domenica 31 luglio 2011

Muore Giuseppe D'Avanzo


Questo il ricordo di Enrico Fierro su Il Fatto Quotidiano. Lo preferisco agli altri che ho letto.

Da Libero non mi aspettavo un articolo del genere, devo ammetterlo.
Un onesto tributo al valore del "nemico" morto; avrebbero potuto risparmiarsi qualche riga per un'altra occasione ma probabilmente i loro lettori avrebbero arricciato ulteriormente il naso.

Da La Repubblica, invece, è proprio questo che m'aspettavo.
QUI l'articolo online di Bolzoni.

Il Corriere, non trovando posto per una mezza riga in prima pagina, svolge il compitino, condendolo di un paio di aneddoti.

La Stampa, con F. Geremicca accenna anche ai "nemici" e con M. Calabresi ricorda la passione di "Peppe" per il rugby duro e le sue regole.


Infine, Il Giornale, con Zurlo, scrivano assai modesto, peggio di quanto non m'aspettassi. Servile come sempre, ne approfitta per manganellare l'uno ma anche gli altri, visto che c'è.

P.S.
QUI la testimonianza di Roberto Saviano
QUI l'articolo di Giuliano Ferrara.

P.S.

sabato 30 luglio 2011

Querele / 3

LA QUERELA DEL SINDACO DI SESTO
Lite Gasparri-Oldrini all’ombra della Falck

Il sindaco di Sesto San Giovanni contro un ex ministro. Giorgio Oldrini querela Maurizio Gasparri,capogruppo Pdl al Senato per una frase sul «regime a Sesto San Giovanni», dove «di padre in figlio i sindaci alimentano un sistema di illegalità». Giorgio Oldrini, figlio di Abramo (sindaco di Sesto dal 1946) va giù duro: «Della mia onorabilità politica e personale sono pronto a rispondere davanti a chiunque. Ma che al Senato si permetta di insultare la memoria di unuomocheha amministrato la città per anni è una vergogna». Secca la replica di Gasparri: «Leggo le offese di Oldrini, di cui non ho mai fatto il nome: dimostra di avere una gran coda di paglia».
(Il Giornale, 30 luglio 2011)


La vicenda è raccontata meglio QUI, da Il Giorno.

Giacomo Matteotti, Osservazioni e Liberi Pensieri

Si parte da qui: Un italiano diverso. Giacomo Matteotti (Gianpaolo Romanato), Milano, Longanesi, 2011.

Si continua su L'Osservatore Romano, con Roberto Pertici.

Si finisce su Libero il 29 e 30 luglio, con G. Parlato e F. Borgonovo.
L'ultimo scrive del penultimo, che aveva scritto di Pertici, che aveva recensito Romanato.
. 
Usura, esproprio alla Chiesa, morti ammazzati (anche in famiglia), matrimonio laico. Era uno spendaccione, fu protagonista delle violenze rosse, aveva intenti rivoluzionari. Prima di morire, però, si racconta di come abbia espresso posizioni anticomuniste. Santo o diavolo? Dipende.

Domani mi aspetto l'articolo di Belpietro o Feltri che l'avranno incontrato in sogno stanotte.

Ricostruzioni

Questo il video dell'incontro del Ministro con i precari.

venerdì 29 luglio 2011

Rosicamento continuo



Non gli è stato sufficiente lo sfogo su Oggi ed Il Giornale di qualche giorno fa, insistono.

Mondadori, beffa dopo lo scippo De Benedetti jr: politica estranea
Alla famiglia De Benedetti non è bastato che martedì scorso Fininvest abbia versato nelle casse della Cir i 564 milioni di euro imposti dalla Corte d'Appello. Dopo l'esproprio anche la beffa. Proprio oggi il primogenito dell'Ingegnere ha, infatti, detto che la vicenda legata al lodo Mondadori "si riferisce a fatti accaduti vent’anni fa e dunque non ha nulla a che vedere con l’attualità politica". (Il Giornale)

Ancora parole come "scippo" ed "esproprio".
Proprio non l'hanno digerita, neanche quella dei decoder, ed i loro avvocati non li leggono.

Querele / 2

Bindi querela per diffamazione
Alberto Tedesco in un’intervista a Radio Ies spara a zero su Rosy Bindi: “La Bindi parla di carcere da sette mesi, ma la stagione del '92 che l’ha resa protagonista non tornerà più.
Rosy Bindi ricevette, come reso noto in un libro di Pomicino mai smentito, un finanziamento di 50 milioni dalla corrente andreottiana, nonché dell’appoggio di Andreotti che la fecero salire al Parlamento europeo. Era il 1989. Prima era una sconosciuta”. Nell'annunciare querela a Tedesco, la Bindi ricorda: Don Luigi Verzè e la casa editrice Mondadori, sono stati condannati dal Tribunale civile di Milano a risarcire 50mila euro. Con Mondadori e don Verzè sono stati condannati anche la società editrice de Il Giornale e i giornalisti Maurizio Belpietro e Pierangelo Maurizio che avevano pubblicato in alcuni articoli le tesi diffamatorie del libro. Il risarcimento complessivo di 60 mila euro sarà devoluto in beneficenza”.
(Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2011)

giovedì 28 luglio 2011

Il figlio scemo

"I nostri imprenditori familiari hanno una sfiga drammatica. Lavorano piu' degli altri ma prima o poi gli nasce sempre un figlio scemo. Prima o poi vanno a sbattere il grugno e la storia piccola e grande del nostro capitalismo sta li' a dimostrarlo" (Luigi Angeletti, Segretario UIL, Conferenza del Lavoro PD a Genova, giugno 2011)

"Un comunicato che, in altri tempi, si sarebbe definito in puro stile doroteo. Non appartenendo questo stile al nostro patrimonio culturale, in quel comunicato non possiamo riconoscerci" (Luigi Angeletti, Segretario UIL, luglio 2011)