L'Istituto Althesys oggi a Milano presenta lo studio "Irex Annual Report 2012". Di seguito i grafici con gli scenari relativi ai prossimi vent'anni.
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martedì 3 aprile 2012
"Con sole e vento crolla il prezzo dell’elettricità"
L'Istituto Althesys oggi a Milano presenta lo studio "Irex Annual Report 2012". Di seguito i grafici con gli scenari relativi ai prossimi vent'anni.
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lunedì 2 aprile 2012
"Gas naturale al posto del petrolio"

Ne avevo già scritto QUI.
Gli Americani fanno davvero sul serio.
Riporto di seguito un articolo sull'argomento di Fareed Zakaria per il Washington Post, pubblicato in Italia da Il Corriere Della Sera (31 marzo 2012).
"Nessuno poteva prevedere che il prezzo del greggio sarebbe arrivato ai livelli attuali. Il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, Ali al-Naimi, li ritiene assurdamente alti, facendo notare che la richiesta, a livello globale, è inferiore alle forniture disponibili e che i depositi di greggio saudita in giro per il mondo sono al momento fermi. La causa di tale assurdità è, ovviamente, il timore di una guerra contro l’Iran. Ma l’altro evento imprevedibile è che un rialzo del 47 per cento del prezzo del greggio dal novembre 2010 a oggi non ha provocato quel drammatico rallentamento dell’economia statunitense che tutti temevano. Se ciò non è accaduto, la risposta potrebbe trovarsi nello sfruttamento dei giacimenti di gas da scisti bituminosi.
Oggi però la realtà è ben nota. Solo qualche anno fa gli esperti lanciavano l’allarme dell’imminente deficit di gas naturale negli Stati Uniti, ma grazie agli sforzi di una piccola impresa privata, la Mitchell Energy, abbinati a un procedimento di trivellazione orizzontale chiamata fratturazione idraulica, è possibile estrarre vaste quantità di gas naturale da giacimenti di scisti argillosi, molto comuni in questo Paese.
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mercoledì 21 marzo 2012
Il sentiero che non c'è
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Fonte: Indagine Isfort, Audimob della mobilità 2011
Elaborazione grafica: La Repubblica
La soddisfazione per i mezzi di trasporto, valori medi con voto da 1 a 10, per il 2011 è la seguente: treno locale 6,11 - bus, tram 6,23 - autobus extraurbano 6,69 - treno lunga percorrenza 6,99 - metro 7,59 - auto 8,19 - bicicletta 8,34 - moto 8,39.
La propensione ai comportamenti d'uso è riassunta nel grafico seguente, come pure il costo del biglietto urbano ordinario singolo.
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Elaborazione grafica: La Repubblica
Questa tendenza potrebbe essere interessante se solo fosse seguita da azioni politiche concrete sul piano della mobilità nazionale. Il gregge non ha bisogno sempre del pungolo per imparare il sentiero giusto, spesso è sufficiente disegnarne uno ottimo, rendendolo ben visibile ed appetibile.
Le Ferrovie dirette da Mauro Moretti stanno acquistando 11 treni nuovi fiammanti per i pendolari tedeschi. L’importo dell’operazione è di 73,2 milioni di euro, un leasing finanziato da Unicredit. I convogli sono stati ordinati a tambur battente alla svizzera Stadler e saranno utilizzati da Netinera Deutschland, società di trasporto acquistata dalle Ferrovie italiane un anno fa. Tre di essi già circolano nell’area metropolitana di Berlino; gli altri 8 entreranno in servizio tra meno di un anno su rotte regionali collegate con la capitale. [...] Mentre in Germania le Ferrovie di Moretti investono allettate dalla circostanza che “il Brandeburgo è una regione caratterizzata da un forte dinamismo economico e sociale e da una crescente domanda di mobilità urbana”, in Italia è come se considerassero il trasporto locale un parente povero e i pendolari clienti di serie B, da trasportare con carrozze e locomotive vecchi di decenni. Un esempio? In base ai contratti stipulati con le regioni, Moretti avrebbe dovuto consegnare 600 nuove carrozze a due piani in 3 anni, non oltre la fine del 2011. Ma il 2011 è finito da un pezzo e di carrozze non ne è stata consegnata neanche mezza.
Si trattava di uno stock notevole, sostenuto sulla carta da un impegno finanziario di una sessantina di milioni l’anno, una cifra simile proprio a quella impegnata per i pendolari del Brandeburgo.
Le carrozze a due piani sono molto capienti e 600 di esse equivalgono a circa 80 treni locali e quindi avrebbero consentito ai pendolari italiani di tirare il fiato sollevandosi almeno un po’ dalle condizioni spesso bestiali in cui ora sono costretti. [...] (Daniele Martini, Il Fatto Quotidiano)
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domenica 12 febbraio 2012
L'Europa ha bisogno di gas
Foto: C. Vitale - gettyimages
Ce contava i nostri veci che nell'anno Ottantaoto Se podeva andar de troto Sora il ghiazio a camminar (Filastrocca veneta)Era la fine di dicembre del 1788, pochi mesi prima della Rivoluzione francese. La laguna veneta ghiacciò per quasi tre settimane, consentendo di attraversarla a piedi tra Venezia e Mestre.
«Durante il duro inverno del 1860, l’Oise gelò, grandi nevicate coprirono le pianure della bassa Piccardia e sopravvenne una burrasca di altra neve dal Nord-Est che seppellì quasi Beaumont, il giorno di Natale. La neve, che aveva cominciato a cadere di primo mattino, raddoppiò verso sera, ammucchiandosi l’intera notte». (Le rêve, Emile Zola)Fu il primo inverno che, nell'Italia appena unita, migliaia di soldati borbonici trascorsero prigionieri nel forte di Fenestrelle perché si erano rifiutati di tradire il proprio Re.
Quello di queste settimane non è il primo gelo della storia né sarà l'ultimo. Le variazioni climatiche, tuttavia, suggeriscono l'imminenza di intervalli sempre più brevi tra grandi arsure e tremende gelate. Il futuro dell'Europa dipende anche dal GAS che riuscirà a procurarsi nei prossimi decenni. Il vecchio continente ne importa una quantità pari al 70% dei consumi (l'Italia il 90%), con una produzione interna avviata verso un'ulteriore contrazione. E ne consumerà sempre di più, secondo il grafico sottostante.
(Cliccare per ingrandire. Fonte: Eurogas - Gas Demand Outlook / EU27)
giovedì 9 febbraio 2012
Benzina: è record
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E' record per il prezzo della benzina che supera la soglia di 1,8 euro al litro.
L'aumento delle tasse è di gran lunga superiore a quello dei costi industriali.
Ci saranno conseguenze per tutto quello che si muove su "gomma", dai pendolari ai generi di prima necessità. In Italia l'88% delle merci è trasportato da autotreni.
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Fonte: Staffetta QuotidianaE' record per il prezzo della benzina che supera la soglia di 1,8 euro al litro.
L'aumento delle tasse è di gran lunga superiore a quello dei costi industriali.
Ci saranno conseguenze per tutto quello che si muove su "gomma", dai pendolari ai generi di prima necessità. In Italia l'88% delle merci è trasportato da autotreni.
martedì 31 gennaio 2012
Carbone
Ancora si scava, ancora si muore.
Il fuoco che riscalda, nutre e mantiene in vita gli umani
viene ravvivato cercando nelle viscere della terra.
Altre foto QUI
giovedì 12 gennaio 2012
Dieci letture per il teocrate
Non sembro essere il solo ad aver notato certe cose.
John Thackara esprime le sue perplessità sui discorsi di Mario Monti e lo invita a dieci letture che potrebbero illuminarlo meglio. Lo segnala Debora Billi nel suo blog "Petrolio".
John Thackara esprime le sue perplessità sui discorsi di Mario Monti e lo invita a dieci letture che potrebbero illuminarlo meglio. Lo segnala Debora Billi nel suo blog "Petrolio".
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giovedì 25 agosto 2011
Le ricchezze del Sahara libico
Tutto ebbe inizio nel 1926, con il geologo Ardito Desio. La Società Geografica Italiana gli affidò l'esplorazione dell'oasi di Giarabub, all'interno del Sahara libico. I risultati furono raccolti nella pubblicazione di quattro volumi. Negli anni '30, su incarico dell'Accademia D'Italia, presieduta da G. Marconi, proseguì le sue esplorazioni e nel 1938 estrasse i primi litri di petrolio. In realtà, l'interesse era soprattutto per le falde acquifere artesiane che consentissero l'irrigazione ed una nuova vita per quelle zone desertiche. Non fu subito compresa la straordinaria natura dei giacimenti libici e sotto l'amministrazione italiana non si ebbe nessuna estrazione a fini commerciali. Lo sviluppo di un programma di ricerche petrolifere, con il concorso dell'AGIP, fu interrotto dalla guerra e ripreso vent'anni dopo dagli Americani (ESSO). La produzione cominciò nel 1961 ed in poco tempo fece della Libia uno dei maggiori esportatori mondiali. Quello libico, però, non è petrolio come tanti altri. Si tratta di "sweet light crude", a basso contenuto di zolfo, particolarmente appetibile per le raffinerie europee, soggette a limiti severi sui carburanti. Un decimo delle riserve mondiali di "sweet light" è nascosto sotto il Sahara. ![]() |
| (Cliccare per ingrandire) |
Molti osservatori europei si preoccupano del petrolio e del gas, degli approvvigionamenti e dei prezzi di mercato; ma si tratta di preoccupazioni poco significative. Di gas ce n'è fin troppo sul mercato, l'offerta è maggiore della domanda e gli operatori internazionali sono ben contenti che ci sia una diminuzione del prodotto. Per il petrolio è diverso, ma quello libico è uno dei peggiori per qualità e comunque rappresenta meno del 2 per cento dell'offerta mondiale. (E. Scalfari, QUI)Incredibilmente, o forse no, uno dei maggiori quotidiani italiani fa questo tipo di disinformazione.
Al contrario, il Financial Times spiega molto chiaramente le cose, in particolare riferendosi all'Europa ed alle sue necessità immediate.
E non finisce qui.
Un'altra risorsa che sta divenendo scarsa per gli abitanti di questo pianeta è l'acqua. Vitale più del petrolio, dell'oro o qualsiasi altra gemma, ovviamente. Le grandi riserve si trovano in Europa occidentale, Canada, Stati Uniti e Brasile. Pochi sanno, però, degli immensi giacimenti conservati sotto il Sahara. Un tesoro di acqua potabile purissima. Anche questa, come il petrolio, una risorsa fossile non rinnovabile, formatasi nel corso di quaranta millenni.
Con quella che ha voluto definire "Ottava Meraviglia Del Mondo" (The Great Man-Made River Project), Gheddafi ha portato quest'acqua alle città della costa.
Per approfondimenti: QUI e QUI
In quarant'anni Gheddafi ha cambiato il volto del proprio Paese ed il destino di un popolo. Nel periodo durante il quale è stato isolato dalla comunità internazionale, il petrolio libico non è stato svenduto come, invece, accaduto altrove. Le compagnie straniere hanno sottoscritto accordi vantaggiosi per la Libia al contrario, ad esempio, di quanto avviene sotto i nostri occhi in Sicilia o Lucania. Il denaro ottenuto è stato reinvestito in grandi opere, l'innalzamento del benessere della popolazione locale e di due milioni di immigrati dai Paesi confinanti. Non un centesimo chiesto in prestito alle banche straniere.
Aggiornamento
I "progetti verdi" di Gheddafi: QUI e QUI
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