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mercoledì 8 agosto 2012

Chi ha pagato il conto dell’unità tedesca?


Cliccare per ingrandire


BERLINO — Era il 1˚ luglio 1990. Helmut Kohl andò in tv e promise ai tedeschi: «Con gli sforzi riusciremo a trasformare il Meclemburgo-Pomerania, la Sassonia-Anhalt, il Brandeburgo, la Sassonia e la Turingia di nuovo in paesaggi fioriti, in cui converrà vivere e lavorare». I cinque Länder dell’Est e i suoi 16 milioni di abitanti si erano appena legati, in unione monetaria, a quelli dell’Ovest. Di lì a tre mesi, il 3 ottobre 1990, la Germania si ritrovò, anche politicamente, riunificata. Dietro quei «paesaggi fioriti», Kohl mise tutta la sua autorità. E quanto questa decisione — politica, come lui stesso rivendicò— costò cara, ancora oggi si dibatte. Fu Kohl che sfidò la Bundesbank e impose, tra il potentissimo marco e la moneta dell’Est che veniva scambiata al mercato nero 10 a 1, la parità.
«Eine Mark ist eine Mark». E se la frase (pare) non la pronunciò mai, le conseguenze furono colossali. Non possiamo, disse Kohl, condannare i cittadini dell’Est alla povertà e all’umiliazione.
Il capo della Buba, Karl Otto Pöhl — che voleva un cambio 4 a 1 — si dimise.
Il resto arrivò a catena: le fabbriche dell’Est (la regola del 1 a 1 valeva per gli stipendi e le pensioni, per i depositi il cambio era di 2 a 1) finirono fuori mercato, e fallirono. Ci furono effetti comici: nel 1989, l’International Statistical Yearbook indicava per la Germania dell’Est un reddito superiore (10.400) a quello dell’Ovest (10.050 dollari).
Al boom iniziale (crescita del +5,7 nel 1990 e +5,1% nel 1991) seguirono anni di stagnazione. Il debito nazionale passò dal 43% dell’89 al 53% del ’94. I costi esplosero, la riunificazione è costata ai tedeschi 1.400 miliardi. Ma la scelta di Kohl, quel cambio 1 a 1, non fu mai rinnegata, e ancora adesso viene vista come la lezione ultima del cancelliere: la politica, e alcuni ideali che può perseguire (la ricomposizione dell’identità tedesca lo fu), vengono prima dell’economia.
Pagò solo la Germania? Certamente no. La Bundesbank contenne la grande immissione di nuova moneta con tassi alti (attorno al 10% nel ’93), scongiurando l’inflazione. Ma come disse il francese Hubert Védrine, consigliere di Mitterrand: «A che serve la bomba atomica, se i tedeschi hanno il Deutsche Mark?». E infatti, in quell’ economia pre-euro, ma retta dal meccanismo dello Sme, i rialzi dei tassi decisi a Francoforte si riverberarono quasi automaticamente sulle altre monete, cosa che si tradusse in recessione per molte economie europee (Germania inclusa).

venerdì 3 agosto 2012

L’Iran, re Bibi e il “popolo eterno” di Israele

di David Grossman



ECCO un possibile scenario:
Israele attaccherà l’Iran contrariamente alla ferma presa di posizione del presidente Obama che quasi supplica di lasciare questa incombenza agli Stati Uniti d’America. E questo perché? Perché Benjamin Netanyahu ha una linea di pensiero e una visione storica secondo le quali — riassumendo a brevi linee — Israele è il “popolo eterno” mentre gli Stati Uniti, con tutto il rispetto, sono una specie di Assiria o di Babilonia, di Grecia o di Roma dei giorni nostri. Vale a dire: noi siamo per sempre, destinati a rimanere, mentre loro, nonostante tutto il potere che possiedono, sono momentanei, transitori, motivati da considerazioni politiche ed economiche limitate ed immediate, preoccupati delle ripercussioni che un eventuale attacco potrebbe avere sul prezzo del petrolio e sui risultati elettorali. Noi invece sussistiamo nella sfera dell’“Israele eterno” e portiamo in noi una memoria storica in cui balenano miracoli e imprese di salvezza che vanno oltre la logica e i limiti della realtà. Il loro presidente è “un’anima candida” che crede che i nemici ragionino in maniera razionale come lui mentre noi, già da quattromila anni, ci troviamo ad affrontare le forze più cruente e gli istinti umani più incontrollabili e oscuri della storia e sappiamo bene come comportarci per sopravvivere in queste zone d’ombra. C’è chi si sentirebbe in ansia dinanzi a una simile descrizione ma non è da escludere che il primo ministro la ritenga appropriata e persino elogiativa nei suoi confronti. Il capo del governo gode, come si sa, del supporto di un’ampia coalizione e non deve fare i conti con una forte opposizione. In un certo senso agisce come un leader unico – “re Bibi”, l’ha definito la rivista Time– e ciò significa che nel momento in cui Netanyahu dovrà prendere una decisione cruciale, il futuro e il destino della popolazione israeliana dipenderanno più che altro dalla sua visione del mondo estremista, inflessibile e radicata.

lunedì 13 febbraio 2012

La Farsa si fa Tragedia



Quella che in Italia è nata come farsa estiva e che ora si sta facendo dramma in Grecia è già diventata tragedia. Loro, però, qualche Comunista che si faccia sentire ce l'hanno ancora; noi dobbiamo accontentarci della Destra sociale. Vendola tace, degli altri inutile parlare. Il Potere da Governo si fa Comando, al servizio degli esattori, evitando soluzioni condivise, nella speranza di riuscire a perpetuarsi.
Pagheranno i molti per i pochi, come al solito. Forse.
Agli inverni gelidi molte volte han fatto seguito grandi Rivoluzioni.

domenica 12 febbraio 2012

L'Europa ha bisogno di gas

Foto: C. Vitale - gettyimages
 Ce contava i nostri veci che nell'anno Ottantaoto Se podeva andar de troto Sora il ghiazio a camminar (Filastrocca veneta)
Era la fine di dicembre del 1788, pochi mesi prima della Rivoluzione francese. La laguna veneta ghiacciò per quasi tre settimane, consentendo di attraversarla a piedi tra Venezia e Mestre. 
«Durante il duro inverno del 1860, l’Oise gelò, grandi nevicate coprirono le pianure della bassa Piccardia e sopravvenne una burrasca di altra neve dal Nord-Est che seppellì quasi Beaumont, il giorno di Natale. La neve, che aveva cominciato a cadere di primo mattino, raddoppiò verso sera, ammucchiandosi l’intera notte». (Le rêve, Emile Zola)
Fu il primo inverno che, nell'Italia appena unita, migliaia di soldati borbonici trascorsero prigionieri nel forte di Fenestrelle perché si erano rifiutati di tradire il proprio Re.


Quello di queste settimane non è il primo gelo della storia né sarà l'ultimo. Le variazioni climatiche, tuttavia, suggeriscono l'imminenza di intervalli sempre più brevi tra grandi arsure e tremende gelate. Il futuro dell'Europa dipende anche dal GAS che riuscirà a procurarsi nei prossimi decenni. Il vecchio continente ne importa una quantità pari al 70% dei consumi (l'Italia il 90%), con una produzione interna avviata verso un'ulteriore contrazione. E ne consumerà sempre di più, secondo il grafico sottostante.
(Cliccare per ingrandire. Fonte: Eurogas - Gas Demand Outlook / EU27)

sabato 11 febbraio 2012

Monti d'America


La copertina del TIME raffigurante Mario Monti negli Stati Uniti D'America nessuno l'ha vista. Era destinata, infatti, ai lettori di Europa, Asia e Sud Pacifico. L'enfasi che è stata data in Italia al viaggio del Premier non ha avuto gli stessi riscontri neppure sugli altri giornali a stelle e strisce. Che agli Americani non importi più del vecchio continente in generale e del nostro Paese in particolare? Molto probabile. Non come avvenuto durante l'intero secolo scorso, almeno. I loro interessi nei prossimi decenni saranno indirizzati verso l'altro oceano, il Pacifico. Hillary Clinton l'ha detto chiaramente lo scorso novembre in questo articolo su Foreign Policy.

Per conservare la loro supremazia mondiale dovranno fare attenzione nel coltivare sistemi di alleanze che limitino e circoscrivano  il potere della Cina. La regione asiatica ha un'importanza economica planetaria sempre crescente. Possiede:

  • un terzo della popolazione
  • un quinto del prodotto
  • due terzi delle riserve monetarie
  • oltre la metà della crescita

Assorbe, inoltre, più del 40% delle esportazioni USA, che Obama ha dichiarato di voler raddoppiare nei prossimi cinque anni.
Gli Europei che tipo di alleanze saranno capaci di fare?
Gheddafi l'hanno lasciato morire. Ora sembra arrivato il turno di Siria ed Iran. E neanche Putin pare esser messo molto bene.

domenica 30 ottobre 2011

"La Libia che ho conosciuto"


Traduzione di Marinella Correggia – per Georges Bourdoukan, ex-giornalista del "O Globo", San Paolo del Brasile
Dopo che Nelson Mandela fu liberato, andò subito in Libia per ringraziare, a nome del popolo sudafricano, per il sostegno di Gheddafi contro il regime dell’apartheid.

Sono stato in Libia nel settembre del 1979, in occasione del decimo anniversario della rivoluzione che aveva portato Gheddafi al potere.
Mi accompagnarono in quell’occasione il cameraman Luis Manse e l'operatore Nagra Nelson Belo. Eravamo lì per la Rete Globo di cui ero al tempo il direttore di San Paolo.

Prima sorpresa. L’hotel, dove il governo ci aveva mandato, era interamente occupato da diplomatici. Chiesi all’ambasciatore del Brasile il motivo di questa concentrazione. La risposta mi sorprese ancora di più.
“Nella Libia di Gheddafi gli affitti sono stati vietati.”

Ai libici che non avevano una propria casa era necessaria solo una richiesta e il governo provvedeva immediatamente alla sua costruzione.
Il paese era un enorme cantiere.

E ancora: Una legge, LA LEGGE DEL MATERASSO, stabiliva che ogni cittadino libico che sapesse dell’esistenza di una casa in affitto, gettando un materasso nel cortile di quella casa, ne acquisiva l’utilizzo.

martedì 25 ottobre 2011

A Sirte ci sono dei morti

Nei giorni scorsi avevo letto di un massacro di civili nascosto sotto i fumogeni della morte di Gheddafi, quanto mai opportuna per i massacratori. Oggi, tra le notizie in secondo piano dei grandi quotidiani, quella di un'esplosione di un serbatoio di carburante che avrebbe fatto un centinaio di morti ed una cinquantina di feriti. La causa, a sentir loro, un cortocircuito.


A Sirte dal 17 ottobre sono arrivate truppe di terra speciali della NATO che, dopo una prima sconfitta, il giorno seguente l'hanno invasa.

Hanno utilizzato pesanti esplosivi ed armi chimiche in abbondanza (fosforo bianco, bombe combustibili aeree tipo napalm, gas), che portano a 20 mila i morti solo in quella città.



Poi, pare che abbiano catturato Gheddafi ed il figlio interrogandoli senza esito per due giorni. Quindi, è arrivata la Clinton ad ordinare di ammazzarli con la speranza di aumentare la guerra tribale.


Oggi a Tripoli: 3000 Iracheni, 5000 Somali, 400 Sauditi, 700 Sudanesi e 6000 Algerini come forze speciali sono arrivati per combattere i “ribelli” e la NATO.

Non ho n
eppure voglia di approfondire.
Che vergogna.


Aggiornamento
La Resistenza ha fatto esplodere il serbatoio del carburante con un detonatore comandato a distanza tramite telefono cellulare: QUI

lunedì 24 ottobre 2011

Economic Hitmen



Intervista animata a John Perkins, autore di 'HoodWinked' e 'Confessions Of An Economic Hitman'.

domenica 23 ottobre 2011

Dollar Over Gold

C'aveva provato Saddam a vendere il petrolio in euro, poi c'ha provato Gheddafi con il dinaro d'oro. C'è ancora l'Iran, con i tentativi di utilizzare una Borsa petrolifera basata sulla valuta europea. E poi c'è la Cina, con tonnellate di carta moneta americana. O la Russia.

C'era anche Robert Kennedy che provò ad interrogarsi su un ritorno al "Gold Standard": fatti e valori reali, non i giochini della finanza creativa.

Tutti morti, o quasi.
Tranne i falsari e gli usurai, quelli che operano in grande stile ovviamente.

Sono morti da tempo anche i Borbone d'Italia, quelli che pagavano i propri fornitori con ducati d'oro sonante. Quelli che non avevano debiti, a differenza dei Savoia. Sono arrivati la Banca Mondiale ed il FMI, la FED e la BCE.

Il 99% che protesta: QUI.

sabato 22 ottobre 2011

Pan Am 103

Molti forse non ricordano o non hanno sentito parlare della bomba nella discoteca La Belle di Berlino. Fu fatta esplodere il 5 aprile del 1986 e provocò tre vittime. Uno dei tanti "false flag" della storia recente, in particolare di quella a stelle e strisce. Dieci giorni dopo, infatti, quel grand'uomo di Reagan utilizzò quei morti come pretesto per bombardare il palazzo di Gheddafi, ammazzargli la figlia e qualche altra decina di persone, bambini inclusi.

Solo nel 1998, grazie ad un'inchiesta della Televisione Pubblica tedesca, si scoprì che quella bomba era da attribuire alla CIA ed al Mossad.

Il 21 dicembre del 1988 nei cieli di Lockerbie, in Scozia, esplose un Boeing 747-121 mentre era in volo verso New York. La storia è riassunta bene dalla versione inglese di Wikipedia (QUI). Prestate attenzione, in particolare, al "timer" utilizzato ed alla testimonianza di Tony Gauci, il commerciante maltese.

Il 23 febbraio 2011 (che strano), intervistato dal quotidiano svedese Expressen, l'ex ministro libico della giustizia Mustafa Muhammad ʿAbd al-Jalīl ha parlato di responsabilità dirette del colonnello Gheddafi nell'ordinare l'attentato. Ha anche aggiunto di avere le prove di quanto afferma.

Oggi il traditore dovrebbe avere finalmente il tempo di completare la sua storiella. Sono davvero curioso di vedere cosa sarà capace di inventarsi.

venerdì 21 ottobre 2011

Saldo zero

Nello stesso giorno in cui Muʿammar viene ammazzato in Libia (non era scappato) Giulia viene al mondo in Francia. La bambina farà in tempo a crescere, vergognandosi del padre e dell'ipocrisia occidentale. Il popolo libico potrà gustarsi le miserie che verranno.


E' ben strano, comunque, che tra tanta tecnologia messa in campo per bombardare non si sia trovato niente di meglio di un telefonino per riprendere le immagini di un uomo morto da diffondere in tutto il mondo.


Qualcuno sostiene che molte cose non quadrano.


domenica 9 ottobre 2011

I letti bruciano


Una delle 500 canzoni inserite nella The Rock and Roll Hall of Fame. # 1 in Nuova Zelanda e Sud Africa, # 2 in Canada, # 3 in Olanda, # 5 in Francia, # 6 nel Regno Unito, # 11 in Irlanda e # 17 nella U.S. Billboard Hot 100. 
Il cantante, Peter Garrett, è un cittadino attivo nella gestione della "cosa pubblica".
Midnight Oil - Beds Are Burning (da Diesel and Dust, 1987)

Out where the river broke
The blood wood and the desert oak
Holden wrecks and boiling diesels
Steam in forty five degrees

The time has come
To say fair's fair
To pay the rent
To pay our share

The time has come 
A fact's a fact
It belongs to them
Let's give it back

How can we dance when our earth is turning
How do we sleep while our beds are burning
How can we dance when our earth is turning
How do we sleep while our beds are burning

lunedì 26 settembre 2011

Ahmadinejad, discorso all'ONU



Discorso tenuto da sua eccellenza il dottor Mahmoud Ahmadinejad, Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, davanti alla sessantaseiesima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.




New York, 22 Settembre 2011.


In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.

Ogni lode ad Allah, signore dell'universo, e pace e benedizione sul nostro capo e profeta Muhammad, la sua pura casata, i suoi nobili compagni e tutti i messaggeri divini.
"Oh Dio, affretta la venuta dell'Imam al-Mahdi, garantiscigli salute e vittoria, fai di noi i suoi seguaci ed includici tra coloro che ne attestano la legittimità".

giovedì 22 settembre 2011

Lampedusa brucia


L
e reazioni dei commentatori anonimi su internet? Soliti deliri di fascisti da asporto e di panzoni da tastiera con le facce da cùlo flaccido. "Rimandiamoli a casa". Dove? "In Africa!". Non si può. "Allora, bombardiamoli!". Già fatto.

Quegli immigrati a Lampedusa sono un'infinitesima percentuale rispetto a quanti sono arrivati in Italia grazie a Fini e Bossi, comodamente seduti in aereo o in autobus, da turisti o cittadini europei. E' costretta ad ammetterlo perfino certa "stampa".

Quegli uomini a Lampedusa sono stati trattati da bestie: costretti in quattro mura, in un'isola minuscola, per mesi. Servivano ad alimentare la propaganda di ministri eversivi ed incanalare la rabbia di cittadini disinformati.

Non mi aspettavo di meglio dai nipoti di chi pensò Fenestrelle, bombardò Barcellona, trucidò, torturò e rese schiavi gli Africani delle colonie. 
Gentucola al governo ed in cabina elettorale che offre a quegli uomini neri un motivo in più per rafforzarsi nelle loro convinzioni sull'uomo bianco.

Un altro lavoro che gli Italiani non vogliono più fare e che hanno dimenticato: la Rivoluzione.




martedì 13 settembre 2011

L'alba della vittoria imminente

Video: QUI


Dell'11 settembre avevo già scritto anni fa, mi sembrava inutile insistere. Dopo "Odyssey Dawn" e "L'alba della sposa del mare", però, siamo al nuovo titolo: "L'alba della vittoria imminente", diffuso su siti internet "jihadisti", contenente immagini inedite di Osama Bin Laden e la voce del numero due, Al Zawahiri. Tutto in arabo, ma con il primo frame in lingua inglese, con qualche errore che un americano vero non farebbe mai, ovviamente.


Roba che neanche ad Hollywood, o forse sì.
Con Rambo e Rocky ebbero più o meno la stessa fantasia.


Questi vogliono spremere il limone fino all'ultima goccia. Non gli è bastato riesumare lo scemo della famiglia Bush per la grande ricorrenza, devono insistere con morti e fantasmi. Con le zucche vuote basta questo.


Intanto, si diffonde il mantra "chi è antiamericano è antisionista".
In attesa della guerra nel Sinai.


Avevo intenzione di scrivere qualcosa sui giornalisti "embedded" come Monica Maggioni, Duilio Giammaria o Claudio Pagliara, quelli che appaiono sempre con il giubbotto antiproiettili al fronte e la penna a mezz'aria negli studi televisivi. O Federico Rampini e Vittorio Zucconi. M'è passata la voglia, per il momento.


P.S.
Segnalo un articolo di Franco Piperno: QUI e un altro di Thierry Meyssan: QUI

lunedì 12 settembre 2011

Gheddafi, discorso ai resistenti


8 settembre 2011, da qualche parte in Africa

Al nostro coraggioso popolo libico che resiste: la terra di Libia è la vostra proprietà ed è vostra  sin dai giorni dei vostri nonni e bisnonni.
Quelli che tentano di togliervela sono mercenari stranieri, sostenuti da cani randagi, quegli stranieri che hanno soggiornato in Libia per un lungo periodo e che ora tentano di portarvela via.
Questo è impossibile, non ce ne andremo mai dalla terra dei nostri nonni. Le famiglie dei traditori della Libia erano spie per l’Italia, e oggi sono spie per la Francia e la Gran Bretagna, ed  i figli stanno seguendo le stesse orme dei loro padri e nonni, quelle del disonore.
Questi ratti, gentaglia armata, sono esempi dei loro nonni. Ognuno di loro è un traditore;  non sono libici coloro che hanno aiutato la NATO a distruggere le infrastrutture libiche e che uccidono i bambini libici, e scoprirete che i loro nonni e padri erano traditori. Portano  in sé i geni dei traditori.
Credete che coloro che portano i geni dei traditori dai loro nonni e bisnonni siano in grado di  decidere il destino del popolo libico? Quando questa gente si rende conto che il popolo libico ha alzato la testa,  rifiutando di accettarli, torna a fare gli sporchi trucchi dei perfidi canali televisivi arabi e di quei somari del Golfo.
Loro chiedono (a questi perfidi media e canali TV)  di diffondere qualsiasi bugia per salvarli,  di dire che ci sentiamo tremare la terra sotto i nostri piedi, e sentiamo le masse contro di noi,   che perderemo la terra che ci siamo guadagnati; “vi preghiamo di salvarci con quelle bugie e false voci che possano distruggere il morale del popolo libico che resiste”, dicono. Perché ciò distruggerebbe il morale dei figli della rivoluzione di Al-Fatah.
Loro chiedono, a questi malvagi e cornuti bugiardi media, un paio di bugie per salvarsi,  qualche voce falsa qui e là. All’inizio hanno detto che ero andato in Venezuela, e si è rivelata essere una menzogna, quindi stufi di ciò hanno detto che ero andato in Niger. Questo solo per distruggere il vostro morale e farvi cedere: è segno che loro sanno che il vostro morale e il vostro spirito sono alti.
La gente a Tripoli si prepara a distruggere i topi e catturare i mercenari che sono come un branco di donnole senza connessione tra di loro. I loro padroni li abbandoneranno presto, che le loro forniture di bombe stanno per esaurirsi e non hanno aerei con cui combattere.
Pensano che la NATO rimarrà per sempre nei cieli; la NATO sarà sconfitta, che ciò piaccia o non piaccia, perché le sue condizioni finanziarie non le consentono di continuare con i suoi bombardamenti aerei. I topi sentono di essere rimasti sul campo di battaglia da soli.
Insistono con le loro malvagie bugie, diffondendo le false voci che Gheddafi sia stato ferito, che Gheddafi sia fuggito, che a Gheddafi sia successo questo o quello. Questo significa che si stanno infilando in un collo di bottiglia, e che i loro padroni stanno per abbandonarli. Che si ribalteranno gli uni sugli altri.
Il popolo libico nel suo “Million Man Marche”, ha indicato la sua posizione al mondo; queste persone sono ancora vive; i nemici della Libia non hanno nulla a cui ricorrere, eccetto la guerra psicologica per condizionarvi: non fatevi influenzare da questa guerra psicologica e menzogne. Tutto ciò dovrebbe rendervi capaci di deridere il debole nemico che avete di fronte a voi, che è solo un gruppo di traditori e ubriaconi, e un gruppo di islamisti che si sono allontanati dalla legge e dall’ordine sociale, i quali non hanno un obiettivo preciso, se non che quello di distruggere la Nazione.
Essi non hanno nemmeno un piano diplomatico ed economico. Vogliono distruggere il nostro Paese: avete visto quello che hanno fatto i ribelli armati quando sono entrati Tripoli? L’hanno saccheggiata. Hanno saccheggiato le case e rubato l’oro alle donne.
Ognuno di questi individui tornò poi di corsa alla sua tribù con il bottino rubato, deponendo le  armi ed affermando di essere vittorioso. Il popolo libico non dovrebbe essere zittito da tali individui e sul suo grande passato. Non dobbiamo lasciare la nostra nazione a tali miseri codardi  che vogliono rubare la terra dei nostri nonni, supportati dai crociati; essi sono ora alla rievocazione dei complotti conialisti falliti e ci stanno riprovando. Saranno lasciati sul campo di battaglia da soli, cercando di ricorrere a cose che possano condizionare il vostro morale.
L’ultima cosa che abbiamo visto loro diffondere è quella di Gheddafi che entra in Niger; questa è una cosa senza senso; non è la prima volta che veicoli siano stati visti nella zona, tra il  Mali, il Ciad e l’Algeria, entrando ed uscendo dal deserto del Sahara. E ‘come se fosse il primo convoglio che sia mai entrato in Niger: state attenti e guardatemi, siate determinati contro queste menzogne ​​e questa falsa propaganda. Essi mangeranno la polvere.
Allahu Akbar (Dio è grande) – Avanti!

mercoledì 31 agosto 2011

Penurie: i farmaci



L'acqua è poca, e la papera non galleggia, si dice a Napoli.
La rottura di stock di alcuni medicinali è un fenomeno che riguarda realtà molto diverse tra loro. Diverse le motivazioni: le esportazioni parallele, ma anche la tensione sulle materie prime e l’organizzazione del comparto farmaceutico. E' un problema che riguarda non solo l'Italia ma anche colossi come gli Stati Uniti, o la Francia. [...]
Come ha spiegato al Quotidien du Pharmacien un rappresentante dell’industria che ha preferito restare anonimo, “le aziende non hanno una capacità produttiva illimitata”. [...]
Il quadro non è chiarissimo e l’unico elemento comune nelle diverse interpretazioni sembra essere il limite alla capacità produttiva, soprattutto dei medicinali più innovativi. Però, qui almeno una spiegazione accettata da tutti sembra esserci ed è la penuria di materie prime. Lo scenario negli ultimi trent’anni è drasticamente mutato: la crescita della popolazione mondiale, il miglioramento delle condizioni economiche, e quindi dell’accesso alle cure, in paesi molto popolosi come Cina, India e Brasile hanno ovviamente fatto crescere la domanda globale di medicinali. Ma a pesare è anche la divisione internazionale del lavoro, per usare una definizione in voga negli anni Settanta, dal momento che oggi l’industria farmaceutica europea dipende all’80% da Cina e India per l’approvvigionamento delle materie prime, mentre negli anni novanta del secolo scorso la quota si fermava al 20%. La cosa non è senza conseguenze, come ha mostrato il caso dell’eparina Baxter tra il 2007 e il 2008.
All’epoca una grave epidemia negli allevamenti suini cinesi aveva enormemente ridotto la disponibilità di eparina greggia, fraudolentemente sostituita in alcuni casi da condroitina solfato supersolfatato.
Risultato: lotti ritirati, necessità di controlli a 360° e riduzione delle scorte di farmaco.
Peraltro, al ridursi delle disponibilità, soprattutto nell’Occidente industrializzato, non è estranea anche la continua discesa dei prezzi dei farmaci di sintesi che, come ha più volte richiamato il settore del generico, rischia di rendere antieconomiche alcune produzioni. Oggi, in sostanza, la situazione è abbastanza tesa, basti pensare che solo tre siti in tutto il mondo producono l’oseltamivir e che in Occidente un solo stabilimento produce penicillina. In queste condizioni basta poco per creare strappi nella filiera.
Una cosa è certa - e in questo hanno ragione i distributori francesi -  la questione va affrontata considerando tutti gli aspetti, compresi quelli macroeconomici, mentre il rimpallo di responsabilità sui singoli venti rischia di lasciare il tempo che trova (che non è bellissimo).
Fonte: Federfarmaservizi
Approfondimento: Le Monde

lunedì 29 agosto 2011

La sposa stuprata


Pare che il comandante militare di fatto ora a Tripoli sia Abdul Hakim Belhadj, questo bel soggetto. E' l'inferno, quello che le TV non raccontano.



La dote della sposa era questa:


* GDP per capita – $ 14,192
* Unemployment benefit – $ 730
* Each family member subsidized by the state gets annually $ 1.000
* Salary for nurses – $ 1.000
* For every newborn is paid $ 7.000
* The bride and groom receive a $ 64 thousand to purchase flats
* Major taxes and levies prohibited
* To open a personal business a one-time financial assistance of $ 20.000
* Education and medicine are free
* Educ.Internships abroad – at government expense
* Stores for large families with symbolic prices for basic foodstuffs
* Part of pharmacies – with free dispensing
* Loans for buying a car and an apartment – no interest
* Real estate services are prohibited
* Buying a car up to 50% paid by the State
* No Payment for electricity for the population
* Sales and use of alcohol is prohibited
* Petrol is cheaper than water. 1 liter of gasoline – $ 0.14

Fonte



  • La Libia non ha debiti. Ha il più alto tenore di vita in Africa, al di sopra di Russia, Brasile ed Arabia Saudita, secondo le Nazioni Unite.
  • Tutti i prestiti sono senza interessi.
  • Prima che Gheddafi prendesse il potere meno di un quinto della popolazione era alfabetizzata. Si è passati, oggi, all'83%.
  • Assistenza sanitaria gratuita. Se il trattamento non è disponibile in Libia il governo finanzia cure sanitarie all’estero.
  • La Libia è largamente autosufficiente nella produzione alimentare. A chiunque desideri fare l’agricoltore viene dato l’uso gratuito di un terreno, una casa, attrezzature, bestiame e semi.
  • Gheddafi aveva promesso che neppure i suoi genitori avrebbero vissuto in una casa fino a quando tutti libici non fossero stati alloggiati. Ha mantenuto la sua promessa e suo padre è morto prima che egli fosse stato in grado di sistemarlo in una vera casa. A tutti i libici sono concesse case gratuitamente.


Aggiornamento

Prima e Dopo : QUI