domenica 7 agosto 2011

Il Debito Pubblico per i deficienti

L’inchiesta odierna del Giornale offre ai lettori la possibilità di identificare gli «statisti dei miei stivali» che ci hanno mandato in malora, esponendoci al pericolo di non essere considerati affidabili sul piano internazionale e, quindi, anche a quello di essere in balia degli speculatori e degli investitori stranieri che vedono nell’Italia un osso da spolpare. Massì, guardiamoli in faccia i campioni della mala politica e facciamo loro le pulci. Non meritano di essere giustificati, anche se talvolta hanno agito in condizioni di oggettiva difficoltà. Non esiste ragione, mai, per obbligare i cittadini a saldare il conto di spese che altri hanno sostenuto per scopi meramente elettoralistici. È vero: i politici li scegliamo noi alle urne. Ma perché amministrino le risorse, non perché sperperino quelle inesistenti e prese a prestito. (Vittorio Feltri, Il Giornale, 6 agosto 2011)
Peccato che l' "inchiesta" si fermi al 1994. Chissà perché.

Credevo che il "libero servo" continuasse oggi l'elenco, per arrivare ai nostri giorni. Invece no.

Ecco un grafico completo preso da Il Fatto Quotidiano di oggi:
(Cliccare per ingrandire)

Bettino Craxi all'epoca rispondeva così a Spadolini e Liberali che lo invitavano ad esser cauto nelle spese:
I repubblicani dicono di essere i cani da guardia del rigore. A questi cani noi diciamo: a cuccia!

Hanno fondato un’associazione per il taglio della spesa che ha per stemma le forbici. Dimenticano che sono il simbolo degli eunuchi.
La Milano da bere.

Il relatore delle finanziarie '84 ed '85, Maurizio Sacconi, era presente all'ultima manovra economica. Ed era quello che nemmeno stava a sentire il collega Brunetta.

Dopo il '92 arrivarono le dismissioni:

Quel che resta da vendere oggi: Ferrovie, Poste, quote di controllo di Enel, Eni, Finmeccanica, Poligrafico, Cassa Depositi e Prestiti, RAI, Cinecittà, le RISERVE

La situazione attuale è la seguente:
Quel che dovremo fare, indipendentemente dalle conferenze stampa imbastite all'ultimo minuto, è questo.

Riporto di seguito un interessante articolo di Roberto Petrini sulla costruzione del debito, a partire dagli anni '70. E' la solita storia di "im-prenditori coraggiosi" che vengono aiutati dallo Stato perché "hanno famiglia", assunzioni pubbliche spropositate, pensioni facili, condoni tombali, cartolarizzazioni, finanza creativa.
La Repubblica, 7 agosto 2001, pag. 13
P.S.
Consiglio la lettura di questo pezzo di Michele Boldrin.
Ne riporto qui le conclusioni:
(I) Cambiare governo. Mi rendo conto che questo sembri assurdo, che sembri la solita richiesta dell'economista che vuole i suoi amici al potere. Credetemi, non lo è e, se potessi, non la farei questa richiesta. Ma questo governo, ripeto, è sia screditatissimo che incapace. Deve andarsene. Siccome l'opposizione è composta di gente altrettanto incapace - anche se non altrettanto screditata e delinquenziale - l'alternativa non può venire da lì. Le elezioni vanno indette per maggio 2012. Nell'interim un governo del presidente (della BCE e della UE, a cui il signore che sta al Quirinale dovrebbe offrire la propria immagine di copertura) governerà il paese e prenderà tre o quattro provvedimenti seri.
(II) Riduzione degli stipendi dei funzionari della PA ministeriale e regionale per un totale pari al 25% in 4 anni, a partire dal 2012. Blocco totale del turnover per gli stessi soggetti. Questi NON sono tutti i dipendenti pubblici, ma quel milione e qualcosa che non serve a nulla e che, come documentato nell'ultima relazione della Bd'I, ha visto il proprio reddito reale crescere del 27% in otto anni.
(III) Cancellazione del cosidetto "federalismo". Sua sostituzione con la riforma federalista che Sandro Brusco va suggerendo da tempo (e che ha degli antecedenti nobili che non dovrei menzionare ...).
(IV) Riforma pensionistica immediata che porti, nell'arco di 15 anni, il rapporto spesa pensionistica su PIL al 10%. Le misure le sappiamo tutti e consistono, fondamentalmente, nell'innalzamento uniforme e progressivo dell'età di pensione, nella restrizione delle invalidità e nel passaggio immediato di TUTTI al regime della riforma Dini.
(V) Privatizzare tutto quanto lo stato possieda e che non sia fonte di produzione di beni pubblici (dove "bene pubblico" è come da definizione economica, non nel senso assurdo di "l'acqua è un bene pubblico"!!!). Quindi vendere tutta l'ENEL, l'ENI, la CDP, Trenitalia, la Rai, eccetera, eccetera. Tutti i proventi vadano a ritiro del debito. Idem, ovviamente, per le imprese di servizi locali, ma questo compito va gestito secondi i criteri in (III).
(VI) Liberalizzazione totale dei settori di cui sopra, oltre che di quelli dei servizi. La litania qui la conosciamo tutti, non vedo ragione di ripeterla.
Fatto questo mettiamo in cantiere la riforma fiscale, della scuola e dell'università e del mercato del lavoro. Ma per prepararle bene, vista la totale impreparazione, ci vogliono 6-12 mesi, quindi questo compito spetta al governo che, nei miei auspici, dovrebbe governare l'Italia a partire dal maggio del 2012.

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