“Un tempo (secoli fa) queste cose succedevano con una certa frequenza. Per ragioni impalpabili, di solito per iniziativa di alcuni che io chiamo per semplificare cretini. Dei quali ricordo le facce: lisce e tranquillizzanti e a volte anche allegre e ammiccanti. Insospettabili e veloci a rientrare nella normalità espressiva dopo qualche momentaneo tic: un colpo a sistemare i capelli, una lisciata con l’indice sul naso, una grattatina all'orecchio. Poi sgambavano elastici verso le loro Bmw, sorridenti e consapevoli
di sé. Partivano a razzo dopo un paio di sgassate.
È più difficile oggi riconoscere i cretini, quei cretini lì. Hanno sempre la Bmw. Ma non sono più quelli di una volta.”
Oggi, in effetti, molti riescono a dissimulare. Raramente sbagliano i verbi, azzeccano la consecutio, non si fanno mancare le citazioni dotte. Un fiorire di paroloni, spesso accondiscendenti, grafomani e logorroici.
"Uno con una certa cultura", si potrebbe pensare. Una laurea, forse due, "certamente intelligente". E via il cappello quando passa, sull'attenti, o poco ci manca.
"Uno con una certa cultura", si potrebbe pensare. Una laurea, forse due, "certamente intelligente". E via il cappello quando passa, sull'attenti, o poco ci manca.
Invece no.
Un somaro bardato come se fosse un purosangue. La carrozzeria di una Ferrari con dentro una cinquecento. Quando inizia la corsa si sente il raglio, anche del motore, e la finzione cade. Un cretino, fatto e finito. Poteva dirlo prima.
Un somaro bardato come se fosse un purosangue. La carrozzeria di una Ferrari con dentro una cinquecento. Quando inizia la corsa si sente il raglio, anche del motore, e la finzione cade. Un cretino, fatto e finito. Poteva dirlo prima.






