martedì 9 agosto 2011

Uhmamma, gli alieni !!

Il Sole 24 Ore, con Morya Longo (copia in edicola del 6 agosto, pag. 10), si sveglia dal sonno dei giusti e chi ti scopre? L'invasore alieno, con tanto di disegnino in tema.
Otto volte più grandi della Terra: della ricchezza prodotta da industrie, agricoltura, servizi. È per questo che, con mille meccanismi, riescono a condizionare con il loro isterismo il mondo reale. La teoria insegna che i mercati finanziari dovrebbero riflettere i fondamentali economici, ma non è più così: ormai li determinano.
La teoria, quella di cui cantavano le lodi fino all'altro ieri. Al servizio di Luca o Emma.
Una mattina mi son svegliato, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor.
O partigiano, portami via,o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! O partigiano, portami via, ché mi sento di morir.
Non basta. La Longo scopre anche il "lato oscuro della Forza" e si chiede perché sia caduto nel vuoto il discorso che George Soros tenne al Congresso americano nel 1994 riferendosi alla sua teoria della "Riflessività" (1987), dopo aver provocato con le sue speculazioni nel '92 l'uscita di Inghilterra ed Italia dal sistema monetario europeo.
Io sono in totale disaccordo con la teoria generalmente accettata, secondo cui i mercati finanziari tendono sempre all’equilibrio e scontano il futuro in maniera corretta. Io ho un credo differente. I mercati – a mio avviso – non si limitano a scontare il futuro: concorrono nel crearlo. In certe circostanze, possono avere un effetto diretto sui cosiddetti fondamentali. Quando questo accade, i mercati entrano in uno stato di disequilibrio dinamico e iniziano a comportarsi in maniera difforme da ciò che viene considerato normale. Questi momenti non sono frequenti, ma quando si verificano i mercati possono diventare distruttivi: per il semplice motivo che possono influire sui fondamentali dell’economia.
La Longo conclude suggerendo di dare delle regole ai mercati e farle rispettare. Non aggiunge, però, che Standard & Poor’s e Moody’s appartengono a grandi fondi di investimento. Non una quisquiglia da poco.


P.S.
Consiglio di leggere anche gli articoli correlati di F. Pavesi 

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