby», ha totalizzato il 13.99% (quasi 9% per l’anteprima) [...]. In una nota Gianluigi Paragone, conduttore del programma e vicedirettore di Raidue ha commentato: «È una grande soddisfazione, significa che il programma sta crescendo e si sta affermando tra i talk di politica. Ringrazio il direttore Liofredi perchè stiamo garantendo diverse opinioni giornalistiche»." (23 gennaio 2011, QUI)


Il 16 settembre 2011, in prima serata su RAI2, lo stesso programma fa 1,6 milioni di telespettarori (6,98%). Più o meno come Formigli su La7 il giorno prima.


Con una prostituta che esalta, citando Sgarbi, il "valore della bellezza" come merce di scambio e mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Senza che le venga chiesto se sarebbe disposta a farsi operare il cervello da un medico più bello che intelligente. Con "Daw", quello del blog sfegatato berlusconiano, che si ricorda ora di doversi indignare, mai con Silvio suo però.


Passare da 14 a 7, in prima serata invece che in seconda, non lascia molto spazio all'immaginazione. Il monoscopio avrebbe attirato più gente, anche tra quelli che "il giorno dopo devono lavorare, mica possono perder tempo con Santoro".


Gli umori tra la "gente padana" offrono gli stessi dati: hanno capito di esser stati truffati. Gli abbonati RAI, intanto, pagano. Un servizietto privato tassatogli come pubblico.

Donne: oltre le gambe c'è di più

"Povera Luisella, bionda giornalista, bella anchorman". Questo il succo che Laura Rio riesce a tirar fuori da una sua collega per dar corpo alla marchetta pubblicitaria a favore del proprio vice direttore, in prima pagina, con la foto della bellona. Dopo una trentina di righe arriva anche un "brava, preparata e iper-scrupolosa giornalista torinese" ma sembra meno sincero. Conclude, infatti, dandole della "comunista" e "santoriana".


Una che scrive come parla, la Rio: inizia le frasi con "Ma, scusate, perché".
Una che parla come le dicono di pensare, la Rio: finge di credere che le scelte imposte dalla politica in RAI non siano la stessa cosa delle "libere decisioni" nella televisione TELECOM.


Porro e Telese, infine: la mediocre e pavida bruttezza.


Aggiornamenti


QUI la versione di Telese.
Laura Rio fa un bell’esercizio di scrittura a schiena dritta, come direbbero su questo blog, senza nessuna reverenza per il suo vicedirettore.
QUI, invece, la replica della Costamagna .


QUI il resoconto di Telese sulla prima puntata, con altre critiche dei commentatori.


Il cerchio si chiude con le grandi inchieste de Il Giornale sulle procure anti CAV: QUI

venerdì 16 settembre 2011

Cavoli a merenda

A Fini un suo omologo, in una riunione parigina, pare che abbia detto "il problema dell'Italia non è il menu ma il cuoco".


A lui deve esser sembrata una gran cosa questa citazione anonima. La Gruber, della quale era ospite televisivo, ovviamente, non gli ha chiesto di fare un nome né, tantomeno, cose pensasse di un Paese paragonato ad un ristorante. 
Questo, infatti, è l'Italia da 150 anni, da quando è stata unita per via chirurgica. L'ultimo dei Borbone parlava l'Italiano e la Lingua napoletana, Cavour ed i Savoia avevano menti e lingue francesi. Un Paese federale abortito allora con l'inganno e vagheggiato oggi da una manica di lestofanti.

"Alfano: ha tutti i pregi"

(Clicca per ingrandire)
Spiragli di luce nel Pdl
Che gran scelta Alfano: ha tutti i pregi del leader
di ANTONIO SOCCI
Non si può certo dire che Berlusconi - nella selezione della classe politica - le abbia azzeccate tutte. Fra coloro che ha investito e “inventato” alcuni (e alcune) dovrebbero tornare in campagna: non quella elettorale, ma a zappare la terra.
Invece bisogna riconoscere che nella scelta più importante ha dato il meglio, con un’intuizione che ha sorpreso tanti e che probabilmente prospetta un futuro di governo al centrodestra e un futuro migliore all’Italia. Parlo di Angelino Alfano.Che martedì sera si è letteralmente “mangiato”un vecchio e astuto dinosauro della politica come Pier Luigi Bersani. [...] Lui potrebbe essere il Kennedy del centrodestra italiano. Quello che ci salva dal ritorno agli incubi politici e giudiziari del passato.
Se non si sciupa e se non lo giubilano, potrebbe rappresentare la stagione nuova, un salto generazionale e qualitativo che manda in soffitta una casta politicante (soprattutto di sinistra, ma non solo) vecchia e insopportabile.

L'articolo completo è disponibile QUI

giovedì 15 settembre 2011

Su Oriana Fallaci qualcuno mente

A giugno del 2006 squillò il cellulare. Era lei. Mi pose un proble­ma. «Rientro in Italia perché voglio morire a Firenze. Prima però faccio un salto, anzi, mi trascino a Milano. E lì non so dove appoggiarmi. Non ho casa e in albergo non scendo. Mostrar­mi in pubblico conciata in questo mo­do non mi garba. Dimmi te, che si fa? Aiutami». Percepii la sincerità e la di­sperazione. E non esitai a proporle il mio appartamento milanese. Accet­tò. Mi recai a riceverla e la accompa­gnai a destinazione. [...] Si trattenne una settimana circa. Sbrigò le sue faccende e partì per Fi­renze con un’auto di piazza; litigò- mi disse poi - con l’autista per via del­l’aria condizionata troppo alta. Mi te­lefonò ancora. Morì. (Vittorio Feltri, QUI)


A quanto risulta all’AdnKronos sarebbe stato proprio Silvio a facilitarle il percorso, mettendole a disposizione un aereo privato dall’America alla Toscana. «Voglio morire nella torre dei Mannelli guardando l’Arno dal Ponte Vecchio», avrebbe detto Oriana, di micidiale precisione anche nell’addio. (Francesco Borgonovo, QUI)


C'e' un particolare ancora poco conosciuto delle ultime settimane di vita di Oriana Fallaci, la scrittrice fiorentina di cui ricorre domani il quinto anniversario della morte. Secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti confidenziali, la scrittrice rientro' da New York a Firenze, la sua citta' natale, su un aereo privato di Silvio Berlusconi, all'epoca leader dell'opposizione. A fine agosto 2006, infatti, sentendo la morte vicina, la Fallaci decise che sarebbe voluta tornare a morire a Firenze. E torno' su un aereo privato del Cavaliere. (Adnkronos, QUI)

24mila 458,90 euro




Oggi quelli di Libero hanno dedicato il disegnino in prima pagina e l'intera pagina 9 a "Quanto è bravo Silvio, com'è buono Silvio. Ma gli tirano le pietre". Da fonti confidenziali, sembrerebbe che l'ultimo volo in Italia alla Fallaci sia stato offerto "con gesto da signore" da Berlusconi, non importa la scarsa considerazione che la scrittrice fiorentina avesse per l'uomo, lo statista ed il barzellettiere. E non importa il fatto che la Mondadori avesse un ricco contratto con la signora Fallaci.


Poi arrivano le opere di carità: "8 milioni 724mila 26 euro e 6 centesimi". Di questi, "ben 24mila 458,90 euro" donati alla scuola di San Giuliano di Puglia nella quale morirono nel 2002 27 bambini ed una insegnante. Cinque milioni e 100mila euro per "don" Pierino Gelmini e "mentre si parla dei tagli all’università, lui zitto zitto sgancia 38mila 911 euro al Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroambientali dell’Università di Bologna".
Qualcuno dirà che, in fondo, Silvio ha così tanti soldi che si tratta di spiccioli per lui. Chiunque, con quel portafoglio si darebbe alla beneficenza. Chiunque si trasformerebbe in perfetto filantropo, amico dei più deboli e degli sfortunati. Chiunque. Siete proprio sicuri?
Così si interroga il "giornalista" concludendo il suo pezzo.


Verrebbe subito da interrogarsi sul perché non si tratti di cifre tonde ma ci passo sopra. Il primo confronto che mi è venuto in mente è stato quello con le frequenze TV regalate(si) da Silvio in veste di Presidente Del Consiglio: due, forse tre, miliardi. Poi ci sono i debiti che il brianzolo aveva prima della sua "discesa in campo" trasformatisi magicamente in una ricchezza da diverse decine di miliardi, attraverso raccolte pubblicitarie sbilanciate a suo favore, l'affossamento dei concorrenti, intrallazzi vari, leggi create a suo uso e consumo. Il tutto accompagnato da distruzioni sistematiche della "cosa pubblica". Ma al "giornalista" non importa: anche Attila sul suo passaggio deve aver lasciato qualche vaso di begonie *, gesto da gran signore.

Con Ruby, le altre e gli altri, comunque, il miliardario sembra esser stato molto più generoso, zitto zitto, con cifre tonde non dichiarate al fisco.





* Sì, provengono dal Brasile. Appunto.