domenica 14 agosto 2011

La contro-manovra di Bersani



Una tantum sui capitali esportati.
Prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati.
Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della pubblica amministrazione alle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità.


Lotta all’evasione.
Si tratta di misure anti-evasione che in parte riprendono quelle abolite dal governo Berlusconi: tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro; obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori; descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.


Ici progressiva. 
Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili.


Dismissioni immobili pubblici.
Piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25miliardi di euro).


Liberalizzazioni.
Realizzare immediatamente almeno parte delle proposte: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera,Rcauto, portabilità dei conticorrenti,
dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali.


Crescita. 
Misure per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno.


Costi della politica.
Dimezzamento del numero dei parlamentari: agire immediatamente sulla proposta di legge già presentata ma calendarizzata a settembre.Da lì in giù, intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli Comuni, il dimezzamento o più delle Province o, in alternativa, riconducendole a organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione.
Ripresadello spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. (Fonte: Il Secolo XIX)


Dal 20 agosto i primi emendamenti proposti in Parlamento.

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