martedì 31 gennaio 2012

Come invecchiare male


Mi auguro davvero di non arrivare mai a fare cose del genere.
Roba destinata a RAI 1, rete televisiva nazionale, pubblica.
Incredibile.

Carbone


Ancora si scava, ancora si muore.
Il fuoco che riscalda, nutre e mantiene in vita gli umani
viene ravvivato cercando nelle viscere della terra.
Altre foto QUI

I berluschini in piazza


Sabato a Milano, davanti al palazzo di Giustizia, Silvio Berlusconi ha ordinato una manifestazione contro i magistrati. L’obiettivo è portare in piazza almeno 20mila persone come deciso in una riunione a Roma fra i capi del Pdl. La marcia contro le toghe è convocata per evitare quello che, per Fabrizio Cicchitto, è un “tritacarne giudiziario”.

Il piccoletto pesta i piedi, accusando i giudici di volerlo condannare per forza invece di arrivare con tutta calma alla prescrizione.

Avranno forse capito di avere a che fare con un poco di buono?

"L'estremo oltraggio"

di M. Travaglio
Scalfaro non rubava. Non firmava le leggi incostituzionali (tipo il decreto-spugna Amato-Conso del ‘93). Era religioso dunque non clericale. Difendeva la Costituzione e l’indipendenza dei magistrati dunque era contro le bicamerali e i conflitti d’interessi. Era un intransigente dunque era contro gli inciuci e i “terzismi” paraculi dei berlusconiani travestiti da equidistanti (“chi si dice equidistante fra il ladro e il carabiniere, sta dalla parte del ladro”). Per questo non piaceva a B. e ai suoi servi, ma nemmeno ai finti oppositori di sua maestà. E bene ha fatto B. a non dire una parola sulla sua scomparsa, evitando di scegliere tra lo sputo sulla bara e l’ipocrisia dell’elogio postumo. Invece Renato Schifanipresidente del Senato, ha molto lacrimato per la dipartita di Scalfaro, che “lascia un vuoto nella politica e nelle Istituzioni carico di tristezza. Per chi lo ha conosciuto, per chi ha apprezzato nel corso degli anni il suo impegno a difesa della Costituzione, la ferita della sua scomparsa è particolarmente dolorosa. Scalfaro ha caratterizzato con la sua esperienza e la sua dedizione alla cosa pubblica l’intera stagione dell’Italia repubblicana, fornendoci un esempio insostituibile di senso civico. Ha incarnato e presenta ai cittadini di oggi e di domani un’immagine della Repubblica cui tutti teniamo gelosamente: una Repubblica baluardo dei diritti dell’uomo e della pace. Desidero ricordarlo, collega tra i colleghi, quando entrava in aula e non faceva mancare il suo contributo nei dibattiti. Ciascuno di noi, pur nella difesa delle proprie convinzioni, ascoltava con attenzione e rispetto i suoi interventi che hanno sempre avuto il carattere di un altissimo magistero istituzionale e morale. Con quest’immagine, che porterò sempre affettuosamente con me, desidero ricordarlo”.

domenica 29 gennaio 2012

Sallusti, lo Spiegel e Facebook


Quelli del Il Giornale non vogliono proprio mollare la presa sul delirio.

Ancora non hanno capito che la copia cartacea del settimanale in edicola niente ha a che vedere con l'articolo di Fleischhauer pubblicato soltanto online. "La sede dello «Spiegel» ad Amburgo e la copertina scandalo" è la didascalia che aggiungono ad un paio di immagini.
Si inventano fughe, ritirate o vergogne ma poi sono loro stessi ad aggiungere "
I responsabili di Facebook intervengono quando ricevono segnalazioni negative. È sufficiente indicare una pagina come «spam», spazzatura, per innescare una serie di controlli. A volte questi avvertimenti hanno un fondamento, altre sono operazioni di killeraggio. È capitato anche al Giornale, la cui pagina ufficiale su Fb venne chiusa d’ufficio (e successivamente riaperta con tante scuse) dopo la denuncia di qualche internauta."
Non basta. Si lagnano pure del fatto che altri giornali non abbiano abbracciato la loro crociata, che l'abbiano fatto con poca convinzione ma senza citarli, che Travaglio li abbia sfottuti. QUI la pagina intera de Il Giornale.

Si rivolgono a dei cretini oppure fanno "ammuina"?



Aggiornamento
QUI "Valigia Blu" riassume la vicenda ed aggiunge la traduzione di un'intervista a Fleischhauer.

Michel Martone, figo come pochi

(Foto Imago)
Il grand'uomo, vestito come suggerito dalle riviste di moda, pettinato strano e con voce ancora infantile, è stato quanto mai sincero nel dare degli "sfigati" a chi si laurea oltre i 28 anni. Farina, per una volta, tutta del suo sacco. Agli altri difficilmente capitano combinazioni astrali come quelle che son capitate a lui. Dopo esser stato seguito passo passo negli studi dal babbo magistrato e dal professore Mattia Persiani (grande amico del babbo), si laurea a 23 anni con la media di 29/30 e 110 e lode di voto finale, relatore Mattia Persiani. Intrepido come pochi, va a lavorare nello studio legale dell'avvocato Mattia Persiani. Ad appena 27 anni si presenta a Teramo per il concorso da professore associato. A capo della commissione (i giudici sono cinque) trova ancora Mattia Persiani. Sarà stato il caso. A 29 anni va a Siena per l'esame da professore ordinario. Sei degli otto candidati rinunciano e lui, nonostante i giudizi non proprio lusinghieri di tre dei cinque commissari, ottiene l’idoneità. A capo della giuria c’era, ovviamente, Mattia Persiani. Protetto dall’anonimato, uno dei giudicanti sentito dal “Secolo XIX” ammette: «Martone è un raccomandato di ferro iper-spinto da tutto il mondo». Spulciando nella commissione che nel 2000 gli aveva dato l’ennesima carica, quella da ricercatore a Teramo, si scopre anche che questa non era presieduta da Persiani ma dal professore Giampiero Proia. Proia però era tra i 5 docenti che hanno promosso Martone nel concorso da associato e con Persiani ha lavorato e scritto tre libri. Poi è arrivato Renato Brunetta, le ospitate in televisione, il Governo del Paese.

Fosse il solo, me ne farei anche una ragione.
Il guaio è che le quinte del palcoscenico politico italiano sono frequentate da tanti altri ragazzini cresciuti da padri - e padrini - amorevoli ed ambiziosi. Me ne viene in mente uno che, ancora minorenne, si spacciava in giro per internet come scienziato nucleare e giurista insigne, attingendo a carte del genitore ed amici di questi. Uno squilibrato fatto e finito, con tanti boccaloni che gli davan corda. Ora, richiamato a più miti consigli, segue un percorso più tradizionale, provando a cancellare quell'esperienza e proponendosi come "giovane".

sabato 28 gennaio 2012

Viganò, "arrogante, infangante, disonesto"

Puntualissimo, Stefano Zurlo oggi ci informa, attraverso le pagine de Il Giornale, dei problemi familiari di Carlo Maria Viganò.
Articolo che trovo di nessun interesse se non per gli amanti del fango.

Nella stessa pagina, però, appare anche un altro testo (QUI, nella versione online), a firma di un non meglio precisato CMV.

Sotto la Cupola

Un processo c'è già stato
Sembra che il Segretario di Stato, cardinal Bertone, sia vittima dell’azione di pulizia che aveva intrapreso appena arrivato in Vaticano, dove tra l’altro dovette alloggiare nella Torre di San Giovanni, anziché nell’appartamento nobile, perché il pensionato Sodano si prese ben 6 mesi dall’annuncio della sostituzione per accogliere il successore da Genova.
Un’azione determinata a fare pulizia non poteva non avere oppositori.Come il cambio ai vertici dello IOR, che nel 2005 svendette tutto il patrimonio immobiliare a valori catastali con una perdita economica grave, oppure la sostituzione del capo dell’ufficio Obolo di San Pietro, che da oltre 30 anni in totale autonomia gestiva le offerte al Papa. Tutte roccaforti che erano occupate dalla casta della diplomazia vaticana della quale fa parte monsignor Viganò,il vescovo al centro dell’attenzione mediatica in queste ore.

Battisti e la censura franchista




di Gian Antonio Orighi
Lucio Battisti era molto popolare anche in Spagna nei tristi anni della dittatura del Caudillo. I suoi dischi venivano trasmessi alla radio e in tv, sia in castigliano che in italiano. Ma nessuno sapeva finora che veniva censurato. Sia nelle copertine che nei testi. La rivelazione è contenuta nel libro Veleno in dosi camuffate: la censura nei dischi pop durante il franchismo in uscita a marzo per i tipi di Milenio e scritto da Xavier Valiño, che gentilmente anticipa la chicca, in esclusiva, a La Stampa. I cani da guardia musicali del regime, dipendenti dal ministero dell’Informazione e Turismo, operarono dal ‘66 al ‘77, quando la censura venne abolita con il ritorno alla democrazia. I temi tabú erano la sessualità, la Chiesa, la politica. Valiño, 46 anni, avvocato e noto critico musicale, ha impiegato 10 anni per far riaffiorare un passato mai esplorato. Un lavoro da Sherlock Holmes.

Sallusti prova a rimorchiare lo Spiegel


Alessandro Sallusti, intellettuale e nipote di uno "finito a Salò senza essere stato fascista", sul giornaletto che gli han dato da dirigere ha provato a prendersela (anche oggi, con un altro titolone) con la Germania intera, attraverso un attacco allo Spiegel. La barchetta che tenta di rimorchiare la Concordia.
Già si copre di ridicolo nel momento in cui decide di parlare di un titolo (quello dell'articolo online) e pubblicarne un altro (la copertina del settimanale in edicola). Con il resto del suo editoriale e nelle pagine interne si affossa completamente. I Tedeschi, a differenza nostra, con i nazisti ed il nazismo hanno fatto i conti, senza consentire a molti gaglioffi di potere riciclarsi con altre casacche. 
Jan Fleischhauer, poi, letto con attenzione, ha voluto molto semplicemente esprimere quella che solitamente viene definita come "provocazione paradossale": parla della persistenza in generale dei luoghi comuni nella cultura diffusa, anche a proposito degli stessi tedeschi. La nota ufficiale dell'ambasciatore italiano in Germania (con il plauso - suppongo vibrante - del Presidente Napolitano) ed altre reazioni scomposte non fanno che evidenziare la coda di paglia di molti e l'incapacità, sempre più comune, di saper leggere e comprendere un testo scritto elementare. Questo vale anche per i lettori del settimanale tedesco che, con le loro rimostranze su internet, hanno costretto i curatori di quello spazio ad inventarsi un "guasto tecnico" che impedisse ulteriori invettive. Lascio a Flavia ed a M. Travaglio altri commenti.

venerdì 27 gennaio 2012

Tesori (e veleni) affondati

Cliccare per ingrandire (l'Espresso)

«Chi vive esplorando il fondo del mare lo sa», spiega Francesco Scavelli della Bluimage, una delle più importante società sub che studiano i relitti. Lui ha fatto decine di immersioni, al fianco dei più famosi oceanografi del mondo. Esplorazioni, ricognizioni, sopralluoghi a centinaia di metri sotto il livello del mare: «Sono decine, centinaia le storie di relitti svuotati, o assaltati, e sono tutte simili fra loro. Interessi scientifici e appetiti spesso si sono mescolati. E serve tenere alto il livello di attenzione e di controllo».
Sul fondo del Mediterraneo dormono 2.500 navi. Nel minuscolo quadrato di Adriatico fra Ravenna, Venezia e Trieste solo in epoca moderna 333 imbarcazioni sono state inghiottite dal mare. Di queste circa 89 sono bastimenti preziosi. Mercantili, scafi di piccolo cabotaggio, piroscafi, transatlantici e navi passeggeri. Spesso affondate vicino alla costa e facilmente raggiungibili.
(l'Espresso)

Ultime dal PDL

«Se non facciamo qualcosa entro giugno, rischiamo davvero di sparire. L’unica è fare passare questo provvedimento sulle liberalizzazioni, non illuderci sul lavoro perché tanto non passerà mai e staccare la spina. Mica per vincere le elezioni! Solo per tornare alla normalità e ritrovare gli elettori che altrimenti fuggiranno come gli eletti… Altrimenti rischiamo davvero la diaspora. C’è chi si è fatto ipnotizzare da Monti e pensa che il rifugio più sicuro sia quello di Pier Ferdinando Casini. E chi invece capisce e vede tutto immobile ed è disposto a fare gruppi suoi…». (Deputato PDL anonimo, in una confidenza a F. Bechis)


«Ma io non posso resistere ancora a lungo su questa strada. Stiamo prendendo a mazzolate i nostri elettori. E su molte cose la Lega ha ragione da vendere: fino a un minuto fa erano nostri alleati e ora dovremmo prenderli a calci schiacciandoci su Monti?». (Deputata PDL anonima, ex di Governo)

Confessioni vaticane


Il Vaticano minaccia di «intraprendere vie legali» contro un giornalista e una trasmissione televisiva, ossia contro «Gli intoccabili» di Gianluigi Nuzzi, andata in onda mercoledì sera, sugli affari della Chiesa. La Santa Sede non ha
gradito, al punto che il portavoce Federico Lombardi, in una nota ufficiale, parla di una possibile iniziativa legale «per garantire l’onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente
la Chiesa, il Papa e il bene comune». (Libero)
Il documento L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, segretario generale del
Governatorato del Vaticano, l’8 maggio 2011, scrive una lettera al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, per denunciare il marcio che si nasconde nella Santa Sede. (Il Fatto Quotidiano)

Nella lettera riservata che Le avevo indirizzato il 27 marzo 2011, che affidai personalmente al Santo Padre attesa la delicatezza del suo contenuto, affermavo di ritenere che il cambiamento cosi radicale di giudizio sulla mia persona che Vostra Eminenza mi aveva mostrato nell'Udienza del 22 marzo scorso non poteva essere frutto se non di gravi calunnie contro di me ed il mio operato (....) ed ora, dopo le informazioni di cui sono venuto in possesso, anche in sincero e fedele sostegno all'opera di Vostra Eminenza, a Cui è affidato un incarico così oneroso ed esposto a pressioni di persone non necessariamente ben intenzionate (....) con tale spirito di lealtà e fedeltà che reputo mio dovere riferire a Vostra Eminenza fatti e iniziative di cui sono totalmente certo, emerse in queste ultime settimane, ordite espressamente al fine di indurre Vostra Eminenza a cambiare radicalmente giudizio sul mio conto, con l'intento di impedire che il sottoscritto subentrasse al Card. Lajolo come Presidente del Governatorato, cosa in Curia da tempo a tutti ben nota.

giovedì 26 gennaio 2012

"De Falco mi ha fatto vergognare"


"Non ha usato mezzi termini il Contrammiraglio CP Salvatore Schiano Lomoriello* residente a Manfredonia e nativo della nostra isola. Analizzando la vicenda della Costa Concordia il suo disappunto va tutto all’ufficiale Gregorio De Falco e alla sua telefonata al comandante Francesco Schettino che ha fatto il giro del mondo".
Forma : di una virulenza verbale inaudita, minacciosa, blasfema, volgare che, mi si creda in coscienza, mi ha fatto VERGOGNARE di essere un Ufficiale delle Capitanerie di Porto. Istituzione quest’ultima che essendo palestra di contatti umani, ci ha insegnato di essere sempre rispettosi con TUTTI, mai saccenti, mai protagonisti ma al servizio della Gente di Mare, fermo restando tutte quelle prorogative di Polizia Giudiziaria che la legge ci affida e che vanno esercitate sempre senza alcuna forma di indugio ma con pacatezza e fermezza. Non mi pare che tutto ciò sia riscontrabile nel contesto della telefonata in questione che ha esposto una persona già vinta dalla vita a ludibrio planetario senza alcuna forma di umanità che mi avvilisce e mortifica.

mercoledì 25 gennaio 2012

"La cacciata del prete mangiapreti"




di GIANLUIGI NUZZI
«Beatissimo Padre, un mio trasferimento in questo momento provocherebbe smarrimento e scoramento in quanti hanno creduto fosse possibile risanare tante situazioni di corruzione e prevaricazione da tempo radicate nella gestione delle diverse Direzioni (del governatorato, l’amministrazione vaticana, nda)».
È il 27 marzo del 2011. A rivolgersi in termini così drammatici direttamente a Benedetto XVI, denunciando privilegi, corruttele e zone opache Oltretevere, è un sacerdote di primo piano. Carlo Maria Viganò, un monsignore che viene incaricato nell’estate del 2009 su fiducia del Santo Padre a controllare tutti gli appalti e le forniture del Vaticano. La sua opera di tagli e pulizia dà fastidio.
Tanto che finisce vittima di una congiura per bloccare l’opera di pulizia che aveva avviato. Da novembre Viganò è stato rimosso. È diventando nunzio apostolico a Washington negli Stati Uniti, andando a ricoprire la più prestigiosa rappresentanza diplomatica della Santa Sede nel mondo.

Tardiamo, siamo italiani

Due settimane ed è "già allarme detersivi".
Così titolano i grandi giornali sul pericolo ambientale che potrebbe far seguito al naufragio del Giglio. Hanno stanziato cinque milioni di euro, pare.


Fate pure con comodo, e non un centesimo di più.
Mi raccomando.

Its Too Late by Carol King on Grooveshark

domenica 22 gennaio 2012

"Fonsai e il dirigismo all'italiana"



di Luigi Zingales
Mentre le principali città italiane erano bloccate dai tassisti in sciopero, con i farmacisti e i notai in agitazione, la lobby delle lobby ha consumato in silenzio il suo nuovo colpaccio. Sto parlando ovviamente di Mediobanca e del trasferimento del controllo del gruppo FonSai a Unipol. Il rapporto incestuoso tra Mediobanca e Fondiaria è antico.
Fu Cuccia che nel 1986 si adoperò per assicurare che il controllo di Fondiaria finisse nelle mani di Raul Gardini, le cui grosse doti imprenditoriali tutti oggi riconoscono. Spettò al suo successore, Vincenzo Maranghi, aiutare un altro imprenditore di cui tutti oggi riconoscono le doti, Salvatore Ligresti, ad impossessarsi di Fondiaria, sfilandone il controllo dalle mani delle banche che si erano ritrovate la partecipazione in portafoglio dopo l'insolvenza della Ferfin.
[...]
Continua QUI

sabato 21 gennaio 2012

Il naufragio del Giglio

Foto: Andreas Solaro/AFP/Getty

Un abitante dell'isola del Giglio sembra interrogarsi su quel che sarà di un mostro d'acciaio andato a morire a pochi passi da casa sua ed a due passi dall'abisso. Il ventre del mostro nasconde ancora i corpi di chi non è riuscito a sfuggirgli ma anche tanto veleno: letale.
Il Ministro Clini, medico chirurgo, da quelle parti fino all'altro ieri s'è visto solo in TV e sui giornali. Probabilmente anche lui dev'essere appassionato di cose fatte al telefono, il "telelavoro" all'italiana.

Ciuc(c)hi


Già questo titolo farebbe schiattare dal ridere perfino i capponi di Renzo intenti a beccarsi tra loro, e pazienza. Nella stessa prima pagina hanno il coraggio di abbinare quest'altro titolo con quel bicchiere colmo.


venerdì 20 gennaio 2012

Identikit dell'evasore

Fonte: Agenzia Delle Entrate - Istat
Elaborazione grafica: l'Espresso
Cliccare per ingrandire.

giovedì 19 gennaio 2012

L'eroe del "cazzo"



Il Comandante Gregorio De Falco è finito pure sulle magliette. Eroe da scrivania, a sentire il "pubblico sovrano". La malaparola come argomento virile. QUI Francesco Merlo sulla vicenda della Costa Concordia realizza un piccolo capolavoro. La descrizione di un Paese come l'Italia che non ha mai superato i tempi dei gerarchi.

"E' ancora piena di comandanti, capi e capetti che si dissipano in un gorgoglio di comando, un flottare di ordini. Il capetto italiano è ancora il fascista che ordina, riordina, preordina, postordina e sputacchia disordinatamente ordini di servizio e servizi d'ordine, ma che poi scappa ogni 8 settembre. Non c'è mai nessuno che governa, che guida, che dirige, che convince. In Italia abbiamo capi e padroni, gli autoritari ma non gli autorevoli, abbiamo i bulli ed abbiamo avuto il dux, non abbiamo un leader o un nocchiero in gran tempesta".

Aggiornamento
Invito alla lettura di quest'altro commento di Luca Venturini:

domenica 15 gennaio 2012

Dramma, Atto Secondo. Il Divino.

«Lei ha cominciato bene, però in una situazione molto difficile». Così il Pontefice si è rivolto a Mario Monti all'inizio dell'udienza concessa al premier italiano. Il Presidente del Consiglio annuisce e Ratzinger sorride e aggiunge a bassa voce: «...quasi insolubile». Monti ha sottolineato che è «importante dare fin dall'inizio un segno di una certa determinazione».
Il premier ha donato al Papa dei libri, tra cui un'edizione antica con carte geografiche («anche simbolica», ha commentato Ratzinger) e un suo volume del 1992, «Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea», che, rivolgendosi al Pontefice, ha definito «una riflessione sull'Italia e sull'Europa molto nello spirito del nostro incontro». Benedetto XVI ha invece donato una preziosa penna e un'incisione antica raffigurante la basilica di San Pietro ancora in costruzione, la piazza e i palazzi circostanti. «Preziosa, interessante», è stato l'apprezzamento di Monti. E pare che il nostro PdC non si sia mai inchinato a baciare l'anello, come se la forma fosse sempre sostanza.

Black Cabs


ESAMI, BUONE MANIERE E LICENZE A SCADENZA
LONDRA: COME SI VIAGGIA A BORDO DEI “BLACK CABS”
Tanto per chiarire cos’è un taxi, inteso come servizio pubblico, prendiamo i celeberrimi black cabs di Londra (erano neri, adesso sono anche di altri colori). Non c’è un numero limitato di licenze, ma è difficilissimo diventare driver dell’elegante Austin FX4, che – dettaglio non banale – ha 4 comodi e spaziosi posti, con un vetro che isola il conducente, in modo da garantire privacy e silenzio al passeggero. In Italia, se provi a chiedere di abbassare la radio che trasmette la partita o se fai notare al taxista attaccato al telefonino che non ti interessano i suoi problemi con la fidanzata, ti risponde che se non ti va bene puoi sempre scendere dalla macchina. Al taxista londinese è richiesto buon carattere, deve presentare certificati penali e di sanità mentale, garantire la pulizia e il decoro della vettura e anche seguire corsi di comportamento dove impara le buone maniere e come trattare con un cliente disabile o cieco. In media per superare l’esame di taxi driver ci vogliono 12 tentativi e tre anni di studio, si dice che i tassisti conoscano a memoria le 25 mila strade del centro di Londra. 

sabato 14 gennaio 2012

Gli ultimi giorni della Lega Nord


Domenica 22 gennaio quelli della Lega Nord dovrebbero riunirsi in Piazza Duomo, a Milano, nella contestazione contro il Governo Monti. Tira brutta aria, però, soprattutto dopo l'ultimo salvataggio di Cosentino. La base del partito è insofferente, la dirigenza li censura chiudendogli i forum su internet ed i telefoni su Radio Padania Libera. “Camorra ladrona la Lega ormai perdona” è uno degli slogan che pensano di portare in piazza, insieme con i volantini raffiguranti Umberto Bossi appeso ad una liana in Tanzania oppure Rosi Mauro e Renzo allattati dalla Lupa. E' scontro aperto con MaroniOggi Matteo Salvini, maroniano, sarà in Piazza San Babila per vedere che dice la gente. E' uno che gioca a fare il "giovane", con l'iPad sempre in mano, nottate intere su Facebook per rispondere ai militanti delusi nel tentativo di salvare il salvabile. Se non fosse per i milioni di euro dei rimborsi elettorali nelle mani del "cerchio magico", gestito dalla famiglia Bossi, questi sarebbero già divisi da tempo.


Chissà che a San Babila non spuntino delle uova marce e tanti "mi piace".



giovedì 12 gennaio 2012

Baci & Abbracci

Si baciano loro: Cosentino, Papa e Mussolini. L'ometto d'Arcore esulta. I militanti della Lega Nord sono spiazzati, non sanno che pensare. Tra il Popolo dell'Amore esultano i fessi, i teleimboniti, gli ultras ed i conniventi. Unicredit passa ai Cinesi, attraversando le steppe del Kazakistan, con la benedizione delle famiglie Putin e Berlusconi: soldi che vanno, spariscono e poi riappaiono altrove.

Quantomeno siamo certi che della Padania in Parlamento non si sentirà più parlare. Lunga vita al "Trota" ed ai suoi fratelli: magari qualcuno di loro sopravvive agli imbrogli e qualche lustro in galera riesce a farselo.

Dieci letture per il teocrate

Non sembro essere il solo ad aver notato certe cose.
John Thackara esprime le sue perplessità sui discorsi di Mario Monti e lo invita a dieci letture che potrebbero illuminarlo meglio. Lo segnala Debora Billi nel suo blog "Petrolio".

lunedì 9 gennaio 2012

Dramma, Atto Primo

Questa foto è stata realizzata domenica 8 gennaio a Milano da Fotogramma.
Mario Monti esce dalla chiesa di S. Maria Delle Grazie dopo aver partecipato alla messa delle 11.30 con la moglie Elsa ed alcuni parenti. Percorre poi due chilometri a piedi fino a casa sua, firmando autografi lungo la strada.

Oggi Benedetto XVI invita a nuove regole pensate per l'intero pianeta, evitando nazionalismi e personalismi. Come già scritto, si ritorna all'antico. Casini è bello pronto nel suo ufficio che occupa l'intero ultimo piano di Palazzo Montecitorio: lui c'è riuscito, la Pivetti no.
Il problema è che questo mondo terreno non sembra essere sufficiente per tutti a certi ritmi. Qualcosa si dovrà pur fare: ci si ispirerà a qualche buona idea che ha già funzionato in passato, e non credo possa essere il Marxismo.


A meno che in giro non si trovi qualche Rivoluzionario ben attrezzato.

domenica 8 gennaio 2012

National Geographic Photography Contest Winners: 2011

Io preferisco queste, prima ed ultima in particolare.
Altre foto, con didascalia, QUI.





La madonna della 'ndrangheta

Santuario di Polsi, l’annuale processione che riunisce le principali ’ndrine calabresi (FOTO ANSA)



DER SPIEGEL
Gioia Tauro narco -capitale stile Sudamerica
di Andreas Ulrich e Francesco Sbano
Monaco (Germania) - Gioia Tauro


[...]


Contenuto rimosso in seguito ad un'email inviatami dal Sig. Francesco Sbano, la cui identità non ho ancora però accertato.
Contenuto rimosso in seguito ad una nuova email inviatami il 19 marzo 2012.



Aggiornerò il post non appena avrò tempo.


L'articolo, come avevo indicato, è stato pubblicato e tradotto da Il Fatto Quotidiano in edicola l'8 gennaio 2012.


Una copia online per i lettori (abbonati, per ora) è presente QUI.
(Nota del 10 gennaio: la pagina indicata al link è stata rimossa)


L'articolo originale si può leggere QUI.

sabato 7 gennaio 2012

“Conosco la mente di Dio, ma il mistero sono le donne”


“Conosco la mente di Dio, ma il mistero sono le donne”
CONVERSAZIONE CON L’ASTROFISICO STEPHEN HAWKING, IL PIÙ GRANDE SCIENZIATO VIVENTE, CHE DOMANI COMPIRÀ 70 ANNI
di Donna Bowater

È nato l’8 gennaio 1942 il più grande scienziato vivente, l’astrofisico e cosmologo Stephen Hawking. Da circa mezzo secolo vive su una sedia a rotelle con il corpo devastato da una malattia che non gli consente più né di parlare né di muoversi. Le conseguenze della malattia sono evidenti, ma non suscitano compassione; stupore piuttosto.
Nel 1963, l’ambizioso e brillante studente di Cambridge, fu colpito da una forma di Sla. Gli dettero due anni di vita, “non di più”. Servendosi di un computer che sintetizza la sua voce, a partire da impercettibili movimenti che fa con le guance, risponde: “Da 49 anni convivo con la morte, con l’idea di una morte prematura. Non ho paura di morire, ma non ho nemmeno fretta.
Ho ancora un mucchio di cose da fare”.

venerdì 6 gennaio 2012

Il cimitero dei feti


Cimitero dei feti Fra la Padania e il Bronx
di Lidia Ravera

Grazie a Sveva Belviso, vicesindaco di Roma, le ragazze e le donne che scelgono di non portare a termine una gravidanza non desiderata, avranno la possibilità di soffrire di più. Di sentirsi in colpa. Di macerarsi nell’angoscia. Con il “seppellimento” (la parola italiana è sepoltura, ma non importa) del loro bimbo, ha dichiarato questa signora dal nome nobile e dal cognome suggestivo, verrà restituito valore a quello che, in mancanza di adeguati rituali, verrebbe considerato esattamente ciò che è: un rifiuto ospedaliero. Le mancate madri avranno a disposizione seicento metri quadri di terreno consacrato, un angolo di paradiso ritagliato nel cimitero del Laurentino, per piangere comodamente e disperatamente, ciò che poteva essere e non è stato. Alla vicesindaco va tutta la nostra estenuata riconoscenza: alla fatica fisica e psichica, si aggiungerà quel tocco di martirio, cui il genere femminile sembra crudelmente condannato. Un aborto è sempre un’esperienza dolorosa, spontaneo o volontario, non fa differenza.

domenica 1 gennaio 2012

Buon Anno 2012

Possibile ma poco probabile.
Vi consiglio di coltivare gli affetti più cari, oro e terra.


Non è che avessero ragione i Maya, sono stati quelli venuti dopo che hanno fatto di tutto per volergliela dare.