mercoledì 29 febbraio 2012

"Il Welfare da salvare"


di Barbara Spinelli
PARLANDO dell’austerità che si impone a Atene, e delle riforme strutturali necessarie al ritorno della crescita, il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi è ricorso a un’immagine forte. In un’intervista al Wall Street Journal, il 23 febbraio, ha detto che quel che si profila in Grecia è un Nuovo Mondo. L’immagine è forte, e singolare, perché di Nuovi Mondi nessuno osa più molto parlare: tanti ne sono stati promessi, e le cose non sono andate bene.
Generalmente quando si annunciano Nuovi Mondi se ne seppelliscono di vecchi, o perché falliti o perché malgovernati. Goethe, ad esempio, era convinto che la Rivoluzione francese non avrebbe spazzato via i monarchi come «vecchie scope», se questi fossero stati veri monarchi.
Lo stesso si può dire oggi dell’Europa, che versa in condizioni ancora peggiori di quei re: la corona non l’ha persa; non l’ha mai pienamente avuta. Non esiste un impero europeo che governi il caos.

Brunetta, nuovo flop



Renato Brunetta ha dovuto elemosinare una comparsata da Vespa ma ancora il suo libro di cucina non ha venduto più di 5000 copie. Forse ci riproverà con il "design", altra sua grande passione. Chissà.

"Cretinetti"

"Regala un traliccio ad un comunista". Così un'immagine apparsa sulla pagina Facebook dell'ex Ministro dell'interno Roberto Maroni irride Luca Abbà. Sallusti, sempre più disgustoso, scrive di "cretinetti": fecero lo stesso con Enzo Baldoni. Belpietro, infine, oggi titola "FECCIAROSSA".

Tav. Val di Susa. Una battaglia rivoluzionaria per la democrazia

Una battaglia rivoluzionaria, non perché usi la violenza, ma perché, le ragioni dei No-Tav, se fossero accolte, implicherebbero una ‘rivoluzione’ nel sistema partitico-imprenditoriale-tangentizio italiano. Tutto ciò è esaurientemente spiegato ne Il libro nero dell'alta velocità di Ivan Cicconi. Il libro, documentato oltre possibile dubbio, spiega non solo le vicende, ma le ragioni strutturali di un affare, l'Alta Velocità, che è, dopo tangentopoli, il nuovo banco di finanziamento dei partiti, della casta e, Fiat in testa, dei capitalisti nostrani. E' un sistema che sfugge a ogni controllo tecnico, contabile e di legittimità e si autoalimenta sestuplicando (come di fatto è accaduto) il costo delle opere. 

La chiave dell'architettura è il Project financing combinato alla Legge Obiettivo. Lo stato avrebbe dovuto finanziare attraverso Tav (dal 2010 sciolta in Rete ferroviaria italiana) un quaranta per cento del costo dell'opera, il sessanta i privati; i quali, però, di tasca propria hanno messo gli spiccioli, il resto se lo sono fatto prestare dalle banche, meglio se da loro partecipate. Ma non basta, perché per legge (obiettivo) il General Contractor dell'opera, soggetto privato scelto da Tav, affida direttamente progettazione e realizzazione delle opere a imprese collegate e rappresentative di tutto il capitalismo immobiliare e cementizio italiano: da Caltagirone a Lodigiani, da Todini a Ligresti passando per la Lega delle cooperative, oltre, capofila, Impregilo della Fiat; il tutto senza gare d'appalto e via 'per li rami', cioè per sub-appalti e sub-sub-appalti, fino ad arrivare alle imprese della mafia e della camorra. 

martedì 28 febbraio 2012

"La vera malattia che piega l'Europa"

di Paul Krugman

LA SITUAZIONE in Portogallo è terribile, ora che la disoccupazione vola addirittura oltre il 13 per cento. Ma va anche peggio in Grecia, Irlanda e probabilmente Spagna. Nel suo complesso tutta l’Europa pare scivolare nuovamente nella recessione.
Perché l’Europa è diventata il malato dell’economia mondiale?
La risposta è nota a tutti.
Purtroppo, però, buona parte di ciò che si sa non è attendibile, e le false voci sui guai europei stanno snaturando il nostro dibattito economico. È assai probabile che chi legge un articolo d’opinione riguardante l’Europa – oppure, troppo spesso, una presunta cronaca giornalistica degli avvenimenti – possa imbattersi in una di due possibili interpretazioni, alle quali penso in termini di variante repubblicana e variante tedesca. In verità, nessuna delle due rispecchia la realtà.

"Addio al Sud"

«Pescatori in riposo» (1950), olio su tela di Renato Guttuso

«Prendete tutta questa pornografia dell’incubo d’amore / simboleggiata / dallo scarto incolmabile tra il viso di Sarah Scazzi / e il piercing, ripeto: il piercing, della / cugina culona Sabrina Misseri di anni venti e due / che forse a Taranto e nemmeno a Lecce / sarà mai andata ma a Uomini e donne ha conosciuto il piercing / che al padre dovrà essere parso roba da bestie / all’aratro e non da esseri umani oggi le borgate di Pasolini / sono i paesi / del Sud in entroterra come Avetrana, tuguri dischiusi al mondo / solo grazie all’antenna parabolica».
Angelo Mellone, Addio Al Sud (Irradiazioni, pp. 80, € 8, prefazione di Andrea Di Consoli).

Mediobanca connection

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Fonte: Consob (2011)
Grafica: l'Espresso

Equilibri destinati a cambiare.

lunedì 27 febbraio 2012

"Gli innocenti si assolvono, i colpevoli si prescrivono"

Ieri Libero ed Il Giornale sono usciti con due prime pagine gemelle, esultanti per un 25 a 0 di Silvio Berlusconi sui Pubblici Ministeri.
Ci sarebbe da parlare delle innumerevoli aggiustatine alle Leggi fatte in Parlamento dai suoi avvocati, a processo in corso. Mi limito a riportare questo commento - non è relativo alle vicende recenti - del magistrato Nicola Gratteri.


Aggiornamento

Scemi di guerra
di Marco Travaglio
Una persona normale, dopo la sentenza Mills a proposito dell’ex premier, capo della maggioranza parlamentare, addirittura candidato al Quirinale, vorrebbe sapere cos’hanno accertato i giudici, visto che i processi a questo servono prim’ancora che a condannare o ad assolvere: ad accertare i fatti. Che, come ha stabilito la Cassazione, sono questi: Mills fu corrotto con soldi Fininvest per conto di B. Sabato l’ha confermato il Tribunale: se avesse ritenuto B. innocente, avrebbe dovuto assolverlo, non prescriverlo. Il fatto poi che non abbia potuto punire l’imputato perché lui stesso ha cambiato tre leggi (due per allungare il processo, una per accorciare la prescrizione), non sposta di un millimetro i fatti accertati da sedici magistrati in due distinti processi. Ciò che conta è che B. è un corruttore, con cui nessuna persona perbene dovrebbe parlare, né tantomeno sostenere insieme un governo o riformare alcunché: neanche il codice stradale, figurarsi la legge elettorale o la Costituzione.

domenica 26 febbraio 2012

"Marco Simeon, il nuovo potere tra RAI e Vaticano"

Illustrazione di Emanuele Fucecchi


L’allievo di Bertone e Bisignani, citato
nelle grandi inchieste, si confessa al Fatto
di Carlo Tecce

Il segreto è un potere: “In Vaticano insegnano: chi sa non dice, chi dice non sa. E io non dico mai troppo”. Il 33enne Marco Simeon è un equilibrista fra fede e denaro, banche e chiese, chiaro e scuro: ossequioso direttore di Rai Vaticano e responsabile relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, discepolo di maestri diversi e controversi fra il cardinale Tarcisio Bertone e il faccendiere Luigi Bisignani, fra il cardinale Mauro Piacenza e il banchiere Cesare Geronzi. Non appare mai. Non parla mai. Non commenta mai: “Questa è la mia prima intervista”. Dove c’è scandalo, c’è il nome di Simeon.
Inchiesta appalti e cricche che frantuma la Protezione Civile di Guido Bertolaso: viene beccato al telefono con Fabio De Santis, l’ex provveditore alle Opere pubbliche in Toscana. Veleni e tensioni in Vaticano, monsignor Carlo Maria Viganò denuncia al cardinale Bertone malaffare e corruzione e accusa Simeon di calunnia. Ultimi documenti che circolano dietro le mura leonine: è lui il referente per la P4 di Bisignani dentro la Santa Sede.
Chi è Simeon?
Un ragazzo di Sanremo, figlio di un benzinaio.

sabato 25 febbraio 2012

Linsanity


Negli Stati Uniti la notte del 4 febbraio è esploso il fenomeno Jeremy Lin, giocatore di basket dei New York Nicks, il primo di origini cinesi nato negli USA. In tre settimane il suo nome è arrivato sulla bocca di tutti, fino alla copertina del TIME. Risollevando le sorti sportive della sua squadra, ha attirato nuovi telespettatori, appassionati, commentatori. Tutto questo non poteva accadere in un momento migliore, visto l'interesse - e gli interessi - nel prossimo futuro degli Americani per il mondo asiatico (ne ho già scritto QUI e QUI).
Un marchio commerciale vero e proprio che sarà opportunamente sfruttato, anche dallo stesso Lin. Non mancano gli spunti razzisti, neanche lì, ma con esiti molto diversi rispetto a quanto avviene in Italia. Perfino in Cina in molti fanno dei distinguo per il fatto che il padre provenga da Taiwan.
Riporto due diversi articoli che, a distanza di undici giorni, dovrebbero rendere l'idea di quel che succede oltre oceano.

venerdì 24 febbraio 2012

"Il vero contagio è quello politico"



Il default greco è solo rimandato. Ma l’effetto domino è sui partiti: ad Atene sono favorite la destra, colpevole del dissesto, e l’estrema sinistra. Chi si comporta in modo responsabile, come il Pasok, perde le elezioni
di Luigi Zingales
Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa - scrive Shakespeare - anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo. Ma i paesi dell’area euro non sembrano essere d’accordo. Per loro un default della Grecia ha conseguenze molto diverse se si chiama “ristrutturazione volontaria”.
Con default si intende il mancato pagamento di un debito. Già due anni fa, dopo la rivelazione che i suoi conti pubblici erano truccati, la Grecia era in procinto di fare default. Per ben due anni, però, i Paesi dell’area euro hanno cercato di nascondere la realtà. Non per ignoranza, ma per paura delle conseguenze. Il primo timore è che le banche greche, che prendono a prestito dalla Banca centrale europea (Bce) depositando come garanzia i titoli di Stato greci, vengano tagliate fuori dall’accesso alla Bce nel momento in cui questi titoli sono considerati ufficialmente in default. Nel qual caso le banche greche, prive di liquidità, non sarebbero in grado di operare senza aiuti da parte dell’Unione europea. Lasciarle fallire peggiorerebbe ulteriormente la situazione economica della Grecia, costringendola a un’uscita dall’euro.

Il parruccone incontinente / 2

Zichichi non ci riesce proprio a star zitto. Dopo i fatti di settembre mi aspettavo che oggi tacesse, invece no. Ecco come la racconta, sottolineando più volte ("chi scrive") suoi meriti incomprensibili.

L'indice della libertà economica


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giovedì 23 febbraio 2012

"Non per razzismo"

«Eintritt für Italiener verboten!».Quel famosissimo cartello appiccicato all’entrata d’un ristorante di Saarbrücken, tradotto e rafforzato nella nostra lingua («Proibito “rigorosamente” l’ingresso agli italiani!») perché tutti capissero, è una ferita che sanguina ancora tra i nostri emigrati in Germania. Non sappiamo chi fosse il razzista padrone di quella trattoria. Forse, chissà, era un immigrato danese, russo o polacco arrivato qualche anno prima. Nessuno stupore. Così come non può stupire che il cartello piazzato in una vetrina di Vicenza con scritto «Vietato entrare ai zingari» sia stato messo lì da Fatima Mechal, un’immigrata marocchina. È andata quasi sempre così, nella storia delle emigrazioni: quelli che stavano all’ultimo gradino della scala sociale, appena riescono a salire sul penultimo si voltano e sputano su chi ha preso il loro posto. [...] (Gian Antonio Stella)

Un cartello con la scritta "vietato l'ingresso ai ladri" che si riferisse a tutti sarebbe stato meglio? Certamente nessuno c'avrebbe fatto caso.


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Finché avremo giornalisti (?) come Garzillo (Libero, 23 febbraio 2012) che si esibiscono in articoli come questo, dal tono sfacciatamente razzista, anche l'ultimo arrivato non vedrà l'ora di poter passare dalla parte di chi ha il potere di escludere.

mercoledì 22 febbraio 2012

Il corvo del Vaticano: «Come me altri venti»

La gola profonda che ha svelato gli scandali della Chiesa: «Parlo per rabbia, c’è troppa omertà... pronto a pagare le conseguenze»
di Gianluigi Nuzzi

Ho incontrato chi ha diffuso alcuni documenti del Vaticano. Oltretevere lo chiamano il «corvo», la talpa. Da vent’anni la sua attività lo porta fuori e dentro i Sacri Palazzi. Qualcuno lo ricollega a giochi di potere, a scontri tra cordate. L’impressione è che voglia far conoscere fatti taciuti, alzando un velo sulle ipocrisie, grandi e piccole, che proteggono quasi ogni potere. L’intervista integrale andrà in onda stasera agli Intoccabili, dalle 21.10 su La7 con Corrado Augias che commenterà le parole.
Ma c’è un primo dato, un numero che impressiona. Il corvo non è da solo. Le «manine» sono tante. Quante? L’uomo ne indica in tutto venti. Venti persone, non si sa se collegate e in che termini tra loro, persone che lavorano nei vari enti, e che avrebbero passato di recente indiscrezioni, carte ai media.
Ecco una breve anticipazione:
Lei è cattolico?
«Sì, assolutamente e leggo il Vangelo».
Qual è la frase più bella del Vangelo che ricorda?
«Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Da questo riconosceranno che siete miei discepoli e non da altro».
Però fa anche altro. Quante persone di sua conoscenza stanno contribuendo a rendere pubblici documenti del Vaticano?
«Diciamo così approssimativamente, calcolando i vari organismi, potrebbero essere una ventina».

martedì 21 febbraio 2012

Renato Dulbecco, 1914 - 2012



Renato Dulbecco, nato a Catanzaro, è morto ieri a La Jolla (California). Domani avrebbe compiuto 98 anni. Nobel per la medicina nel 1975.


Dulbecco, lo scienziato-pioniere che intuì come scoprire i tumori
Gli studi sulle colture in vitro, la scommessa del Progetto Genoma
di Edoardo Boncinelli
Renato Dulbecco è l’uomo che quasi da solo ha traghettato la biologia moderna dallo studio dei batteri a quello delle cellule animali e quindi, fra le altre cose, dei meccanismi dell’insorgere dei tumori. Per tutta la prima parte del Novecento è stato molto difficile studiare seriamente qualsiasi organismo diverso da quelli più minuscoli, i batteri appunto e i loro virus, chiamati fagi. Questi studi hanno prodotto una grande massa di conoscenze che hanno contribuito a far nascere quella che è stata poi chiamata la biologia molecolare. È chiaro però che non si sarebbe potuto studiare il funzionamento più intimo del nostro corpo e molte delle patologie a esso connesse conducendo studi sui batteri. Occorreva un salto di qualità.
E questo è quello che è successo negli anni Cinquanta e Sessanta, per opera di Dulbecco e di altri pionieri del campo della coltura in vitro delle cellule animali.

lunedì 20 febbraio 2012

Bolle & Balle Blu

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Seguo con curiosità la parabola dell'ex ministro e mancato sindaco di Venezia, la sua città, Renato Brunetta. Anche oggi, dal solito giornale, dopo aver contato le parole che differenzierebbero il Governo Monti da quello Berlusconi, sproloquia del più e del meno, di bolle mediatiche a favore dell'uno ed a sfavore dell'altro, quello che possiede i media. Se la prende ancora con Tremonti, che gli diede del cretino in pubblico, parlando di "un conflitto insanabile tra il presidente del Consiglio sviluppista e riformatore, e il suo ministro dell’Economia conservatore e banalmente rigorista". Tenerissimo. Verrebbe da chiedergli chi impediva a Berlusconi di liberarsi di Tremonti sostituendolo, magari, proprio con il Nobel mancato Brunetta.
Questi provano a rigirare la frittata, tirare la coperta, annebbiare le idee. Ma di chi? Feltri conferma che il PDL si avvia alle prossime elezioni amministrative con liste civiche senza simboli e, soprattutto, senza la faccia di Berlusconi. A me sembra un partito allo sbando, destinato all'estinzione. Resta la capacità economica del proprietario: basterà per infinocchiare ancora qualcuno con un nuovo bombardamento mediatico? Quei voti strappati ai telerincitrulliti in passato hanno fatto la differenza tra vittoria e sconfitta, oggi si aggiungerebbero ad un piatto molto più povero e leggero. E non vedo alleanze possibili all'orizzonte.

domenica 19 febbraio 2012

Diaco, finalmente qualcosa di interessante


Pierluigi Diaco, da sempre - troppo, ormai - spacciato come una giovane promessa del giornalismo, tra radio e televisione. Banalità mista ad insipienza ed accondiscendenza verso chi lo ospita, lo dirige oppure lo governa. Un Vespa in miniatura, venuto molto peggio. L'ho appena intravisto su RAI 1 mentre commentava una canzone di Eugenio Finardi: "mi auguro che le radio la trasmettino". Notevole.

"Monti? L'ho raccomandato io"


In prima pagina sul giornale controllato direttamente dalla sua famiglia.
La sparano grossa per far ridere oppure è solo l'ultimo tentativo per risalire la china dei sondaggi sfavorevoli?
Pare che il PDL alle prossime amministrative stia pensando di presentarsi solo in liste civiche proprio per evitare figuracce.

Che avranno in mente? Quanti sono ancora i gonzi in circolazione?

Solitudini, Paure, Golem


«Solitudine» (1933), un dipinto di Marc Chagall (1887 -1985)

L'opera, realizzata nel periodo di ascesa del nazismo, esprime la preoccupazione per quel che verrà. Esistono vari modi in cui gli uomini possono reagire a grandi paure, e tra questi: la fuga, la negazione, la creazione, l'attacco. Istinto o ragione. Da qualche anno, prima in America e poi in Europa, è riapparso un fenomeno che caratterizzò proprio la Germania del primo novecento: il passaggio di molti elettori da sinistra a destra. Oggi come allora è diffuso un sentimento di impotenza al quale ha fatto seguito il risentimento sociale, una passione potente, la morale dello schiavo, secondo Nietzsche (Genealogia della morale. Uno scritto polemico, 1887): chi non ha speranze urla il proprio "no", in un'azione creatrice, contro l'altro, il diverso, l'esterno, l'ignoto. L'esclusione piuttosto che l'inclusione. Si creano, così, le condizioni nelle quali le destre populiste attirano a sé le masse.
La cultura Yiddish ha proposto un'altra reazione alla Paura: la creazione di un mito, il Golem. Riporto la parte finale di un'intervista di Fabio Gambaro a Marek Halter, autore de Il cabalista di Praga. La Repubblica, 17 febbraio 2012.

Telekom Serbia, chi muoveva Igor Marini?





Telekom Serbia, la grana infinita
Perché nessuno indaga su chi muoveva Igor Marini
di Giorgio Meletti

Igor Marini è dipinto dai giudici, che gli hanno dato dieci anni di galera, come un bugiardo patologico e compulsivo. Dopo anni di indagini, l’unico talento professionale che gli viene riconosciuto è la lettura della mano. L’onorevole Clemente Mastella ha autorevolmente testimoniato di averlo visto predire una prossima gravidanza a una donna convinta di essere sterile. Cosa puntualmente accaduta, e sembra l’unica cosa vera che il sedicente conte sia riuscito a dire in anni di traversie giudiziarie.
Stiamo parlando del caso Telekom Serbia. Marini è l’uomo che si inventò l’accusa a uomini politici del calibro di Romano Prodi, Lamberto Dini e Piero
Fassino di aver incassato ricche tangenti sull’acquisto da parte di Telecom Italia del 30 per cento di Telekom Serbia.

sabato 18 febbraio 2012

"10 a Mario (Draghi)"



Il premier Monti ha fatto bene e merita 6 e mezzo. Ma a salvare la patria è stato il presidente della Bce
di Luigi Zingales

Ci stiamo avvicinando ai fatidici cento giorni del governo Monti. Da quando il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, nei suoi primi cento giorni, fu in grado di far approvare 15 leggi e risollevare le sorti della nazione americana prostrata dalla Grande Depressione, questo è considerato un momento importante nel valutare ogni governo.
Rappresenta il periodo in cui un nuovo esecutivo è in grado di portare una ventata di freschezza. Dopo i primi cento giorni, la forza propulsiva si affievolisce e i governi scadono nella routine.
Quale voto si merita l’operato economico del governo Monti dopo i primi cento giorni (ha giurato davanti a Napolitano il 16 novembre 2011)?
Cominciamo (nello stile anglosassone tanto caro al nostro premier) con le aree di forza.
10 in immagine internazionale. Come ogni imprenditore sa, l’immagine sui mercati finanziari è cruciale per il successo di un’impresa. Lo stesso vale per l’Italia, che vive del credito estero. Monti in questo campo è stato eccezionale. Non è solo perché segue Berlusconi. È proprio bravo di suo. Il suo stile pacato, l’umorismo sottile, l’understatement così poco italiano, piacciono molto agli anglosassoni.
Le agiografie che si leggono sulla stampa internazionale sono quasi stucchevoli, ma ben vengano. Le sue visite alla City di Londra e a Wall Street hanno cambiato la percezione che i mercati finanziari hanno dell’Italia e hanno contribuito a ridurre il costo del nostro debito. Bravo!

"Lo spread morale"



Il Presidente tedesco Wulff si è dimesso per i troppi favori ricevuti da gente che potrebbe aver avuto qualcosa in cambio. Ecco come commentano la vicenda in Italia Maurizio Belpietro su Libero (gli è sufficiente un disegnino) e Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano.
Sallusti, dalle pagine de Il Giornale, sottolinea come anche i tedeschi rubino, dimenticando di scrivere di quanto accade dopo da loro e da noi: sarà la vedovanza da Craxi.


di Marco Travaglio
Il caso Tedesco, in Italia, è il Parlamento che salva due volte l’ennesimo parlamentare dall’arresto per corruzione, concussione, falso, truffa, turbativa d’asta, associazione per delinquere. Il caso tedesco, in Germania, è il presidente della Repubblica che si dimette per un prestito agevolato. Lo spread che divide Italia e Germania è tutto qui: il diverso rendimento dei titoli di Stato è solo una conseguenza. E chi, in questi mesi, si è molto divertito a sbeffeggiare Angela Merkel perché “fa gli interessi della Germania”, dovrebbe vergognarsi e andarsi a nascondere. Che dovrebbe fare un capo di governo, se non gli interessi del suo paese? E che dovrebbe fare un capo di Stato coinvolto in uno scandalo se non dimettersi e consegnarsi alla Giustizia? Lo stupore di noi italiani alla notizia delle dimissioni di Wulff è la nostra irredimibile dannazione. Siamo così abituati alle cazzate dei politici sull’immunità parlamentare, sulla presunzione di innocenza, sull’accanimento giudiziario, sullo scontro fra politica e magistratura, sulle toghe politicizzate, sul “così fan tutti” e sull’“a mia insaputa”, da non capacitarci dinanzi al gesto normale di uno statista chiacchierato che se ne va a casa. Con il candore disarmante del bambino che urla “il re è nudo! ”, la Merkel ha commentato: “Il presidente non poteva più servire il popolo”.

venerdì 17 febbraio 2012

"Because The Night"


"Vorrei dedicarla all'uomo per il quale è stata scritta: Fred "Sonic" Smith" (Patti Smith, Sanremo, 16 febbraio 2012)

Take me now baby here as I amPull me close, try and understandDesire is hunger is the fire I breatheLove is a banquet on which we feed
Come on now try and understandThe way I feel when I'm in your handsTake my hand come undercoverThey can't hurt you now,Can't hurt you now, can't hurt you nowBecause the night belongs to loversBecause the night belongs to lustBecause the night belongs to loversBecause the night belongs to us
Have I doubt when I'm aloneLove is a ring, the telephoneLove is an angel disguised as lustHere in our bed until the morning comes
Come on now try and understandThe way I feel under your commandTake my hand as the sun descendsThey can't touch you now,Can't touch you now, can't touch you nowBecause the night belongs to lovers
With love we sleepWith doubt the vicious circleTurn and burnsWithout you I cannot liveForgive, the yearning burningI believe it's time, too real to feelSo touch me now, touch me now, touch me nowBecause the night belongs to lovers
Because tonight there are two loversIf we believe in the night we trustBecause tonight there are two lovers



Beacuse The Night by Patti Smith Group on Grooveshark

La cultura piccolo - borghese

Non posso dire tutto. Oggettivamente, di fronte all'ingenuità o alla sprovvedutezza di certi ascoltatori, io stesso non vorrei dire certe cose e quindi mi autocensuro. E' proprio il medium in sé: nel momento in cui uno ci ascolta in video ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, spaventosamente antidemocratico. In genere, le parole che cadono dal video cadono sempre dall'alto. Anche le più democratiche, le più vere, le più sincere. [...] La cultura piccolo - borghese, almeno nella mia nazione, in Francia o Spagna, è qualcosa che porta sempre a corruzioni ed impurezze, mentre un analfabeta o uno che abbia fatto i primi anni delle elementari ha sempre una certa grazia, che poi va perduta attraverso la cultura. Una grazia che si ritrova ad un altissimo grado di cultura ma la cultura media è sempre corruttrice. (Pier Paolo Pasolini, Terza B, facciamo l'appello - 1971)
Dopo quarant'anni in questo Paese la situazione non è migliorata.
Al contrario, decenni di televisione commerciale hanno prodotto una ricaduta nell'analfabetismo sostanziale.

giovedì 16 febbraio 2012

Quanto ce ne rimane


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Fonte: Armin Reller (University of Augsburg) e Tom Graedel (Yale University)
Graficascience.org.au

QUI, invece, un grafico raffigurante dove sono distribuiti nel mondo i vari minerali.

martedì 14 febbraio 2012

Legge 257/92 sull'amianto: i numeri


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Grafica: Il Corriere Della Sera
Fonte: Ministero dell'Ambiente, CNR, Assobeton, Legambiente


Dopo vent'anni la situazione è quella raffigurata nel grafico.
La Commissione che doveva interessarsene è decaduta.



Dentro e fuori


«Dentro e fuori» (1926), un dipinto di George Grosz (1893 -1959)

lunedì 13 febbraio 2012

Whitney


Io nel 1987 c'ero.
La giovane Whitney si presentò agli Italiani dal palcoscenico di Sanremo.
Fu un trionfo: il pubblico in ovazione, Pippo Baudo timidamente le chiese un bis e lei, come nulla fosse: "Why not?". Cessata la musica, le ultime note le cantò solo a voce, senza nemmeno accorgersene.
Il giorno successivo tutti cantavano "All At Once".

Aveva bellezza e voce magnifica. È triste pensare che tanti regali non le abbiano portato la felicità che hanno dato a noi. (Barbra Streisand)

All at Once by Whitney Houston on Grooveshark

La Farsa si fa Tragedia



Quella che in Italia è nata come farsa estiva e che ora si sta facendo dramma in Grecia è già diventata tragedia. Loro, però, qualche Comunista che si faccia sentire ce l'hanno ancora; noi dobbiamo accontentarci della Destra sociale. Vendola tace, degli altri inutile parlare. Il Potere da Governo si fa Comando, al servizio degli esattori, evitando soluzioni condivise, nella speranza di riuscire a perpetuarsi.
Pagheranno i molti per i pochi, come al solito. Forse.
Agli inverni gelidi molte volte han fatto seguito grandi Rivoluzioni.

domenica 12 febbraio 2012

L'Europa ha bisogno di gas

Foto: C. Vitale - gettyimages
 Ce contava i nostri veci che nell'anno Ottantaoto Se podeva andar de troto Sora il ghiazio a camminar (Filastrocca veneta)
Era la fine di dicembre del 1788, pochi mesi prima della Rivoluzione francese. La laguna veneta ghiacciò per quasi tre settimane, consentendo di attraversarla a piedi tra Venezia e Mestre. 
«Durante il duro inverno del 1860, l’Oise gelò, grandi nevicate coprirono le pianure della bassa Piccardia e sopravvenne una burrasca di altra neve dal Nord-Est che seppellì quasi Beaumont, il giorno di Natale. La neve, che aveva cominciato a cadere di primo mattino, raddoppiò verso sera, ammucchiandosi l’intera notte». (Le rêve, Emile Zola)
Fu il primo inverno che, nell'Italia appena unita, migliaia di soldati borbonici trascorsero prigionieri nel forte di Fenestrelle perché si erano rifiutati di tradire il proprio Re.


Quello di queste settimane non è il primo gelo della storia né sarà l'ultimo. Le variazioni climatiche, tuttavia, suggeriscono l'imminenza di intervalli sempre più brevi tra grandi arsure e tremende gelate. Il futuro dell'Europa dipende anche dal GAS che riuscirà a procurarsi nei prossimi decenni. Il vecchio continente ne importa una quantità pari al 70% dei consumi (l'Italia il 90%), con una produzione interna avviata verso un'ulteriore contrazione. E ne consumerà sempre di più, secondo il grafico sottostante.
(Cliccare per ingrandire. Fonte: Eurogas - Gas Demand Outlook / EU27)

Carmelo Zimmardi

[...] vive con 500 euro di pensione al mese. Abita in una “casa” di sei metri quadrati. L’angelo della neve di borgo Vanchiglia (Torino) è un po’ duro d’orecchio. Normale, per un signore che a metà dello scorso gennaio ha compiuto 83 anni. Meno normale è che Carmelo Zimmardi, qualche giorno dopo la grande nevicata della settimana scorsa, sia uscito di casa con il suo bastone e le scarpe talmente rotte da parere sandali e abbia sentito il bisogno di ripulire dai fiocchi tutto l’isolato di via Artisti
«Chi siete?», chiede al di là della porta. Poi apre, con una gentilezza antica. E ci fa accomodare in cortile «perché la mia casa non è una vera casa».
La schiena incurvata dall’età, un vecchio husky blu e una coppola a quadretti grigi. «Ho preso la scopa e la paletta e ho spazzato i marciapiedi fin dove potevo - racconta seduto su una brandina che occupa quasi tutto lo spazio della sua stanza al pianterreno -, sono arrivato a quest’età senza mai smettere di lavorare: è la mia vita muovermi, fare qualcosa per gli altri, se sto fermo mi sento morto».

sabato 11 febbraio 2012

"Il Morto, il Becchino, il Sopravvissuto"


(Silvano Larini)


Di Giampaolo Pansa

IL MORTO, IL BECCHINO, IL SOPRAVVISSUTO.
SEMBRANO tre comparse di un film dell’orrore, e invece no: sono i protagonisti di un filmetto politico che adesso andremo a rivedere. Li ho incontrati insieme, tutti e tre, un giorno del febbraio 1983.
Il Morto, allora, era vivo, vivissimo: Bettino Craxi, in quel momento dittatore del Psi e alla vigilia di entrare trionfante a Palazzo Chigi. Intervistarlo era un piacere e, ma sì!, un onore. Me lo offrirono quelli del santuario berlusconiano di Canale 5: «Stiamo organizzando un dibattito tivù con Craxi. Ci stai ad interrogarlo con altri due?». Chiesi: «Chi sono questi due?». «Leo Valiani ed Enzo Bettiza». «D’accordo, ci sto».

Monti d'America


La copertina del TIME raffigurante Mario Monti negli Stati Uniti D'America nessuno l'ha vista. Era destinata, infatti, ai lettori di Europa, Asia e Sud Pacifico. L'enfasi che è stata data in Italia al viaggio del Premier non ha avuto gli stessi riscontri neppure sugli altri giornali a stelle e strisce. Che agli Americani non importi più del vecchio continente in generale e del nostro Paese in particolare? Molto probabile. Non come avvenuto durante l'intero secolo scorso, almeno. I loro interessi nei prossimi decenni saranno indirizzati verso l'altro oceano, il Pacifico. Hillary Clinton l'ha detto chiaramente lo scorso novembre in questo articolo su Foreign Policy.

Per conservare la loro supremazia mondiale dovranno fare attenzione nel coltivare sistemi di alleanze che limitino e circoscrivano  il potere della Cina. La regione asiatica ha un'importanza economica planetaria sempre crescente. Possiede:

  • un terzo della popolazione
  • un quinto del prodotto
  • due terzi delle riserve monetarie
  • oltre la metà della crescita

Assorbe, inoltre, più del 40% delle esportazioni USAche Obama ha dichiarato di voler raddoppiare nei prossimi cinque anni.
Gli Europei che tipo di alleanze saranno capaci di fare?
Gheddafi l'hanno lasciato morire. Ora sembra arrivato il turno di Siria ed Iran. E neanche Putin pare esser messo molto bene.